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Walter Mauro

LA
STORIA
DEL JAZZ

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Walter Mauro \u00e8 scrittore e critico musicale. Collabora ai programmi di musica jazz della Rai. Ha pubblicato numerosi testi saggistici sul jazz, fra i quali, Jazz e universo negro; Il blues e l'America nera; una biografia: Louis Armstrong il re del jazz e, per la Newton Compton, Gershwin, la vita e l'opera, e due antologie, Il Blues e Gli Spirituals, in collaborazione con Elena Clementelli. \u00e8 inoltre autore della voce Jazz dell'Enciclopedia Treccani.

1. La leggenda di New Orleans

Nata e sviluppatasi dall'epicentro degli Stati Uniti, per poi diffondersi nel nostro secolo in tutto il mondo con una progressione di interessi culturali che nessuna altra musica pu\u00f2 esibire nel tempo, la storia del jazz, fin dalle sue origini, va a confluire, parallelamente e comparativamente, nella vicenda stessa del Nord America, in misura cos\u00ec evidente che molto spesso gli slanci e le crisi, i sobbalzi di coscienza e i momenti di depressione sociale, hanno finito con il reperire il loro naturale contrappunto nella suggestiva avventura di questa musica. Secondo un'opinione corrente, che gli storici di questa espressione della creativit\u00e0 hanno ormai codificato - pur con qualche contrasto - il centro motore dal quale il fenomeno ha preso l'avvio, lungo infinite componenti di sviluppo, va individuato nella zona della Louisiana, una regione del Sud degli States, e pi\u00f9 particolarmente nella citt\u00e0 di New Orleans, al delta del grande fiume, il Mississippi, che ne ha accompagnato, con il suo stanco e a volte impetuoso fluire, l'origine e lo svolgimento.

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La matrice popolare di questa musica, tuttavia, esige che, ancora prima di parlare della nascita del jazz e del suo diffondersi dalla citt\u00e0 del delta in tutto il mondo, si faccia cenno ai due momenti musicali che ne hanno preceduto la nascita, lo spiritual e il blues: non a torto, un noto studioso di questa musica, Jain Lang, era solito affermare che tutto il jazz deriva dal blues, in ogni sua componente, tecnica e culturale.

Il canto spirituale nero ha origini remote, che potrebbero farsi risalire alle prime forme di mercato degli schiavi provenienti dall'Africa nera e sbarcati sulla Congo Square, la grande, antica piazza di New Orleans tristemente nota perch\u00e9 l\u00ec si svolgeva la compravendita della mano d'opera africana, destinata a consumare i suoi giorni nelle grandi piantagioni di cotone adiacenti il delta del grande fiume. I temi degli spirituals erano tutti di carattere e di ispirazione religiosa, ed erano la diretta conseguenza di quel processo di evangelizzazione delle comunit\u00e0 nere tentato dal Cristianesimo nei confronti di popolazioni sradicate dalla loro terra, emarginate e condannate a vivere in condizioni di schiavit\u00f9 dai grandi proprietari terrieri bianchi. Per questa ragione, nei testi poetici del canto spirituale nero, ricorrono con insistenza i momenti cruciali del sacrificio di Cristo, oltre che la forte tensione interiore verso quell'approdo nella Terra Promessa che in tanti versi - e nella musica struggente che ne accompagna la dolente tematica - si esprime attraverso l'infelice anelito verso un premio irraggiungibile. La condizione di orfanit\u00e0, cos\u00ec presente in tanti testi poetici di spirituals, ricorre come esemplificazione di uno stato di dolore e di pena che il colore della pelle, la diversit\u00e0 dell'aspetto, contribuivano a rendere ancora pi\u00f9 doloroso, fino a confondersi con la condizione stessa dell'uomo, un duro e tormentoso vagare sulla terra desolata: un aspetto questo che, nel canto spirituale, pu\u00f2 produrre le pi\u00f9 diverse reazioni, comprese quelle dell'ironia, della satira, talvolta del sarcasmo come matrice di una compressione interiore che solo il canto, con la sua prassi liberatoria, riesce

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