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V
iviamo un tempo difficile, in cui spesso fatichiamo a riconoscerci, a comprenderci. Nonsoltanto gli uni con gli altri, ma anche con noi stessi. Non so se capita anche a te, amicolettore, di giungere alla fine di una giornata faticosa, in cui sembra quasi che non si siarisolto nulla. Di sentirti perso per sempre. Succede a tutti, prima o poi, di confrontarsicol non senso. Di vivere un dolore, la noia di una vita troppo limitata, troppo “difretta” per esser considerata fino in fondo. Doveva esser così anche per quei di-scepoli che – racconta Giovanni nell’epilogo del suo Vangelo (21, 1ss) – se ne tor-nano a pescare, orfani del Maestro che aveva dato una ragione ai loro giorni edora soli, nella propria quotidianità. Eppure, avevano già visto Gesù risorgere! È unpo’ così anche per noi, credo. È Pasqua, ma sembra un giorno come un altro, l’en-nesima “festività” nella nostra vita. Cosa dice allora questo evento all’uomo di oggi?A noi scontenti e delusi, inquieti e stanchi? Proprio mentre sono tornati a pescare, arresiormai alla solita routine (che però non riesce a procurar loro neanche un pesce!), riappareloro Gesù. E rivolge loro una domanda retorica, persino canzonatoria: «Ragazzi, non avetenulla da mangiare?». Come a dire: «Ancora nulla, eh? Non vi riesce più neanche la cosa perla quale pensavate di esser venuti al mondo?!?». È allora che li invita a gettare di nuovo lerete in acqua, dal lato destro. E i discepoli, per la seconda volta nella loro vita, riusciranno afatica a tirarle su. Anche a noi dice di smetterla di gettare di nuovo le reti là dove le abbiamosempre gettate, che la nostra vita è qualcosa di più del nostro lavoro, della nostra routine,della nostra fatica, delle nostre aspettative. Che siamo creati per qualcosa di grande. Risuo-nano attuali le parole di Giovanni Paolo II, appena eletto:
«Oggi così spesso l’uomo non sacosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Per-mettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlareall’uomo. Solo lui ha parole di vita eterna».
Buona Pasqua!
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SEGUIMI!
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Luca Vita
All
interno:
Reportagedalla XXVGiornata Mon-diale dei Giovani[pag. 2]Dossier: la Pasqua -intervista esclusivaal Vescovo Marcello[pag. 4/5]Terza corsia:la rubrica culturale diSulla Via[pag. 7]
Aprile 2010Anno 2 - Numero 4
@
luca.vita@gmail.com
periodico di informazione della parrocchia San Gaetano da Thieneperiodico di informazione della parrocchia San Gaetano da Thiene
 
Vi sente le nuove scoperte del panorama musicale italiano o siete pron peresibirvi come primi ballerini alla Scala? O forse puntate al Teatro dell’Aristonper la prossima edizione di Sanremo? Ciascuno di noi nasconde un grande ta-lento, solo che spesso ci illudiamo di poter raggiungere il successo fingendodi essere quel che non siamo anziché mostrando realmente le nostre capa-cità… perciò forse è il caso di girare non un Reality Show, ma piuosto unReality sciò, dicendo basta alle finzioni e alle falsità che spesso la tv – e nonsolo – ci propone e acceando invece la genuinità e l’autencità delle no-stre relazioni personali, a cominciare dall’amicizia!Proprio “Reality sciò” è il tolo dello speacolo musicale che i ragazzi del gruppo 3D– composto da ragazzi tra i 13 e i 15 anni – stanno allestendo da qualche mese nellanostra parrocchia e che prossimamente tu voi potrete gustare! Di talento quesragazzi ne hanno davvero da vendere, insieme alla costanza e alla faca grazie allaquale, per certo, si può riuscire davvero a fare tuo! Nelle prossime semane i ra-gazzi chiederanno l’aiuto di tua la comunità per contribuire alla realizzazione dellospeacolo: tra luci, palco, costumi, scenografie e amplificazioni ci serve proprio unagrossa mano! A questo saranno finalizzate alcune raccolte che i 3D avranno il piaceredi organizzare tra qualche domenica.Siete pron a partecipare al primo reality della vostra vita? Tu al Reality Sciò!
Parrocchia in corso
“Una persona non si può conoscere nel modo in cui si studia la matemaca. Per lamatemaca è necessaria e sufficiente la ragione, ma per conoscere una persona eanzituo la grande persona di Gesù, uomo, ci vuole la ragione, ma nello stesso tempoil cuore”. Così Papa Benedeo XVI ha risposto ad un giovane accorso, come altri70000 ragazzi, in Piazza San Pietro in occasione del 25° anniversario della primaGiornata Mondiale della Gioventù, dal tema "Maestro buono, che cosa devo fareper avere in eredità la vita eterna?" (Mc 10,17).Il giovane ha chiesto al Santo Padre cosa vuol dire essere guarda con amore daGesù e come possiamo fare anche noi, oggi, questa esperienza. Il consiglio delPontefice, per un cammino verso Gesù, prevedeva non soltanto il pensare,l’ascoltare la Parola di Dio, il pregare, ma anche il fare, l’impegnarsi per il pros-simo, nelle parrocchie o nelle comunità, per accrescere la vitalità della Chiesa.E bisogna dire che la vitalità, nel pomeriggio del 25 marzo, aSan Pietro, non sia proprio mancata. Momen di festa, te-smonianze e musica hanno fao da cornice a questa gio-iosa festa di fede. Lo stesso è avvenuto pochi giorni piùtardi, domenica 28 marzo, nel Seminario Vescovile di Al-bano. Molssimi ragazzi della nostra diocesi si sono ritro-va per festeggiare questa fantasca giornata incompagnia del Vescovo Marcello Semeraro. Nell’occa-sione si è anche concluso il progeo triennale diocesano“Alba Giovani” che aveva come obievo quello di pre-parare e poi vivere una Missione Giovanile su tuo ilterritorio diocesano annunciando Cristo, speranza delmondo, ai giovani là dove essi vivono. Il camminoper la prossima GMG, che si terrà nel 2011 aMadrid, sembra già intrapreso…
Riccardo Vita
25 anni di Gmg: Ges
ù
si conosce soprattutto con il cuore.
Reality
Scio
!!!
2
Sara Vita
 
Vi avevamo la-sciato lo scorsomese con un’arduaimpresa da compiere e ci ri-troviamo questa volta con un’altrasconfia per i poveri Under 12, ma con2 goal porta a casa! Infa la parta,disputatasi il 7 marzo contro il GDOCiampino, si è conclusa 7 a 2. La squa-dra si ritrova con un solo misero puntoe quindi inevitabilmente all’ulmoposto della classifica. Ma noi tu cre-diamo in ques “campioncini” , chenon si arrendono mai e che soprat-tuo scendono in campo sempre conil sorriso e con la consapevolezza chel’importante è diverrsi e meercelatua! La quesone si fa diversa inveceper l’altra squadra del “PGF”, gliUnder10, che fin dall’inizio ci hanno re-galato importan viorie e che ognidomenica si avvicinano sempre di piùal primo posto della classifica. Il 14marzo i piccoli giocatori hanno affron-tato, fuori casa, il Don Bosco Lanuvio e,conseguita la vioria con ben 7 re,hanno raggiunto quest’ulma in classi-fica con 13 pun. La strada intrapresadagli Under10 sembra essere quellagiusta: i ragazzi migliorano di parta inparta, decisi a guadagnarsi il primoposto. Per quanto riguarda i più grandila speranza è l’ulma a morire! Noi, dafosi DOC siamo sicuri che saprannoanche loro riscaarsi, regalandocimolte emozioni e – chissà!? – magariqualche vioria in più!Ce la faranno i nostri eroi? Si vedrà. Perora, nell’aesa del prossimo appunta-mento, vi auguriamo una buona indi-gesone di uova di cioccolato!
Educare: missione possibile?
A quattr
’ 
occhi conAntonella Manfredi e Sergio Magnani
Nome:
«Antonella Manfredi»«Sergio Magnani»
Eta
:
A: «48»S: «46, un giovanoo»
Di che cosa ti occupi in parrocchia?
A: «Sono una catechista e al momento insegno ai ragazzi del se-condo anno per la comunione.»C: «Sono leader scout nel gruppo della nostra parrocchia.»
Perch
é
un adulto dovrebbe impegnare il proprio tempo perL
’ 
educazione dei ragazzi??
A: «Perché siamo baezza e quindi abbiamo il compito di annun-ciare l’amore di dio e bisogna parlarne proprio con i più piccoliperché saranno gli uomini del futuro»S: «Io credo molto nel volontariato: se ognuno di noi dedicasseun’ora a semana agli altri il mondo sarebbe migliore. Ne valela pena, no?»
Hai mai sentito parlare di
emergenza educativa 
?Di cosa si tratta ?
A: «L’emergenza c’è, ma riguarda i genitori. In ambito reli-gioso essa ha prodoo una scomparsa del senso del sacro.Ma sono convinta che donandoci riusciamo a trasmeereanche quello che il contesto sociale non insegna. E noi cri-sani crediamo che la tesmonianza di vita sia una po-tenza che contagia le persone in modo posivo.»S: «L'emergenza educava esi-ste, nel mondo in cui viviamo lafanno da padrone il bullismo, lesee, l’assenza di valori, ormaidimenca. La nostra propo-sta, quella scout, propone diritrovare quei valori che sonola base per far diventare i ra-gazzi dei buoni uomini,amici e fratelli di tuo ilmondo.»
A tuttocampo
@
3
Ce la farannoi nostri
eroi
” 
?Federica Fioravanti
@
pekora_nera92@hotmail.it
GiovanniGaigher
gioscout_495@live.it
of 00

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