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Ci sono sempre più motivi di credere che il“Gentiluomo trentasettenne” di Lorenzo Lotto sia proprio il grande pittore.
I
miei due precedenti studi lotteschi, il primo circa l' autoritratto e il rebuscontenuti nella
 predella Martinengo,
il secondo sul rebus contenuto nelle
 Nozzemistiche di Santa Caterina col donatore Nicolò Bonghi,
quadri entrambi all'Accademia Carrara di
 
Bergamo
 ,
mostrano, tra l' altro, come Lorenzo Lotto si servissea volte di un trucco iconografico per siglare mimeticamente i suoi quadri: dipingereun personaggio che mostrasse le braccia tenute ad angolo approssimativamente retto,suggerendo in tal modo le due L iniziali del suo nome e del suo cognome.Il frate domenicano nella
 predella Martinengo
e l' angelo nelle
 Nozze Mistiche
Bonghi, dei quali mi sono occupato nei due studi citati, non esauriscono di certo ilnovero delle figure lottesche che tengono le braccia in quella significante posizione.Le braccia di Maria nella celebre
 Annunciazione
di Recanati, per cominciare, possonoessere viste, chiaramente, come l' esempio più illustre di sigla lottesca mimetizzata(..)
Per leggere il saggio acquistate il libro:
Maurizio SORELLI,
Gli enigmi di Lorenzo Lotto,
Bergamo,Sestante Edizioni, 2011 [costo 18 euro].
Il volume contiene sette studi lotteschi; sei già apparsi sul web mariveduti e corretti (il primo alquanto ampliato) e uno del tuttoinedito: si tratta di un esaustivo saggio, di ben 40 pagine, che svelatutti i misteri del
 Ritratto di Lucina Brembati
della Accademia
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