Prendiamo il caso di una persona buona, onesta, leale, che si trovi, però, a dover vivere fra individuidi tutt’altro livello morale: può succedere in un caso di convivenza forzata, una prigione, uncollegio, una caserma; oppure può accadere nella sua stessa famiglia: una moglie o un maritosuperficiali, egoisti, prepotenti, dei figli insensibili e altrettanto egoisti; sono situazioni cheaccadono e sono, anzi, più frequenti di quel che non si creda.Ebbene: quella persona, nei volti e negli sguardi degli altri, vedrà riflessa costantemente unaimmagine deformata e immiserita di se stessa; non vi scorgerà il riflesso delle proprie qualità, masolo di ciò che, allo sguardo di simili vicini, appare come un insieme di difetti; non qualcosa di cuiessere soddisfatta di sé, ma, semmai, qualcosa di cui vergognarsi.Lo sguardo altrui non è sempre limpido, così come non sempre limpido è il nostro: eppure essofunziona come uno specchio, uno specchio, però, che ci rimanda delle immagini distorte econtraffatte, quanto meno esso è terso e trasparente.E anche una persona che, in fondo a se stessa, sappia di valere, se si vede continuamente riflessanello sguardo deformante degli altri, finisce per dubitare di sé, per sentirsi inadeguata, per disamorarsi di se stessa.Il megalomane, all’opposto, è colui che possiede un’altissima idea di se stesso e non sa leggere losguardo degli altri, non sa riconoscervi la disapprovazione e il disgusto che egli suscita nel prossimo, perché, qualunque cosa egli guardi, gli fa velo l’opacità del proprio stesso sguardo, idepositi e i sedimenti che lo intorbidano irrimediabilmente.Il tiranno, a sua volta, è colui che ha bisogno di specchiarsi in sguardi carichi di ammirazione, e, pur di riuscirvi, è disposto a minacciare o corrompere tutti i suoi collaboratori, affinché essi simulinoquello sguardo ammirato che è per lui come una dose di droga quotidiana, senza la quale non potrebbe andare avanti.Anche un vecchio danaroso che mantenga nel lusso una giovane e spregiudicata amante fa ricorsoad un simile espediente: esaudendo ogni suo capriccio e ricoprendola di ori e di gioielli, egli fa inmodo che lei lo guardi con ammirazione e con trasporto, anche se, in qualche parte della suacoscienza, sa benissimo che si tratta di uno sguardo mercenario e che quella luce incantevole che vi brilla si spegnerà immediatamente, non appena venissero meno i regali.La persona di animo retto, viceversa, non solleciterà mai sguardi insinceri e interessati, anche perché non farà mai nulla per apparire diversa e migliore da ciò che sa di essere; e tuttaviaanch’essa, come chiunque, avrebbe bisogno di incontrare, negli occhi dell’altro, una grata immaginedi sé e soffre, come chiunque altro, se ciò non avviene.È utile e opportuno, pertanto, che noi cerchiamo di frequentare persone buone e amiche, nei cuisguardi possiamo scorgere il riflesso della nostra parte migliore, perché questo ci dà la possibilità di perdonarci per i nostri difetti, di volerci bene e di metterci in pace con noi stessi; e, inoltre, perché ciaiuta a ricaricare le batterie, quando la nostra energia si va esaurendo e la stanchezza morale ciminaccia, con tutte le sue possibili conseguenze.Quante persone scivolano inesorabilmente verso la disistima di sé e perfino verso il pozzo oscurodella depressione, per non aver potuto ricostituire le energie che spendono con generosità edaltruismo; e ciò, a sua volta, per la mancanza di persone amiche e benevole, nei cui sguardiaffettuosi esse avrebbero potuto specchiarsi e confortarsi!Una legge fondamentale della vita è che noi non possiamo dare più di quello che abbiamo; ma èaltrettanto vero che noi possiamo attingere a risorse incredibili di energia, se solo riusciamo atrovare il nostro equilibrio e a ricollegarci con la Fonte di ogni energia e di ogni pensiero positivo:la sorgente dell’Essere.L’Essere, però, noi non possiamo vederlo; possiamo, tutt’al più, averne una qualche percezione neimomenti privilegiati della vita dell’anima, come la preghiera o la meditazione; per il resto, possiamo scorgerne un labile riflesso nel volto delle persone sagge e buone che, talvolta, ci è datoincontrare nel corso della nostra vita, e la cui presenza istintivamente andiamo cercando, come ilviandante stanco e assetato che cerca dell’acqua per dissetarsi, lungo il cammino nella polvere enell’afa della pianura.2
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