Salve Steno, sono Raffaele Lauro e sono il Presidente di Mente Locale, grazie mille per il tuo commento davvero stimolante.
Sono molto vicino alla tua posizione sul film, e proprio per questo la mia scena preferita è quella in cui Christian (ormai non più Alexander Supertramp) scrive una delle sue ultime frasi sul taccuino: "happiness is real only when is shared".
Anche se, pochi fotogrammi dopo, si consuma in realtà una nuova inversione di rotta, visto l'atteggiamento in fondo positivo di Christian nel momento della morte.
I valori di cui parli sono valori potenzialmente anche preziosi, ma lo sono a mio giudizio solo se vissuti in una prospettiva solidale e di rispetto: l'isolamento come sfida, o come definitiva affermazione di se stessi, presuppone una vita in cui si cresce soltanto per sé e per nessun altro.
Mi piace leggere, nella spiccata ostilità della natura alla sua sopravvivenza (penso all'inutile uccisione dell'animale) una risposta negativa concreta a questo sogno di estraniamento, una risposta che indica una strada di socialità obbligata e nel rispetto l'unica strada per convivere con ciò che è all'esterno di noi e non conosciamo.
I valori che citi, se mescolati con individualismo e con quell'ansia di sfide definitive che caratterizza molti settori Usa, portano purtroppo le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.
Il tuo ntervento non è affatto raffazzonato, anzi: grazie a te per questa riflessione!
Ci fa piacere che ci consideri coraggiosi, probabilmente dovremo esserlo ancora di più visti i problemi del nostro Paese e della Penisola... ma non si può essere coraggiosi in pochi, e tra i valori che cerchiamo di promuovere c'è soprattutto una riscoperta della comunità e del gusto di fare le cose insieme.
Ci emoziona sapere che riusciamo a radunare così tante persone intorno a questa nostra idea, e speriamo che si possa scalfire col passare delle sere anche quella timidezza che allontana tante persone dal partecipare ai dibattiti conclusivi.
A presto Steno!
Raffaele
salute a tutti, sono steno aulicino
Un breve contributo a commento del film Into the Wild:
Niente da dire sulla qualità artistica del film e del commento musicale, come rileva Tonino.
Ho molte perplessità sul messaggio (come si diceva una volta) diciamo politico del film.I valori a cui si richiama il protagonista sono quelli tipici dell'American Spirit - coraggio, liberà, fede, dio, viaggio, felicità... - non a caso spesso inclusi nella stessa costituzione americana.
Ora credo che questi stessi valori, più o meno travisati, siano alla base di grandi disastri e tragedie perpetrati anche dagli stessi americani: dalla strage dei nativi alla colonizzazione della Palestina ai fondamentalismi che hanno contribuito all'elezione di Bush, tutto fa capo ad una radice unica dalla quale l'America non riesce a prescindere.
è frutto di rapporti di forza, dettato da chi detiene il potere o la proprietà dei mezzi di produzione. In mancanza si ritorna alle pulsioni indiviualistiche New Age che hanno causato tra altri danni anche lo scollamento del tessuto di una sinistra una volta ben radicata nel sociale e nelle menti.
se volete se ne può riparlare.
Grazie l'ospitalità e scusate per il taglio raffazzonato dell'intervento.
Complimenti sinceri per l'iniziativa e sopratutto per il coraggio, di questi tempi
steno
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Salve Steno, sono Raffaele Lauro e sono il Presidente di Mente Locale, grazie mille per il tuo commento davvero stimolante. Sono molto vicino alla tua posizione sul film, e proprio per questo la mia scena preferita è quella in cui Christian (ormai non più Alexander Supertramp) scrive una delle sue ultime frasi sul taccuino: "happiness is real only when is shared". Anche se, pochi fotogrammi dopo, si consuma in realtà una nuova inversione di rotta, visto l'atteggiamento in fondo positivo di Christian nel momento della morte. I valori di cui parli sono valori potenzialmente anche preziosi, ma lo sono a mio giudizio solo se vissuti in una prospettiva solidale e di rispetto: l'isolamento come sfida, o come definitiva affermazione di se stessi, presuppone una vita in cui si cresce soltanto per sé e per nessun altro. Mi piace leggere, nella spiccata ostilità della natura alla sua sopravvivenza (penso all'inutile uccisione dell'animale) una risposta negativa concreta a questo sogno di estraniamento, una risposta che indica una strada di socialità obbligata e nel rispetto l'unica strada per convivere con ciò che è all'esterno di noi e non conosciamo. I valori che citi, se mescolati con individualismo e con quell'ansia di sfide definitive che caratterizza molti settori Usa, portano purtroppo le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Il tuo ntervento non è affatto raffazzonato, anzi: grazie a te per questa riflessione! Ci fa piacere che ci consideri coraggiosi, probabilmente dovremo esserlo ancora di più visti i problemi del nostro Paese e della Penisola... ma non si può essere coraggiosi in pochi, e tra i valori che cerchiamo di promuovere c'è soprattutto una riscoperta della comunità e del gusto di fare le cose insieme. Ci emoziona sapere che riusciamo a radunare così tante persone intorno a questa nostra idea, e speriamo che si possa scalfire col passare delle sere anche quella timidezza che allontana tante persone dal partecipare ai dibattiti conclusivi. A presto Steno! Raffaele
salute a tutti, sono steno aulicino Un breve contributo a commento del film Into the Wild: Niente da dire sulla qualità artistica del film e del commento musicale, come rileva Tonino. Ho molte perplessità sul messaggio (come si diceva una volta) diciamo politico del film.I valori a cui si richiama il protagonista sono quelli tipici dell'American Spirit - coraggio, liberà, fede, dio, viaggio, felicità... - non a caso spesso inclusi nella stessa costituzione americana. Ora credo che questi stessi valori, più o meno travisati, siano alla base di grandi disastri e tragedie perpetrati anche dagli stessi americani: dalla strage dei nativi alla colonizzazione della Palestina ai fondamentalismi che hanno contribuito all'elezione di Bush, tutto fa capo ad una radice unica dalla quale l'America non riesce a prescindere. è frutto di rapporti di forza, dettato da chi detiene il potere o la proprietà dei mezzi di produzione. In mancanza si ritorna alle pulsioni indiviualistiche New Age che hanno causato tra altri danni anche lo scollamento del tessuto di una sinistra una volta ben radicata nel sociale e nelle menti. se volete se ne può riparlare. Grazie l'ospitalità e scusate per il taglio raffazzonato dell'intervento. Complimenti sinceri per l'iniziativa e sopratutto per il coraggio, di questi tempi steno