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el suo celebre dialogo “Il Polico”, il filosofo greco Platone paragona la polica all’artedel tessitore. È un’immagine che mi ha sempre affascinato. Mi ha sempre ricordatola figura di Aldo Moro, di cui proprio in ques giorni ricorre l’anniversario del rapi-mento e dell’uccisione. L’idea alta della polica come sforzo di sintesi è forsel’eredità più bella ed auale dello stasta pugliese. Insieme alle belle leere,così umane, che scrisse alla moglie Norea dalla prigionia.Moro e Platone mi son torna in mente in ques giorni, mentre consideravol’instancabile lavoro del Presidente Napolitano per i festeggiamen in occa-sione dei 150 anni del nostro Paese.Se c’è una cosa di cui mi son sento orgoglioso in questo periodo - io che sonoun pò allergico alla retorica di patria - è proprio il mio Presidente della Repubblica,forse ulmo baluardo contro la bassezza di certa polica e di cer polici. E allo stessotempo, punto di riferimento per quan da domani, archivia i festeggiamen, vorrannorimboccarsi le maniche, per tentare una ricostruzione. Proprio come all’indomani dellaguerra.Qualcuno, tra voi, amici leori, troverà forse un pò insolito che un giornale di parrocchiascriva di polica. Eppure, io lo ritengo necessario e doveroso. Necessario, perché il no-stro Paese ha bisogno di polica. Quella vera. Faa di proge, idee, ideali. Una policacapace di archiviare la brua stagione di ligio endemico a cui ormai siamo abitua.Una polica capace di licenziare i diba infuoca, i toni esageratamente violen. Unapolica capace di riconoscere le responsabilità dell’auale classe dirigente (la peggioredall’Unità d’Italia, su questo concordiamo un pò tu!), ma anche di riparre. Di imma-ginare un nuovo ruolo per il nostro Paese, per le nostre cià (sì, anche Ardea!), per lacasa europea, che è l’orizzonte bello entro cui ci muoviamo. Il Paese ha bisogno di voltarepagina, insomma.
[...connua a pag. 7]
IL FUTURO E
DEI TESSITORI
All
interno:
Giochi eallegria peril Carnevalein Oratorio[pag. 2]Dossier:i 150 anni dell’Italia[pag. 4-5]Il ricordo di Romeo[pag. 7]
Marzo 2011Anno 3 - Numero 3
periodico di informazione della parrocchia San Gaetano da Thieneperiodico di informazione della parrocchia San Gaetano da Thiene
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Luca Vita
luca.vita@gmail.com
 
“Semel in anno licet insanire” dicevano i lani. “una volta all’anno si possono far pazzie”.Cinque marzo, parrocchia San Gaetano da Thiene: risate e felicità, le pa-role d’ordine della festa di carnevale che ha nto con i suoi colori, i suoidolci e tanta musica il tendone dell’oratorio. La festa si sarebbe dovutatenere nel boscheo, dove il grande spazio avrebbe reso più comodolo svolgersi dei giochi e delle danze. Ma i ragazzi e gli animatori nonsi sono fa scoraggiare dal mal tempo ed hanno trasformato il ten-done in una splendida area di gioco. Lo slogan della festa era “Eu-reka!” ed il tema, ovviamente, le invenzioni!Ciascuno poteva, indossando la maschera del suo personaggio pre-ferito, tuffarsi nel mondo delle più celebri invenzioni e impararegiocando tuo quel che c'è da sapere su telefono, cinematografo, radio,stampa e così via. I ragazzi si sono cimenta anche negli esperimen e nei giochi a pun pre-para dagli animatori nei panni di Meucci, dei fratelli Lumiere o di altri inventori famosi!Al termine, tu abbiamo assaggiato i dolci offer da ciascuna famiglia. Infine genitori, ragazzie bambini si sono riuni in un breve momento di preghiera, per poi concludere il pomeriggiodi divermento in musica! La buona riuscita di quest’evento - che si ripete ormai da quaroanni in oratorio - si deve ad ogni singola persona che ha partecipato, da chi ha animato, aicatechis e ai capi scout, fino ai sacerdo, ai genitori e ovviamente ai ragazzi. Niente di piùopportuno da dire - quindi - se non... grazie! E alla prossima!
Parrocchiaincorso
La Quaresima, è il tempo forte della conversione, è il tempo dell’ascolto della Parola di Dio,è il tempo del “deserto”, luogo della prova e quindi della conoscenza di sé, in rapporto aDio araverso la preghiera. Nella liturgia emergono connui richiami al senso crisanodel peccato, alla preghiera con cui se ne domandaperdono, al digiuno ed elemosina con cui siesprime la volontà di conversione. Valorizzare que-sto tempo significa prendere coscienza della con-nua chiamata a riscoprire insieme sia la memoriadel proprio baesimo, sia la memoria del misterodella pasqua di Cristo e della nostra pasqua unia lui. La Quaresima è un tempo in cui ci vienechiesto di rinunciare ad alcune cose per capire ilvero valore dei ges che facciamo e per chiedercichi e che cosa è davvero importante nella nostravita. Rinunciare a qualche divermento per aiu-tare qualcuno che soffre, fare a meno di ghioo-nerie varie per dare una ciotola di riso a chi ha fame, togliere un po'di tempo alla televisione e ai videogiochi per dedicarlo a pensare, a pre-gare, a dare del tu a Gesù, a stare insieme agli altri nell'amicizia. Quantoci viene chiesto non è per farci soffrire inulmente, ma per farci sco-prire quali sono le sorgen vere della gioia. La Quaresima allora nonè un tempo triste, ma un'occasione favorevole per ritornare a Dioe riscoprire che lui ci aspea sempre e che non ha mai smessodi volerci bene. Proviamo dunque a camminare nelle pros-sime semane di Quaresima, con un piccolo pensiero eimpegno, che vogliamo assumere personalmente, allaluce della Liturgia.
La Quaresima: un
occasione!
Risate e felicita
per ilCarnevale inOratorio
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Mario Gaigher
@
Valeria Presti
vi.postaeleronica@gmail.com
 
Dopo l'inaugurazione del nuovocampo, lo scorso 12 febbraio, l'un-der 10 ha disputato subito due par-te, mentre la squadra dei piùgrandi ha connuato ad allenarsisenza incontrare avversari. Il lungoperiodo di sosta dell’Under14vedrà il suo termine questa dome-nica, quando i ragazzi ritornerannoin campo nel match contro il Lanu-vio, fuori casa.La squadra Under10, dopo unasconfia e una vioria, si apprestaanch’essa ad affrontare la sua pros-sima avversaria, sempre il Lanuvio.Questa domenica si prospeaquindi una grande giornata di sporte per i fosi sarà possibile seguireda vicino le nostre squadre. Dalmese scorso infa le parte incasa si giocano veramente “incasa”, cioé nel campo sporvo dellaparrocchia!Molto importante in questo pe-riodo è stato anche l'impegno deimister, che hanno cominciato dapochissimo il corso per conseguireil “patenno” allenatori CSI. Ciaspeamo - nelle prossime gior-nate - degli omi risulta, special-mente dalla squadra dei più grandiche insegue ancora una prima vit-toria.Meetecela tua ragazzi!
Educare,una missione!
A 4 occhi con Maria Valeria Pieraccini,animatrice del nostro Oratorio
Questo mese abbiamo scelto di intervistare Maria Valeria Pieraccini.Animatrice del nostro oratorio, fin dalla sua creazione, Valeria sta stu-diando come educatrice professionale e da qualche semana è statanominata dal Vescovo membro del Consiglio Pastorale Diocesano.
Cos’è il Consiglio Pastorale Diocesano? Di cosa si occupa?
«Il Consiglio Pastorale Diocesano è un organismo ecclesiale. In esso sono rap-presentate le varie figure ecclesiali (laici, religiosi, presbiteri e vescovo) pre-sen nella diocesi. Esso è un luogo dove si valutano quesoni di caraerepastorale e dove il Vescovo viene aiutato nell'esercizio del suo ministero diguida e pastore. Di fronte a parcolari problemache o sfide, il Consiglioanalizza a fondo i problemi, li valuta alla luce del criterio di che cosa Diochiede alla sua Chiesa, e indica dei percorsi operavi».
Tu sei animatrice e stai concludendo i tuoi studi come educatrice pro-fessionale. Perché una ragazza di 25 anni sceglie l'educazione comeambito lavoravo? È ancora possibile oggi educare??
«Sono un’animatrice dell’Oratorio Pier Giorgio Frassa dal 2005 e ho ma-turato la mia scelta universitaria proprio all’interno dell’Oratorio. Anchese al liceo seguivo un percorso di studi che mi avrebbe comunque indi-rizzato nella probabile scelta di un corso universitario con profilo uma-nisco, ho maturato questa scelta nelle avità esperienziali, di studioe di programmazione del mio Oratorio, e non solo. Io credo che la miascelta derivi sicuramente dal contao con questo ambiente ma anchecon le realtà presen al di fuori di questo contesto, come ad esempiola Scuola di Pace e il Centro Oratori Diocesano. Posso affermare chequeste realtà, fae di persone, di vol a me cari, sono state un po’ ilgrembo dove sono cresciuta. Esse mi hanno dato la possibilità dipoter angere un succo vitale, che ha fao maturare in me la sceltadi orientare la mia vita lungo questo percorso. Certo che anche oggiè possibile educare! L’educazione non è altro che dare la possibiliad ogni individuo di potersi manifestare nella sua interezza, darglil’opportunità di far uscire fuori da lui l’umanità che si nascondedentro di lui, rispeando la sua storia ed i suoi tempi. Aiutareindireamente una vita non è mai facile, poiché richiede pas-sione per la propria vita e per la vita altrui, e la disponibilitàdi meersi in gioco soprauo come educatore, che non èun eroe ma una persona che osa rischiare, sperare, giocare».
Nel CPD rappresen gli oratori della diocesi. A breveil Centro Oratori Diocesano pubblicherà un docu-mento sull’oratorio. Di cosa si traa?
«Il documento che fra breve uscirà - chiamato:“Oratorio una novità” - ha l’obievo di chiarireche l’Oratorio è uno tra i migliori “strumen dilavoro” che può essere ulizzato da sacerdo,catechis, animatori e genitori che voglianodedicarsi e spendersi per i giovani se-guendo lo sle dell’animazione. In par-colare il lavoro vuole delineare qualesia il volto dell’Oratorio Parroc-chiale della Diocesi di Albano».
A tuttocampo
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E ora...speriamonelfattorecampo!
Cristiano Montini
@
crst.monni@gmail.com

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