MASSA LUBRENSE: LA DIFFICILE CACCIA AGLI ABUSI EDILIZILA STORIA DI VICOLO BARBARELLA A SCHIAZZANO
Scriveva Antonio Cederna:
“Il nostro
è ormai un paese dalla topografia provvisoria, anzi, un paesea termine!
" riferendosi ad
un'antica e radicata malformazione mentale
dei suoi abitanti che hacome conseguenza la sconsiderata trasformazione del proprio territorio, nell’assoluta ignoranzadelle sue caratteristiche, oltre che della storia, delle leggi di madrenatura e, non da ultimo, dellestesse Leggi che l’uomo si è dato per il vivere civile.
“Il rischio più grande per i bambini di oggi e domani è quello di venire al mondo già abituati al cemento, rassegnati all'inquinamento, senza la memoria di un'infanzia tra i prati e senza la volontàdi costruire un futuro a misura di bambino.”
“
La devastante trasformazione urbanistica della nostra penisola procede a ritmi esponenziali
– dichiara Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – nell’assurda visione di unterritorio illimitato da manomettere ad uso e consumo di discutibili opere che spesso millantano diessere pubbliche. A tali scempi, impropriamente-autorizzati, si aggiungono, giorno dopo giorno, gliabusi edilizi che sono in fase di ripresa, dopo lo
spauracchio delle demolizioni
e le successive promesse e garanzie di diversi politici, che proprio “nell’abuso edilizio” hanno trovato la lorochiave di successo. La lotta all’abusivismo potrebbe essere molto semplice: basterebbe non farecostruire le opere invece di aspettare ed intervenire a sequestrarle a cose ormai fatte!!! Non sarebbe più semplice sequestrare uno sbancamento di terreno col taglio di alberi in atto in unfondo agricolo, piuttosto che attendere la posa in opera della base in calcestruzzo armato e lasuccessiva edificazione della casa??? O intervenire quando gli operai sono in azione con motoseghesugli alberi secolari protetti, all’interno di un Parco Regionale e di un Sito di Interesse Comunitario,anzicchè aspettare il sequestro dell’area già interamente devastata e urbanizzata!!! Non sarebbe più semplice bloccare gli operai “in nero” intenti con pala meccanica a sbancare unostretto sentiero nella macchia mediterranea, piuttosto che attendere di sequestrare l’intera stradafinita che condurrà le auto comodamente al mare???La risposta è solo apparentemente banale: di fatto tutta una serie di complicazioni burocratiche unitealla pochezza di mezzi e, spesso, alla
scarsa volontà politica di reprimere il fenomeno
rende lecose molto più complicate. Se a ciò si aggiunge una
fitta rete di connivenze
tra i vari soggetti incausa…beh…allora la soluzione è lontana dal venire!!!”Accade quindi che gli attivisti del WWF siano costretti a trasformarsi impropriamente da semplici“amanti e conoscitori della natura” ad “investigatori dell’abuso”, mettendo spesso a rischio la stessaincolumità fisica, per raccogliere elementi e prove atti a dimostrare (a propria difesa) la veridicitàdegli esposti inoltrati.“La nostra associazione, alcune volte, viene a conoscenza di
progetti abusivi
ancor prima che essivengano posti in essere ma, si sa, nessuno può fare il “processo alle intenzioni”!!! E allora
monitoriamo
le zone incriminate in campagna, nei valloni o sulla costa, in attesa che “il cantiereannunciato si apra” per poter segnalare gli abusi sul nascere. Ma, il più delle volte, alla nostradenuncia non segue l’immediato intervento. Stavolta è accaduto…ancora…a Massa Lubrense dovetra agrumeti ed uliveti, nel vicolo Barbarella che conduce nella pittoresca frazione di Schiazzano,alcuni escursionisti circa un mese fa notarono un sospetto movimento di pale meccaniche e retielettrosaldate all’interno di un fondo agricolo. All’arrivo dei vigili nella stradina i lavori si bloccarono immediatamente…salvo poi riprendere in questi giorni quando è stato
nuovamenteosservato lo scarico di materiali edili
(brecciame e sabbione) trasportati con l’ausilio di una piccola pala meccanica all’interno dello stretto vicolo fino alla proprietà in oggetto dove il cantiereappariva in piena in attività.
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