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Colin Wilson,Da Atlantide alla Sfinge.Titolo originale dell'opera: From Atlantis to the Sphinx.Traduzione dall'inglese a cura di: Stefania Manetti.Copyright 1996 Colin Wilson.Copyright 1997 Edizioni Piemme SpaCasale Monferrato (Al).Ii Edizione, marzo 1997. Nel 1991 un professore di geologia di Boston sconvolse il mondoscientifico dimostrando che la Sfinge era stata erosa dall'acqua eche quindi doveva essere più antica di migliaia di anni rispetto aquanto comunemente pensato. Le ricerche di Hancock, poi, inducono a pensare che questo leggendario monumento potrebbe essere statoedificato nel 10500 a.C. circa dai superstiti di una tremendacatastrofe cosmica che sconvolse la Terra all'epoca in cui, secondoPlatone, venne distrutta anche la civiltà di Atlantide.1
 
Colin Wilson sostiene che nella notte dei tempi, quando ancora ighiacci non ricoprivano l'Antartide, si sviluppò sulla Terra unastraordinaria civiltà in possesso di avanzatissime conoscenzescientifiche, matematiche e astronomiche e che i discendenti diquesta civiltà si misero in salvo in Egitto e in Sud America.L'aspetto più sorprendente di queste ricerche riguarda proprio ilsistema cognitivo di questa antica civiltà: confrontate con l'uomomoderno queste antiche popolazioni erano simili a marziani.Colin Wilson segue le tracce di questa antica conoscenza andata perduta. In un'affascinante esplorazione delle remote profonditàdella storia, assistiamo a un tentativo senza precedenti di capirecome questi popoli, a lungo dimenticati, pensassero, sentissero ecomunicassero con l'Universo.Colin Wilson divenne famoso nel 1956, all’età di 25 anni, con un best-seller intitolato The Outsider. Sempre interessatoall'esplorazione della psiche umana, nel corso della sua eccezionalecarriera Wilson ha affrontato una vasta serie di tematiche:archeologia, astronomia, cosmologia e fenomeni paranormali.Attualmente vive in Cornovaglia con la moglie, ma è spesso in giro per il mondo a tenere conferenze e lezioni. Partecipa a programmiradiofonici e televisivi e i suoi libri sono stati tradotti in moltelingue.[p. 5]RINGRAZIAMENTIMolti amici mi hanno aiutato nella stesura di questo libro in particolare: John Anthony West, Graham Hancock e Robert Bauval.Quest'ultimo mi è stato di aiuto in particolare per informazioni ditipo astronomico mentre Graham Hancock è stato molto paziente nellostampare per me copie dei dattiloscritti Fingerprints of the Gods eKeeper of the Genesis. È stato Jim Macaulay, zio di Graham, adimprestarmi un libro molto importante, Time Stands Still di Keith2
 
Critchlow, e a farmi conoscere le idee di Anne Macaulay (nessunlegame di parentela) che è stata molto gentile permettendomi dileggere il suo inedito Science and Gods in Megalithic Britain. Rand eRose Flem-Ath mi hanno permesso di leggere il loro manoscritto,all'epoca non pubblicato, When the Sky Fell che a mio avviso rispondeagli attuali interrogativi su "Atlantide".Molti anni fa, il mio vecchio amico, Eddie Campbell, per cuiscrivevo recensioni quando era editore letterario per l'Evening News di Londra, mi ha imprestato Al-Kemi di André Vandenbroeck e,quando ne ho avuto bisogno, l'editore americano di Schwaller deLubicz, Ehud Spurling, mi ha fatto avere l'indirizzo di André. Mi haanche mandato tutte le copie dei libri di Schwaller in inglese(purtroppo The Temple of Man non è ancora stato pubblicato). AncheChristopher Bamford mi è stato di grande aiuto fornendomiinformazioni su Schwaller, che, in definitiva, ho utilizzato soltanto parzialmente per questo libro. Lo stesso devo dire per tutto ilmateriale avuto da André Vandenbroeck, di cui spero di potermiservire in futuro. Christopher Dunn ha fatto di tutto [p. 6] per aiutarmi a trovare risposte plausibili ai misteri scientifici degliEgizi. Il detective Frank Domingo, del Dipartimento di Polizia di New York, mi ha dato preziosissime informazioni sulle sue tecniche diricostruzione facciale.Tramite Paul Roberts ho conosciuto il lavoro di David Frawleysull'antica India; il mio amico Georg Feuerstein mi ha fatto avere illibro da lui scritto con Frawley e Subhash Kak, The Roots of Civilisation.È grazie ad una mia vecchia conoscenza, Carole Ann Gill, che hoscoperto il lavoro di Zechariah Sitchin. Graham Hancock mi ha datol'indirizzo di Sitchin il quale è stato estremamente gentile e ha pazientemente accettato di rispondere a tutte le mie domande. Devoanche ringraziare il mio vecchio amico, Martin Burgess, che si èrivelato un grande ammiratore di Sitchin e una preziosa fonte diinformazioni. Alexander Imich mi ha suggerito di leggere ForbiddenArchaeology il cui autore, Michael Cremo, ha gentilmente accettato diintrattenere una corrispondenza epistolare con me.I lettori che conoscono i testi di Herbert Wendt sulla paleontologia noteranno il grande contributo dato dagli stessi al3
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