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sapereper saper essere
appunti per percorsi educativi su mafie, diritti, cittadinanza
 
Indice
Premessa pag. 5Il progetto 7Introduzione ai percorsi 9Alcune tecniche per la conduzione 10I percorsi didattici:SCUOLE PRIMARIELe parole per stare insieme. Un alfabetiere per crescere 15Diritti in gioco 27Dalla parte giusta 36SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADOLibera la Natura 38Diritto e rovescio della medaglia. Diamo valori allo sport 40Mangiare giusto, mangiare con gusto! 45La scuola adotta una vittima di mafia 58SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADOGli esseri umani non sono merce di scambio 64Ci siamo cor-rotti! 74Informati per informare 79La mafia attraverso il cinema 85Approfondimenti trasversali 105Approfondimenti - beni confiscati 120Bibliografia ragionata 131Filmografia tematica 143
 
La scelta di realizzare questa pubblicazione si fonda sulla necessità di mettere adisposizione di molti, strumenti di supporto ed accompagnamento concreti per i per-corsi di educazione alla legalità ed alla cittadinanza attiva nati in relazione alle atti-vità dell’Associazione Libera.Due sono le istanze che hanno mosso la progettazione:• affermare con i fatti che attraverso l’impegno collettivo e la pratica di alcuneopportunità messi a disposizione dalla legislazione italiana, è possibile dare vita areali processi di trasformazione dei territori e delle vite delle persone che li abita-no;• proporre alcuni percorsi e strumenti, attraverso i quali non solo agire in senso for-mativo, ma fondare le basi di un serio e strutturato impegno per la giustizia, lalegalità e lo sviluppo equo dei territori.In questo senso la formazione civile contro le mafie si rivolge alle scuole primarie,attraverso attività ludiche e partecipative di approccio ai temi della cittadinanzaresponsabile, e alle secondarie di primo e secondo grado, promuovendo percorsiconnessi alla conoscenza critica delle mafie e del fenomeno mafioso; alle esperienzedi impegno nel contrasto alla presenza criminale; all’uso sociale dei beni confiscatialle organizzazioni criminali.Riutilizzare un bene confiscato secondo i bisogni del territorio vuol dire promuove-re sviluppo, lavoro e giustizia sociale. Avvicinare il mondo della scuola ad esperien-ze territoriali di riutilizzo di beni confiscati, contribuisce alla promozione della cul-tura di legalità e dell’impegno civile in terra ad alta presenza di mafia.Attraverso l’attivazione e l’utilizzo di questi strumenti non ci si ferma ad un sempli-ce approccio teorico ma si pongo-no i presupposti per azioni chelascino il segno di un cambiamen-to di atteggiamento da parte deigiovani nei confronti della mafia.I ragazzi prima conoscono le pro-blematiche legate alla mafia e poisperimentano e discutono sugliaspetti che si contrappongono allaillegalità.
Il ruolo della scuola
La scuola è un’Istituzione indispensabile allo sviluppo di pratiche di legalità, inquanto è il luogo nel quale, quotidianamente, si trasmettono e si sperimentano i
PREMESSA 
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