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L
a notzia più imporane di quest giorni è saa sicuramene la more premaura di SeveJobs. Per chi non lo avesse mai sento nominare, Jobs è sao il fondaore della Apple. A luisi deve la diffusione del compuer e alcuni imporant conribut nel mondo delle nuoveecnologie (dall’i-pod per la musica, all’i-phone, fino al recene i-pad). Uno dei videopiù diffusi su inerne in quest giorni è il suo discorso agli sudent dell’Universiàdi Sanford di qualche anno fa. Vale la pena vederlo o leggerlo. Ci sono diversipassaggi di quel discorso che mi hanno sempre affascinao (ra u, olre al fi-nale “Siae affamat, siae folli”, anch:e “Ricordarsi che dobbiamo morire è ilmodo migliore che io conosca per eviare di cadere nella rappola di chi pensache avee qualcosa da perdere. Siee già nudi. Non c’è ragione per non seguire ilvosro cuore”). Tra u, però, in quest giorni febbrili in cui organizzavo insieme aglialri l’avvio dell’anno oraoriano, ripensavo al “raccono sui puntni”, con cui Jobs narra lapropria soria. E lo fa con uno sraordinario senso di sè. Aver unio i puntni della propriavia e scoprire che cè qualcosa olre la casualià degli avveniment vissut forse è saa perJobs la chiave del successo della propria esisenza. Unire i puntni non è cosa semplice nellavia. Non lo è fondamenalmene perché - come dice lo sesso Jobs - non lo si può fare guar-dano al fuuro, ma solo leggendo il proprio passao. Si scopre man mano che nella filigranadella nosra soria c’è qualcosa che ci “spiega”, che da’ un senso. È queso - il sentrsi amate desiderat, ma anche pieni di senso - che cambia le nosre esisenze, non la forza di volonà,nemmeno il senso morale. In fondo, è proprio queso che Gesù fa con i discepoli di Emmaus,quando, inconrandoli sulla srada che li pora lonano da Gerusalemme, cammina con loro,li aiua a ricordare e a comprendere il perché della sua more (e resurrzione) ma anche delleloro esisenze. È queso ciò che Piero e Giovanni fanno, quando enrando nella omba diGesù, la rovano vuoa: vedono, cercano di comprendere, uniscono i puntni, ricordano ciòche il Maesro gli aveva deo. E credono.Buon inizio d’anno a u!
UNIRE I PUNTINI
All
interno:
L’Esaedell’OraorioP. G. Frassat[pag. 2]Dossier:
Educare,un’opporunià
-inervisa a donSamuele Marelli[pag. 4-5]Diario della GMGdi Madrid[pag. 7]
Settembre-Novembre 2011Anno 3 - Numero 5
periodico di informazione della parrocchia San Gaetano da Thieneperiodico di informazione della parrocchia San Gaetano da Thiene
@
Luca Vita
luca.via@gmail.com
 
Ques’esae io e alri ragazzi della parrocchia abbiamo parecipao a un campo estvo di unasemana organizzao dall'Oraorio a Bibbiena, in provincia di Arezzo.Siamo partt lunedì 25 luglio di mana e siamo ornat domenica 31 luglio.Appena arrivat ci siamo sisemat nelle sanze e abbiamofao un po’ di pulizie. Infa era compio nosro manenerepulio l’edificio dell’oraorio che ci ospiava e servire in a-vola i past, che preparavano gli animaori: così ogni giornofacevamo i urni per dividerci i compit. Finie le pulizie gio-cavamo e il pomeriggio facevamo delle riunioni divisi ingruppi.Abbiamo fao anche due gie: una a Barbiana, un picco-lissimo paesello dove Don Milani è vissuo e ha cosruiouna scuola, e a la Verna, il sanuario di monagna fondaoda San Francesco, dove si dice che il sano abbia ricevuo le stgmae.Però il motvo principale per cui siamo partt non è sao quello di fare una vacanza, maquello di passare del empo lonano dalle disrazioni e dai problemi della via quotdiana perriflee un po’ su noi sessi, su ciò che vogliamo fare nel fuuro e su come impiegare meglioil nosro empo! Infa era proprio il empo il ema principale del campo: come sfruarlo ecome approfiare delle occasioni che porebbero cambiarci la via.Per me sono i campi come quest sono occasioni davvero utli per crescere. Spero che l'annoprossimo saremo molt di più a pareciparvi!
Parrocchia in corso
Un vero piraa non si riconosce dal numero di isole conquisae o da quello dei nemici vintma dalla fedelà, dal rispeo e dall’amicizia verso la sua ciurma.Quando un’esae inizia con quest presuppost, il risulao non può che essere sraordi-nario. E l’esae dell’Oraorio Pier Giorgio Frassat lo ha dimosrao. Dal 20 giugno al 3 lu-glio, una floa di ceno ragazzi e ventcinque animaori è salia sul veliero dell'Oraorioper parecipare all'Esae Ragazzi 2011, un appuna-meno ormai radizionale dell’esae parrocchiale.Araverso giochi, scenee e dinamiche i bambini,piccoli e grandi, sono venut a conoscenza della so-ria degli abiant di Taraown e hanno pouo sco-prire grazie ad esse l’imporanza del gioco disquadra, il coraggio che ognuno ha denro di sè, labellezza di un ambiene curao e la felicià che siscopre quando ci si aiua l’uno con l’alro. Il 3 lugliouo si è concluso con lo speacolo finale in cui ibambini hanno presenao i lavori fa nei diversilaboraori durane le due semane. Nel piazzale,olre ai re magnifici presenaori si sono alernat“Capian Uncino” di diverse aglie ed eà, pirat-clown, sbandieraori eballerini, facendo poso anche a qualche piccolo scherzeo agli spea-ori.Un grazie infinio a u i parecipant, agli animaori, ai geniori ea ue le persone che hanno aiuao a far divenare quesa pic-cola ciurma scaenaa un vero e imporane veliero di amicizia.Che lo spirio dell’esae ragazzi sia preludio di queso nuovoanno in Oraorio!
 U n  v e l i e r o  d i  a m i c i  c o n  l
’ 
 E s t a t e  R ag a z z i  2 0 1 1
 Bibbiena 2011: un
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esperienza unica!
2
@
Carlotta Bianchi
Coccabianchi@live.i
@
lalli.stc@gmail.com
Maria Laura Fabbri
 
Lo spirito di
 “
far festa
” 
...
A quattr
’ 
occhi con Sante, responsabiledel Comitato per la Festa patronale
3
Grande successo anche ques’anno per 
Boscheo in Fesa!
 , la fesa paronale della nosra parrocchia, che si è enua a fine luglio. Per capire meglio come è andaa e quali sono i proposit del Comiao Fesa per il pros-simo anno, Sulla Via ha inervisao Sane Baldi, responsabile del eam che organizza ogni anno la manife-sazione.
Dal 21 al 24 luglio scorsi si è enua la 4ª edizione di Boscheto in Fesa, lafesa paronale della nosra parrocchia. Puoi farne un bilancio?
«Nel corso di quese quaro edizioni di “Boscheo in Fesa”, la nosra comuniàha risposo con grande parecipazione, e anche ques’anno la manifesazione siè rivelaa un grande successo».
Quali sono sa i momen più imporan dell’edizione 2011?
«Sicuramene il risconro positvo è la parecipazione della nosra comunià par-rocchiale al Triduo enuo da Don Anonio Scigliuzzo, nonché la messa celebraail sabao dal nosro Vescovo Mons. Semeraro.Un alro momeno imporane di quesa edizione è saa la nuova rubrica “Io mi raccono”, che ha avuo comeospit i ragazzi della Comunià Lauari, i quali hanno racconao la loro esperienza di via, come ex ossicodi-pendent».
Sappiamo che l’organizzazione della fesa paronale è una “macchina” piutoso impegnava e che ilavori preparaori iniziano già qualche mese dopo la fine della fesa. Avee già iniziao a prepararel'edizione 2012 di Boscheto in Fesa? Puoi anciparci qualcosa?
«È un po’ premauro antciparvi qualcosa. Probabilmene per l’edizione del giornalino che uscirà a Naale vidiremo qualcosa in più!».
Al di là dei singoli even e delle singole edizioni, cosa piace di Boscheto in Fesa?
«Boscheo in Fesa è naa per gioco. Credo sincera-mene che per me e ogni singola persona del Comiaofesa, rappresena un momeno in cui ua la comuniàsi rirova allegramene e con spensieraezza. Devo am-meere che anche per noi è cambiao qualcosa: nelcorso di quest anni, abbiamo fao ant sacrificianche fisici per trare su ue le sruure necessa-rie per realizzare la fesa. Ques’anno, sicuramene,avendo già a disposizione gli spazi, abbiamo curao alri aspe, ra cui quello della “condivisione”con ue le persone volonarie che si sono offere per vivere i quarogiorni della fesa anche “diero le quine” dove, vi garantsco, si creauna amosfera bellissima, faa non solo di divertmeno e fatca, maanche e soprauo di aggregazione e amicizia. Quindi se qualche le-ore vuole vivere con noi quesa “esperienza”, lo invio a conaarci!».
Cosa credi che non debba mai esser perso? E cosa, invece, crediche ancora manchi?
«Non dobbiamo perdere “lo spirio di far fesa”. Forse manca ancorail coraggio da pare di qualcuno di avvicinarsi a queso eveno, che èapero a u, in quano fesa della nosra comunià».
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