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APPUNTI DIRITTO DEL LAVORO
Prof. Berretta
24/11/2006
Il diritto del lavoro disciplina i rapporti contrattuali, il cui oggetto \u00e8 costituito da una
prestazione finalizzata alla percezione di un corrispettivo.

Si tratta di una disciplina nettamente diversa rispetto al diritto privato: infatti, se tutti gli altri contratti riguardano l\u2019avere delle parti, il contratto di lavoro riguarda l\u2019essere per il lavoratore.

Tuttavia, non sempre questa diversit\u00e0 \u00e8 stata percepita; si pensi, ad es. , alla distinzione,
nella tradizione romanistica, tra locatio operis e locatio operarum.

Una prima regolamentazione giuridica dei rapporti individuali di lavoro la si riscontra nel codice civile del 1865, in cui il contratto di lavoro viene ricondotto allo schema della locazione di opere.

Vi era sancito:
\u2022
una identit\u00e0 formale della posizione giuridica delle due parti;
\u2022
il divieto di rapporti a tempo indeterminato.
Lar atio di questa regola stava nel tentativo di evitare forme di schiavit\u00f9.
Nel codice civile del 1942, \u00e8 gi\u00e0 possibile notare alcune diversit\u00e0 del diritto del lavoro
rispetto al diritto comune dei contratti: l\u2019art 2126 regola gli effetti che derivano

dall\u2019accertamento della nullit\u00e0 del contratto di lavoro.
Si tratta di una evidente eccezione al principio secondo cui un contratto nullo non produce
effetti.
Altra peculiarit\u00e0 \u00e8 rappresentata dalla corrispettivit\u00e0 attenuata (art. 2110 c.c.): vi sono casi

in cui, nei contratti sinallagmatici, il contratto perdura nonostante il venir meno della prestazione del lavoratore (malattia, infortunio, gravidanza ecc.) \u2013 casi in cui il lavoratore non pu\u00f2 o non \u00e8 in grado di lavorare.

Con la riforma del 1973 viene, inoltre, introdotto il principio dell\u2019autonomia negoziale
limitata: il lavoratore \u00e8 considerato un contraente \u201cparzialmente incapace\u201d, presumendo
che si trovi in una posizione dime tus .
1

Il lavoratore \u00e8, infine, limitato nella sua disposizione dei diritti: si tratta di un principio generale posto a tutela del lavoratore, il quale non potr\u00e0 stipulare transazioni, n\u00e9 compiere atti abdicativi di rinuncia, se non dietro il supporto dei sindacati o dei funzionari pubblici a ci\u00f2 preposti.

Gli elementi di specialit\u00e0 rispetto al diritto comune dei contratti si sono intensificati nella legislazione speciale successiva, contribuendo ad una maggiore complessit\u00e0 della disciplina del diritto del lavoro.

L\u2019autonomia del diritto del lavoro rispetto al diritto privato \u00e8 sancita dalla Costituzione

del 1948, decisivo spartiacque rispetto alle ideologie del codice civile.
L\u2019art. 1 Cost. stabilisce, innanzitutto, che l\u2019Italia \u00e8 una Repubblica fondata sul lavoro;
Art. 4 - sancisce il riconoscimento del diritto al lavoro, anche se in via programmatica;
Art. 35 - riconosce la tutela del lavoro in tutte le sue forme e applicazioni;

Art. 36 - Diritto ad una retribuzione proporzionata al lavoro e sufficiente a garantire una

esistenza libera e dignitosa;
Art. 37 - Uguaglianza tra donne e uomini che lavorano.
La nostra Costituzione \u00e8 stata definitalabur ista per l\u2019ampia espressione e tutela del diritto

al lavoro, anche nei suoi aspetti collettivi (artt. 39 \u2013 40: libert\u00e0 sindacale e diritto di
sciopero).
Non basta, tuttavia, enunciare i diritti, ma occorre anche garantirne l\u2019effettivit\u00e0, tenuto
conto del concreto contesto economico e sociale dove si suppone che debbano operare.
Pertanto una disposizione fondamentale del nostro ordinamento \u00e8 il 2\u00b0 comma dell\u2019art. 3
Cost. Tale principio impone alla Repubblica di intervenire nei rapporti sociali e di lavoro:

proprio perch\u00e9 il costituente era cosciente che, nei fatti, i cittadini NON sono ancora pienamente uguali (comma 1), ha sentito il bisogno di programmare la rimozione degli ostacoli che si frappongono alla effettiva uguaglianza (comma 2).

Il disegno di emancipazione e trasformazione prospettato dalla Costituzione si realizza
attraverso una ridefinizione diDUE tipi di rapporti giuridici:
\u2022
I rapportive r ticali tra cittadini e Stato
\u2022
Ma anche i rapportior izzon tali tra cittadini.
2
Si parla, a tal proposito, dicostituzionalizzazione del diritto del lavoro.
Il diritto del lavoro \u00e8 un dirittodiseguale perch\u00e9 disciplina un rapporto che per sua stessa
natura \u00e8 diseguale.
La Costituzione parla di un lavoro identificato sostanzialmente con il lavoro subordinato,
secondo un preciso modello empirico: \u201cl\u2019operaio-massa\u201d dell\u2019industria taylorista.
Il lavoro subordinato rappresentava, pertanto, la fattispecie sociale prevalente.

Oggi questa visione \u00e8 stata nettamente superata, in seguito al passaggio ad una fase post- industriale: \u00e8 cambiata l\u2019organizzazione del lavoro, mentre l\u2019economia globale non \u00e8 pi\u00f9 incentrata sull\u2019industria ma sul terziario; le industrie seguono, oggi, un processo di

esternalizzazione, mantenendo solo una parte del ciclo produttivo all\u2019interno; vi \u00e8 inoltre
la tendenza a localizzare le attivit\u00e0 produttive all\u2019estero; infine una forte crescita della
disoccupazione.
Questi mutamenti hanno portato ad unadenazionalizzazione delle politiche del lavoro,
mettendo in crisi i 4 pilastri del diritto del lavoro in Italia:

1. lo Stato \u2013 nazione;
2. la grande fabbrica;
3. la piena occupazione;
4. la rappresentanza generale del lavoratore tramite il sindacato.

Ladenazionalizzazione delle politiche del lavoro \u00e8 stata anche influenzata dal diritto del lavoro comunitario, dalla nuova politica occupazionale comunitaria nel trattato di Amsterdam e dall\u2019unione monetaria con le sue conseguenze.

Le funzioni tradizionali del diritto del lavoro sono:
\u2022

Correzione delle distorsioni di un mercato del lavoro dove l\u2019offerta (dei lavoratori) \u00e8 pi\u00f9 debole della domanda (degli imprenditori): l\u2019intervento della norma inderogabile deve essere finalizzata a riequilibrare il potere contrattuale;

\u2022
Garanzia dell\u2019interesse delle imprese a limitare la concorrenza \u201csleale\u201d al ribasso.
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