potuto difendersi con successo sia contro la Germania che contro l'Unione Sovieticacontemporaneamente?Il grosso pubblico ignora ancor oggi, a quasi sette decenni da quegli eventi, che la Gran Bretagna ela Francia non erano particolarmente preoccupate per la sorte della Polonia - come non lo era, delresto, la Polonia stessa, i cui dirigenti, con folle megalomania, pensavano di poter conquistareBerlino in pochi giorni -; ma semmai, per la Romania, cui desideravano offrire una «copertura»contro un attacco tedesco, ritenuto dai più come imminente (anche se del tutto a torto, come tra poco avremo occasione di mostrare).Ma procediamo con ordine.Tutti sanno che l'attacco tedesco alla Polonia, il 1° settembre 1939, fu seguito dalla dichiarazione diguerra della Gran Bretagna e della Francia alla Germania, due giorni dopo, a causa della garanziache i governi di Londra e di Parigi avevano offerto a quello di Varsavia, il 31 marzo, sottol'impressione dell'occupazione tedesca di Praga, avvenuta due settimane prima..Ora, è ben vero che quest'ultima mossa di Hitler violava sia lo spirito che la lettera del patto diMonaco del settembre precedente, allorché il dittatore nazista aveva solennemente dichiarato di nondesiderare altro che la retrocessione dei tre milioni e mezzo di tedeschi abitanti nei Sudeti, e di nonessere interessato al resto della Cecoslovacchia. Ma è altrettanto vero che l'occupazione tedescadella Boemia e della Moravia ebbe luogo dopo che la crisi dello Stato cecoslovacco, o di quel chene rimaneva dopo Monaco, era precipitata in tempi estremamente rapidi, a causa della volontàindipendentistica degli Slovacchi - volontà che gli eventi che hanno portato alla separazionedefinitiva fra Slovacchia e Repubblica ceca, dopo il crollo dei regimi comunisti, hanno mostratoavere delle solide radici storiche; mentre la Cecoslovacchia del 1918, creata da Masaryk e daWilson, non ne aveva affatto.Si dimentica di ricordare, inoltre, che era stato proprio il presidente cecoslovaccoi Hacha,successore di Benes, a rivolgersi al governo tedesco in quel drammatico frangente, per averne aiutoe consiglio; mentre la Polonia e l'Ungheria erano lì, pronte a fare la parte degli sciacalli, arraffando,rispettivamente, la Rutenia Subcarpatica e il distretto minerario di Teschen; e che Hitler, in quellacircostanza, si trovò quasi costretto a prendere la decisione di assumere il protettorato sulla Boemiae la Moravia.Sia come sia, l'ingresso delle forze armate tedesche a Praga, il 15 marzo 1939 (un anno giusto dopol'«Anschluss», che quella mossa aveva reso possibile) mise letteralmente in orgasmo la diplomazia britannica e spinse il «flemmatico» ed «ingenuo» Chamberlain - che, secondo la Vulgata corrente,sarebbe stato giocato a Monaco dalla perfidia di Hitler - a impegnare il governo britannico, per la prima volta dai tempi delle guerre napoleoniche, a intervenire in un eventuale conflitto sulcontinente, offrendo una cambiale in bianco al governo polacco.In effetti, il 21 marzo (appena una settimana dopo il «colpo» tedesco su Praga), mentre A. Lebrun eBonnet erano recati a Londra in visita ufficiale, l'ambasciatore polacco a Berlino veniva convocatoda Ribbentrop, che gli propose la cessione di Danzica alla Germania e la costruzione diun'autostrada extraterritoriale attraverso il Corridoio polacco. Appena giunto a Londra, il ministrodegli esteri francese si vide sottoporre da Halifax il testo di una proposta congiunta di assistenzadella Gran Bretagna, della Francia, della Polonia e della Russia alla Romania, la quale ultima, inquel momento, sembrava minacciata da una imminente azione tedesca.In realtà, anche qui si era verificato un grosso pasticcio, in cui gli statisti occidentali vollero vederenel governo nazista una dose di malafede maggiore di quella che, effettivamente, ebbe. Si eratrattato di questo: Berlino aveva fatto pressioni su Bucaret per indurre la Romania ad entrarenell'orbita commerciale tedesca; ma, per il momento, non aveva pensato affatto ad un'azione di tipomilitare.Invece l'ambasciatore romeno a Londra, Tilea, sulla base di non si sa quali informazioni, il 16marzo - l'indomani dell'ingresso dei Tedeschi a Praga - si presentò al Foreign Office, sostenendo cheil suo Paese era in stato di pericolo imminente; e vi ritornò il 17, precisando che, ormai, l'invasionearmata nazista era solo questione di ore.
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