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CASCHI BIANCHI: INTERVENTI UMANITARI IN AREE DI CRISI – AFRICA CENTRO-ORIENTALE 2009
SCHEDA CONGO
(
CPS-Comunità Promozione e Sviluppo)Volontari richiesti: 3
SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
 
Brazzaville
DESCRIZIONE DEL CONTESTO SOCIO POLITICO ED ECONOMICO DEL PAESE DOVE SI REALIZZA ILPROGETTO:
La Repubblica del Congo, nota anche come Congo-Brazzaville, è un’ex-colonia francese dell'Africa centro-occidentale. All'atto dell'indipendenza dalla Francia nel 1960, l'ex regione francese del Congo Centraledivenne la Repubblica del Congo, sotto Fulbert Youlou. Un quarto di secolo di sperimentazione con ilMarxismo venne abbandonato nel 1990 e un governo eletto democraticamente si è insediato nel 1992. Unabreve guerra civile nel 1997 ha reinstaurato l’ex presidente marxista Denis Sassou-Nguesso sostenuto dalletruppe angolane mentre il politico di opposizione è costretto a fuggire dal paese insieme al Primo Ministro.Intanto la guerra ha già provocato la morte di 10.000 persone e distrutto la capitale. Nel 2003 una nuovaribellione guidata da Pasteru Ntoubi scoppia nella regione di Pool. I Ninja, così sono chiamati i ribelli,impegnano le forze fedeli al presidente per più di un anno prima di firmare un accordo di pace che prevede ildisarmo dei ribelli e il loro reintegro nella società civile. Al momento però il programma non è stato ancoraavviato vista la mancanza di fondi, e questo ha creato non pochi problemi di sicurezza: gli ex-ribelli si sonoinfatti divisi in varie bande armate di delinquenti che saltuariamente lanciano attacchi contro semplici civili,soldati o organizzazioni umanitarie: si calcola che almeno 25 mila persone dovranno essere disarmate.Proprio per le precarie condizioni di sicurezza molte organizzazioni non governative hanno dovutosospendere i propri interventi. Il Congo rimane uno dei paesi più poveri dell’Africa: il 70% della popolazionevive con meno di un dollaro al giorno e negli ultimi 10 anni le continue guerre hanno avuto pesanticonseguenze sulla società e sull’economia: risulta essere posizionato al 142° posto della classifica a livellomondiale dell’UNDP con un indice di sviluppo umano pari a 0.512. Il tasso di scolarizzazione giovanile,arrivato quasi al 100% all’inizio degli anni ’80, è precipitato al 48%, e anche a livello sanitario la situazionenon è delle più rosee. Oltre all’emergenza Aids, in particolar modo nella città di Point Noire, si registra lariacutizzazione di malattie giudicate ormai debellate come malaria, amebiasi, febbre tifoidea, epatite. Lasperanza di vita alla nascita si attesta intorno ai 52 anni e la mortalità infantile risulta molto alta. La fortunapetrolifera è arrivata anche in Congo: nell’ultimo anno la scoperta di nuovi giacimenti ha permesso unaumento consistente della produzione, tanto che il settore contribuisce al momento al 17,5% del Pil.Rimangono però grosse perplessità sulla gestione delle entrate petrolifere che le istituzioni finanziarieinternazionali vorrebbero più chiara anche per proseguire la collaborazione con il governo. Unacollaborazione vitale per le autorità locali visto che negli ultimi anni il Congo ha beneficiato di sostanzioseriduzioni del debito ed erogazione di aiuti internazionali, soprattutto da parte della Banca Mondiale e del FMI,che sono state però sospese a causa dello scoppio della guerra civile nel giugno 1997. Sono stati potenziatianche i settori agricolo e forestiero, questo ultimo conteso tra chi ne chiede la conservazione a scopi turisticie chi vorrebbe sfruttarlo per le esportazioni di legname pregiato. La disoccupazione rimane un grossoproblema che colpisce circa un terzo della forza lavoro del paese. Ciononostante, lo scorso anno il paese haregistrato una crescita economica del 3,7%.
DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
Brazzaville è la capitale politica della Repubblica del Congo, adagiata sulla riva destra del fiume Congo, chela separa da Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), nel centro-sud delPaese. Occupa una superficie molto ampia, in quanto, se si esclude il centro, le abitazioni sono ad un solopiano, e di solito circondate da parcelle (cortili). Difficile stabilire con esattezza il numero dei suoi abitanti, inquanto, durante le due guerre civili, molte persone sono morte e molte di più sono fuggite nella foresta.Inoltre la popolazione di Brazzaville è molto mobile: interi gruppi familiari si spostano continuamente dallacittà ai villaggi e viceversa. Si stima, approssimativamente, che la popolazione raggiunga attualmente i1.169.900 abitanti. La città dispone di un porto fluviale, che però non la collega con il mare, a causa dellerapide insuperabili per qualunque tipo di battello; per questo motivo il traffico fluviale è da e per l'interno delpaese. Non esistono vere e proprie attività produttive: i vari artigiani, presenti nella zona, sono molto maleequipaggiati e con un bassissimo livello tecnico. Numerosi sono gli impiegati statali, sovente corrotti,1
 
inefficienti e malpagati (anche con mesi di ritardo). Il commercio all’ingrosso è nelle mani dei Mauritani,mentre il commercio al dettaglio è praticato da circa metà della popolazione che vende le piccole coseall'altra metà, con frequenti scambi di ruoli. Brazzaville è collegata tramite ferrovia a Pointe Noire, la veracapitale economica, che dispone di un importante porto di mare che la collega al traffico internazionale.Durante l'ultima guerra, però, sono stati bombardati numerosi ponti ed ora il traffico tra le due città ècompletamente interrotto. Ciò determina un vero e proprio strangolamento economico che aggrava le giàprecarie condizioni di vita. Per giungere a Brazzaville le merci devono passare per l'Angola e lo Zaire conpagamento di diversi oneri che ne fa inevitabilmente lievitare i prezzi. Anche il gasolio, raffinato a PointeNoire e venduto a 250 Fcfa al litro, arriva con molta difficoltà a Brazzaville e varia dai 600 ai 1000 Fcfa al litronei momenti di scarsità. Questa mancanza di gasolio, oltre a condizionare pesantemente i trasporti, riducedrasticamente l'erogazione della corrente e dell'acqua. Il distretto di Zanaga è situato nella regione dellaLekoumou, nel sud-ovest del Paese. La popolazione è stimata in 20.000 abitanti; i principali gruppi etnicisono tre: tekes, obambas, pigmei. Dotato di risorse agricole e forestali, di affluenti del fiume Congo (non deltutto navigabile) avrebbe tutti i requisiti per essere una zona relativamente prospera. Invece, la completamancanza di infrastrutture adeguate (le strade non sono asfaltate ma in terra battuta e nelle giornate dipioggia diventano completamente inaccessibili) e di servizi (corrente elettrica, telefono, acqua, fognature) larende una zona estremamente povera e priva di ogni possibilità di futuro per i bambini ma soprattutto per gliadolescenti in quanto vi è la completa mancanza di imprese che offrono lavoro, una forte presenza didisoccupazione e assenza di servizi sociali. Il villaggio di Likouala, di circa 2.500 abitanti, è un luogo del tuttoisolato, in mezzo alla foresta. Zanaga, il centro più vicino, dista 25 km di pista nella foresta. Non esistonomezzi di locomozione; non esiste elettricità ma solo un gruppo elettrogeno difficilmente utilizzabile in quantoil gasolio è un bene di lusso. Non c’è acqua corrente e solo una piccola scuola di tre aule, molto cadente.Anche gli spostamenti da Brazzaville a Likouala non sono molto agevoli: il primo tratto si fa in aereo, fino aDolisie, per poi giungere con un’auto (taxi) a Nkay, distante 85 km. Con un altro taxi collettivo si raggiungeSibiti, ad altri 80 km di pista nella foresta. Di qui, con un camion che parte due volte la settimana, siraggiunge Likouala.
DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
 
Tutela Infanzia e Adolescenza
Nella situazione di estrema precarietà e povertà in cui si trova il Paese, i minori sono il gruppo maggiormentea rischio: i bambini sono, spesso, abbandonati a se stessi; non esistono strutture scolastiche e sanitarieadeguate. Il livello d’istruzione medio è molto basso: la maggior parte delle scuole in Congo è inefficace, ibambini frequentano aule affollatissime e non hanno quindi l’attenzione di cui avrebbero bisogno, senzacontare poi la scarsa preparazione degli insegnanti e il materiale didattico insufficiente. Ci sarebbe quindibisogno di lavorare in misura doppia a casa, riprendendo le lezioni del mattino, seguendo i bambini nellespecifiche lacune di ognuno. L’equipe CPS già presenti a Brazzaville ha notato che quando i ragazzi sonocoinvolti e stimolati in attività ludiche le risposte che danno sono positive. Nell’orfanotrofio Coeur Immaculéde Marie, ad esempio, il responsabile ha una spiccata predilizione per l’arte figurativa e la pittura ed èriuscito a trasmetterla ai ragazzi, che disegnano e colorano in maniera egregia. Tutti i bambini in generaleimparano velocemente e sono evidentemente alla ricerca di stimoli. Lo dimostrano la fantasia e l’estro con iquali inventano giochi e giocattoli e l’interesse per le attività con le quali vengono coinvolti dai volontari.Anche il livello di attenzione igienico-sanitaria è estremamente basso e, quindi, il tasso di morbilità è alto,con notevole incidenza di malattie dermatologiche (funghi, foruncolosi, scabbia, pulci,...), infezionidell’apparato respiratorio (tosse, raffreddore, infezioni ai bronchi,...) e all’apparato digerente, parassitiintestinali, malaria, anemia. Negli orfanotrofi Nazareth, Yambangai e Coeur Immaculé l’alta morbilità ècausata innanzi tutto da condizioni di vita difficili all’interno dei centri, dove i bambini sono trascurati sottomolti aspetti e vivono in condizioni di promiscuità e sporcizia. I fattori più incidenti sono: la mancanza dibuone abitudini per l’ igiene personale; l’alimentazione inadeguata in quantità e qualità; l’acqua consumatanon è potabile; le strutture non sono adeguate per l’alto numero dei bambini ospitati: i locali non sonosufficientemente grandi e areati. Promiscuità e mancanza di aerazione dei locali fanno si che le malattie sitrasmettano ad “effetto domino”; le strutture mancano di una pulizia appropriata. Tali circostanze nonsoltanto non favoriscono una eventuale prevenzione della malattia, ma anzi ne sono spesso la causa e neagevolano la proliferazione tra i bambini. Nel villaggio di Likouala, oltre alle difficoltà di tipo educativo, sonoestremamente preoccupanti le carenze nutrizionali di cui soffrono i bambini, costretti ad una dietaassolutamente insufficiente. Inoltre, sono presenti problemi di integrazione tra le due etnie presenti, i bantu ei pigmei. Questi ultimi rimangono sempre emarginati e non sempre invogliano i figli a frequentare la scuola.2
 
OBIETTIVI GENERALI:
La Legge 64/01 afferma che il Servizio Civile è finalizzato a
“ Contribuire alla formazione civica sociale,culturale e professionale dei giovani” 
. Trattandosi di giovani adulti, la dimensione formativa si sviluppa piùnel “fare”, che nell’apprendere teorie. In tal senso la legge afferma che il contributo alla formazione si attua
“mediante attività svolte 
”. I giovani crescono facendo, impegnandosi personalmente. Nella logica di questoragionamento, i primi beneficiari del presente progetto sono i giovani stessi. L’esperienza del Servizio Civileè anzitutto promozione umana, civica, professionale, etica dei giovani. Il contatto con una umanità“marginale” al nord o al sud del mondo, con la povertà, la fame, i grandi problemi dello sviluppo, potràessere di stimolo per i giovani a rivedere il loro stile di vita consumistico e a capire che l’interessarsi delprossimo è un problema di civiltà e di cittadinanza, di solidarietà nazionale ed internazionale, anziché unproblema di “eroismo”. Con la realizzazione di progetti di SCV all’estero all’interno della solidarietàinternazionale e della cooperazione internazionale si vuole estendere sia il concetto di “Patria” che quello di“difesa” all’intera umanità. Il progetto “Caschi Bianchi: Interventi Umanitari in Aree di Crisi – Africa CentroOrientale” è un programma realizzato in rete in diversi paesi ed ha come,
obiettivo generale
, filoconduttore, tra le diverse attività proposte nei singoli paesi, la realizzazione di interventi di prevenzionesociale dei conflitti per la costruzione di processi di negoziazione e di pace attraverso progetti dicooperazione internazionale, i quali hanno la finalità di promuovere iniziative tese al superamento disituazioni generatrici di ingiustizia.
OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO DI IMPIEGO:
Migliorare i servizi territoriali di promozione umana e sociale per i bambini e giovaniorfani/abbandonati di Brazzaville;
Migliorare il livello di educazione alimentare e igienico sanitaria delle strutture locali di accoglienzaper bambini e giovani orfani/abbandonati di Brazzaville;
QUADRO GENERALE DEL PROGETTO:
Il presente progetto vuole contribuire a creare, nei giovani in servizio civile una cultura della solidarietànazionale ed internazionale, la coscienza di un’appartenenza alla comunità civile, il senso dei propri diritti edinsieme dei propri doveri e della propria responsabilità, l’impegno di tutti a costruire il bene comune per tuttigli uomini di questo nostro mondo, nel rispetto della terra, dell’ambiente e della legalità. L’esperienza nei sudpermetterà ai giovani in servizio civile di incontrare molti volti dei “mali” che oggi affliggono gran parte dellepopolazioni del sud del mondo e nello stesso tempo di prendere coscienza dell’importanza di identificare lecause del malsviluppo siano esse di ordine politico, che economico o sociale. I giovani in servizio civileimpiegati nel progetto, oltre a realizzare le attività successivamente descritte per ogni paese di intervento,saranno impegnati nel ruolo di “Antenne” di pace. Concretamente tale attività prevede che i giovani imparinoa leggere la realtà locale dove il progetto si realizza, cogliendone sia gli aspetti conflittuali sia le positiveazioni di cambiamento in atto, sviluppando la capacità di comunicare al Nord del mondo quanto da lorosperimentato sul campo. In questo modo i giovani in servizio civile potranno essere protagonisti diretti di unnuovo processo di informazione che possa far leggere con occhi diversi quanto accade nei sud del mondo.
DESCRIZIONE DEL PROGETTO:
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi 
A Brazzaville la CPS opera in tre Orfanotrofi, Nazareth, Yambangai e Coeur Immaculé, promuovendo unpercorso di miglioramento della gestione e di razionalizzazione delle risorse impiegate. Ci si propone adessodi intervenire in maniera particolare in due settori, quello educativo e quello sanitario, entrambi fondamentaliper una adeguata tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. Ciascun orfanotrofio è in realtà una piccola casadove sono alloggiati un numero sempre crescente di minori tolti dalla strada, per lo più di una età compresatra i 3 e i 15 anni. Date la crescente domanda locale di accoglienza, gli orfanotrofi sono diventati sovraffollati;in ciascun letto arrivano a dormire 5 bambini. Complessivamente nelle tre strutture risiedono circa 120bambini. A Likouala la CPS opera nella scuola del villaggio, che è stata già fornita dalla CPS stessa dibanchi (finora inesistenti) e di un minimo di equipaggiamento (libri, quaderni). Inoltre, è già stata attivata unamensa, curata da due donne locali e ospitata in una capanna posizionata in un angolo del cortile dellascuola, che ospita circa 120 bambini.Fase 1: Rafforzamento organizzazione e gestione
Coinvolgimento e creazione di consenso da parte delle istituzioni locali in merito al progetto;3
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