I leds tradiscono i nostri dati
Flavio BernardottiQuest’articolo fa parte di una serie, di cui quello sulla tecnologia TEMPEST elettromagnetica èstato il primo, indirizzato a mostrare come di fatto la nostra privacy sia sicura solo per il semplicemotivo che i nostri sistemi in genere non dispongono informazioni talmente appetibili a giustificarel’uso di certe tecnologie utilizzate per impossessarsene.Come abbiamo appena detto nell’ articolo precedente si era parlato dell’intercettazione dei campielettromagnetici mentre in questo si parla d’intercettazione ottica ovvero quelle definita in gergocome OPTICAL TEMPEST.Con questo termine si intende tutto quanto è intercettabile, tramite determinate apparecchiaturespesso molto semplici, legate alla ricezione delle modulazioni della luce legata alle spie dei nostrihard disk, dei nostri modem, ei routers e di tutto quanto modula dati tramite LED presenti suisistemi informatici.Ricordiamoci che stiamo sempre trattando una metodologia utilizzate fino a poco tempo fa daagenzie di stato o dda militari per recuperare informazioni altrimenti non accessibili.Infatti di OPTICAL TEMPEST fino a pochi anni fa non se n’ era mai sentito parlare in quantoritenuta una tecnologia riservata e pericolosa a divulgare.Alcune volte quando si parla dei coefficienti di sicurezza di questi sistemi li si confronta con lenormali tecniche utilizzate dagli hackers per accedere a dati e quindi si tende a fare il confronto conla purezza dell’informazione e con il tempo necessario al suo trattamento.In altre parole se un hacker se riesce a accedere a un sistema e preleva dei files questi in genere nonnecessitano di elaborazioni finalizzate a renderle migliori qualitativamente.Qui stiamo parlando di tecnologie che vengono utilizzate quando non esistono collegamenti di rete,quando i sistemi non sono accessibili in altro modo ovvero quando non esiste nessun altro mezzo per carpire le informazioni trattate dai sistemi stessi.In genere l’hacker se un computer non è collegato a una rete LAN o WAN ha già terminato il suolavoro in partenza.Le differenze tra un hacker e le agenzie di stato si vedono in quando il primo definisce come nonattaccabile una sistema mentre gli altri a quel punto iniziano a lavorarci sopra.Chiaramente il lavoro svolto dispone da una parte di maggiori difficoltà ma dall’altra parte puòsfruttare tecnologie ed informazioni che agli altri sono vietate con le quali si cercano i metodi adatti per ricevere le informazioni (TEMPEST, OPTICAL TEMPEST ne altri), i metodi per ripulirle aidisturbi e quelli per ricostruire parti mancanti.Questo significa che esistono diverse fasi che devono essere considerate in un operazioned’intercettazione tra le quali la ultime due sono le più complesse e lunghe.In qualsiasi sistema tempest, che si tratti di intercettazione elettromagnetica o di quella ottica, le fasidi purificazione delle informazioni e quelle relative alla ricostruzione delle parti mancanti sonosicuramente le più complesse anche se dobbiamo sempre tenere a mente quanto detto prima e precisamente che le persone che svolgono queste attività, in genere, non hanno problemi di budgete quindi possiedono il meglio che la tecnologia può offrire.Ma torniamo all’intercettazione ottica delle informazioni.
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