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L
a pace è una di quelle parole che spesso troviamo sulla bocca di tutti. È un pò comela parola amore, o solidarietà. Chiunque crede di possederla e in nome della pace,anche recentemente, ci si trova, alla fine, a combattere guerre grandi e piccole. Perciòforse, in questo grande caos, una dei primi compiti di un cristiano oggi è quellodi chiarirsi cos’è la pace. Perchè essa non può certo dipendere “dai punti divista”, né essere semplicemente assenza di guerra! Definire la pace è un com-pito difficile. Uno di quei compiti che richiedono tempo e lavoro. Un compitoimpossibile da portare a termine “in solitaria”. Tantomeno nelle poche righedi questo editoriale. Di tutte le definizioni lette in questi anni, però, mi hasempre affascinato quella che diede una volta don Giuseppe Dossetti, che di-ceva che la pace è l’epifania di Dio nella storia degli uomini. La pace, dunque, haun nonsoché di divino. E in questa definizione ritrovo tutto il senso della vita di tanti pro-feti della pace contemporanei, il loro essere uomini interiori, uomini di dialogo, uomini“di parola”! Perché la pace ha a che fare sempre con la parola, col conversare, con storieche si intrecciano e si coinvolgono. E sembrerà strano in un epoca in cui la comunicazionela fa da padrona sulle vite degli individui, ma mai - forse - come in questo periodo, ab-biamo bisogno di reimparare a conversare, a dialogare. Riappropriarci del nostro tempo,per assaporare la gioia dell’incontro, il fascino di una storia ascoltata, l’avventura di unparlare che non ha una mèta stabilita in partenza. Perché, per dirla con le parole dellostudioso Briguglia «per poter conversare occorre imparare a costruire dimore. L'uomocerca dimore dalle quali partire, alle quali tornare. Il dono di un conversare amico rico-struisce la dimora adatta, nella quale silenzio e parola, discrezione e intimità, identità edifferenza convivono». Non c’è pace senza questa dimora comune. E non c’è dimorasenza parola. Buona lettura!
FARE LA PACE, CONVERSANDO
All
interno:
CampoinvernaleRepartoScout[pag. 2]Dossier: dov’è laguerra oggi?[pag. 4-5]Le nostre recensionidel mese[pag. 6]
Gennaio-Febbraio 2011Anno 3 - Numero 2 
periodico di informazione della parrocchia San Gaetano da Thieneperiodico di informazione della parrocchia San Gaetano da Thiene
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Luca Vita
luca.vita@gmail.com
 
Domenica 16 gennaio si è svolta la prima riunione del nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale,che ha visto la presenza della quasi totalità dei membri. Il Consiglio, approvato ufficialmentedal Vescovo il 15 dicembre scorso, rimarrà in carica per i prossimi 5 anni ed avrà il compitodi studiare i problemi relavi alla vita della comunità parrocchiale ed elaborare un piano pa-storale, in conformità alle linee guida diocesane. La funzione del Consiglio è essenzialmentequella di consigliare il parroco nel prendere le decisioni, tenendo sempre presente il valoredella comunione.Proprio queste considerazioni sono state al centro dell’introduzione ai lavori della prima riu-nione dell’anno, da parte di don Paolo, il quale ha anche comunicato composizione e rego-lamento del CPP.La sessione si è poi conclusa con la formazione delle sei commissioni di studio: Catechesi,Pastorale giovanile, Pastorale familiare, Liturgia, Realtà sociale e territorio, Visita Pastorale.Le commissioni sono guidate ognuna da un membro del CPP (rispevamente: suor GraziaDicorato, Luca Vita, Enrico Cappellacci, Ciro Iodice, Antonio Conte e Giuliea Bonciarelli) eavranno il compito di studiare i documen ecclesiali e quelli diocesani relavi al proprio am-bito pastorale, osservare e ascoltare la realtà parrocchiale e sociale, nel proprio seore dicompetenza, e fornire all’intero Consiglio Pastorale proposte e spun di discussione.Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, il CPP si riunirà di nuovo per fare il punto sui lavoridelle commissioni e cominciare a stabilire un percorso per i prossimi mesi.
Parrocchiaincorso
Il 2 Gennaio 2011 il Reparto San Giorgio si è riunito alle 8,30 circa per la partenza del con-sueto campo invernale, che come meta ha visto per quest’anno la località di Montoro,noto per essere il maggiore tra i castelli del territorio di Narni, per consistenza urbaniscae per la complessità delle sue vicende storiche.Sono sta 4 giorni di puro divermento, dove voglia distare insieme, gioco e spirito di servizio si sono riuni inun’atmosfera a dir poco meravigliosa.La mana la sveglia era per le 8,00. Ogni Squadrigliaaveva dei compi da eseguire e devo dire che tuhanno contribuito allo svolgimento.Lo staff, composto da Sergio e Milena come capi re-parto e Flavio come aiuto capo, ha riproposto comeogni anno un’ambientazione diversa: quest’anno èstata la volta di Robin Hood. Ai ragazzi il compito diricreare l’atmosfera medievale con la realizzazione diabi ada e di conquistare più monete possibili per vincere il campo.Ogni giorno era predisposto un gioco all’aperto. Un giorno èstata proposto di fare la visita al paese e ogni ragazzo, ar-mato di foglio, mata e colori, ha dato libero sfogo allafantasia per ricostruire l’ambiente circostante. Quandoc’è allegria e voglia di stare insieme, i giorni passano infrea... Cosi si è arriva alla mana del 5 gennaio: sopraun camino acceso sono state trovate 4 calze piene di dolciper ogni squadriglia, portate dalla Befana.... Dopo aver si-stemato tuo (con grande faca), il pomeriggio del 5 gen-naio siamo rientra a casa, infreddoli, ma con unabellissima esperienza nel cuore.
Campoinvernaleper il RepartoSan Giorgio
Al via i lavori del Consiglio Pastorale
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Flavio Santoboni
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Luca Vita
luca.vita@gmail.com
 
Dopo le feste diNatale e Capo-danno i ragazzi delPier Giorgio inauguranoil 2011, subendo subito due sconfie.L'U14 viene, infa, bauta in casadalla formazione del Lanuvio. I Frassa-ni cominciano sin dal primo tempo asubire goal e, incapaci di reagire, arri-vano al fischio finale con il distruvorisultato di 0-8.«È stata una parta che i nostri ragazzinon sono riusci a giocare - ha com-mentato il tecnico Antonio Conte - Latensione e la paura, infa, non hannopermesso ai nostri ragazzi di meerein campo grinta e determinazione».Anche l'U10 è riuscita a baere il suoprimo calcio d'inizio, oenendo peròla sua prima sconfia contro il Lanuvio(6-1). Oltre ai bru risulta, però, cisono anche delle buonissime nozie.La prima è che la squadra dell'U10 hadato il benvenuto al nuovo mister,Maurizio Ajola, che affiancherà Mirko.La seconda è che sono termina i la-vori per ristruurare il campeo.Sabato 12 febbraio si terrà, final-mente, la cerimonia di inaugurazionedel nuovo campo!I lavori, finanzia grazie ai fondi dellaRegione Lazio per gli oratori, permet-teranno di disputare le parte dell'ASDin casa: così anche i nostri ragazzi gio-cheranno in un campo “familiare”. Nelperiodo dei lavori, i ragazzi si sono al-lena presso il Centro Sporvo di viaVenezia. Il proprietario, Claudio Gobbi,ha genlmente acceato di ospitare inostri ragazzi. A lui va il grazie di tunoi!
La parrocchia,una splendida squadra!
A 4 occhi con Carlo Scotti,vicepresidente dell
’ 
ASD
P.G. FrassatI
Questo mese abbiamo colto al volo l’occasione dell’inaugurazione del nuovo campo di calcio a 5 della parrocchia, per intervistare Carlo Sco,vicepresidente dell’Associazione Sporva Dileansca (ASD)“Pier Giorgio Frassa”.
Da quanto tempo frequen la parrocchia? Di cosa  occupi?
«Con la mia famiglia siamo trasferi da Roma nell'estate del 2003. Siamosta subito ara dalla parrocchia di San Gaetano, perché era piena diragazzi e bambini. In parcolare siamo entra in contao con gli scout el’oratorio, due splendide realtà che sono una ricchezza che ci invidianoparrocchie ciadine ben più struurate. La parrocchia è diventata sem-pre di più la nostra seconda casa. Così nell’autunno 2010, quando donPaolo mi ha chiesto di collaborare con altri laici nella creazione dell’ASD(per gesre le avità sporve parrocchiali), io ho acceato».
Sappiamo che fai parte del Consiglio Pastorale, qual è il tuo ruolo?
«È un ruolo di “outsider”: credo che al momento don Paolo abbia vo-luto inserire nuovi laici all’interno di questo organismo, per tentare unamaggiore unione di inten nella comunità, animata da diversi “cari-smi”, che non sempre dialogano e collaborano tra di loro. Comunquecome “incarichi”, sono stato inserito nelle commissioni di studio perla Pastorale Familiare e per la Visita Pastorale».
Quali sono le novità che presenta lo sport in parrocchia?
«Ritengo che la “pastorale dello sport” sia una novità che potrebbeulteriormente unire piccoli e grandi. Si dice che San Filippo Neri,alla richiesta di un seminarista circa cosa avrebbe fao nel casoin cui avrebbe saputo di morire entro un’ora, rispose candida-mente: “Connuerei a giocare a pallone!!!”. In sintesi lo sport èe sarà sempre un momento di incontro, di sano agonismo,dove, per raggiungere risulta, occorre non solo allenarsi concostanza, ma imparare a “giocare insieme” e fare gioco disquadra. Esaamente quello che intendo io per comunitàparrocchiale! Per il futuro poi, oltre a prendere aocon soddisfazione che siamo riusci a siste-mare e meere in sicurezza il nostro “mi-co” campeo, sarebbe bello riuscire asistemare anche il campo polivalenteper basket e pallavolo e ampliare leavità dell'associazione, anche conaltre discipline sporve… semprecon il criterio di un passo allavolta!».
A tuttocampo
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LAVORIINCORSO!
Cristiano Montini
@
barbossa@alice.it
@
Maria Laura Fabbri
lalli.sc@gmail.com
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