capacità della scienza e della tecnologia di modificare, spostare e trasformare materiaed energia sul pianeta, in tempi sempre più brevi. In termini generali, siamo di fronteun aumento esponenziale della potenza di interazione tra tecnoscienza, ambiente esocietà. L’alta potenza si manifesta nella fase di
implementazione
, che richiedetipicamente una grande concentrazione di materia e/o energia e di ingenti investimentifinanziari per modificare, spostare a sua volta grandi quantità di materia e/o energia.Sono esempi di tecnologie ad alta potenza sia quelle che
estensive
,
che spessodeterminano lo spostamento di popolazioni intere, costrette ad abbandonare unterritorio per lasciar spazio alle cosiddette ‘grandi opere’, sia quelle
intensive
, quali adesempio le biotecnologie e le più recenti nanotecnologie, che prevedono lamanipolazione e il controllo di materia ed energia concentrate.Caratteristica fondamentale di questo tipo di tecnologie è che la loroimplementazione viene testata soltanto
mentre
la si realizza, ovvero direttamente sulcampo. Questo a sua volta ha almeno tre ordini di conseguenze: il primo è che illivello di complessità del sistema nel quale la tecnologia è implementata e quellodell’interazione tra tale tecnologia e il sistema medesimo è molto elevato - non sitratta di un laboratorio nel quale le interazioni sono semplificate - e dunque dominano
incertezza
,
e
ignoranza
. Il secondo è che la sperimentazione diretta non è reversibile.Complessivamente, questi due fattori implicano a loro volta la possibilità cheinsorgano conseguenze negative impreviste, imprevedibili e non rimediabili. In altritermini, in questo scenario ad alta potenza, la tecnoscienza promette benefici e nelcontempo genera rischi ai quali non necessariamente sa come rispondere. È questo ilcontesto della cosiddetta
società del rischio
delineata alla fine del secolo scorso dalsociologo tedesco Ulrich Beck (Beck 1992). In sostanza, ci ritroviamo oggi in unasituazione senza precedenti: i nostri esperimenti non sono reversibili e neancheripetibili. In caso di errore non si può tornare indietro. Nelle parole dell’espertaamericana di politiche pubbliche della scienza Sheila Jasanoff: “La questione chedobbiamo affrontare con urgenza è come vivere democraticamente ed in pace con laconsapevolezza che le nostre società sono inevitabilmente a rischio.”Infine, il terzo ordine di conseguenze consiste nel fatto che il tipo di conoscenzautile a descrivere e a gestire i problemi socio-ambientali non è definito
a priori
–l’esperimento non avviene in un
setting
predefinito da scelte metodologiche
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