• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
Download
Universit\u00e0 degli Studi "Kore" di Enna
Dispense di Diritto Ecclesiastico
in tema diMATRIMONIO
(Prof. Luca Pedull\u00e0)
A.A. 2007/2008
N.B.:Dispensa utilizzabile solo dai sigg. studenti frequentanti il ciclo di
lezioni)
Universit\u00e0 degli Studi \u201cKORE\u201d \u2013 Enna
DIRITTO ECCLESIASTICO
(Prof. Luca Pedull\u00e0)
A.A. 2007/2008
IL MATRIMONIO
(N.B. : dispensa utilizzabile unicamente dai sigg. studenti frequentanti il ciclo di lezioni)
1. Profili storici del matrimonio concordatario.

Intorno all'anno 1000 il matrimonio veniva considerato di competenza esclusiva della Chiesa, sul principio base della Sacramentalit\u00e0 di esso; il cambiamento di disciplina cominci\u00f2 a manifestarsi in seguito alla ripresa ed al rafforzamento del potere statale, sembrando necessario affiancare ad un sistema giuridico come quello canonico che si occupava prevalentemente dell' aspetto spirituale del matrimonio- prescrizioni giuridiche che ne tutelassero altri aspetti.

La legislazione statale circa il matrimonio si intensific\u00f2 con il progressivo affermarsi del potere assolutistico dei sovrani nazionali nonch\u00e9 con il contemporaneo diffondersi delle dottrine giusnaturalistiche, che portarono lo Stato a rivendicare ogni potere sui propri cittadini ed a porre in rilievo non tanto la caratteristica del sacramento quanto quella giuridica del contratto.

Questa nuova concezione contrattualistica del matrimonio gener\u00f2 un profondo conflitto tra Stato e Chiesa, mantenendosi quest'ultima ferma sul dogma dell'unit\u00e0 e dell'indissolubilit\u00e0 del matrimonio nei suoi vari aspetti: in quanto realt\u00e0 essenzialmente spirituale, il matrimonio doveva essere soggetto all'esclusiva potest\u00e0 della Chiesa.

Siffatta competenza esclusiva della Chiesa venne messa in discussione nel 1580 in

Olanda, allorquando venne introdotto per la prima volta il matrimonio civile e, successivamente, nel 1653 in Inghilterra ad opera del Cromwell che afferm\u00f2 il diritto dello Stato a regolare l'istituto del matrimonio. Tale asserto trov\u00f2 conferma e riconoscimento in Francia mediante la Costituzione del 14 settembre 1791 con la quale venne introdotto il matrimonio civile quale unico matrimonio riconosciuto dallo Stato, a prescindere dalla confessione religiosa professata dal singolo cittadino.

In altri termini, il matrimonio religioso diveniva unicamente atto di culto per gli
osservanti la religione cattolica e la Chiesa era libera di disciplinarlo secondo le proprie
leggi senza, per\u00f2, alcuna incidenza all'interno dell'ordinamento giuridico civile.

1

Dopo la costituzione del Regno d'Italia, dovendosi preparare un codice civile uniforme per tutto il territorio nazionale, si prospett\u00f2 la questione se ritornare al sistema del matrimonio civile adottato dal codice napoleonico oppure optare per una delle soluzioni adottate dai codici della Restaurazione. Si discuteva, cio\u00e8, se fosse pi\u00f9 opportuno applicare il sistema del matrimonio civile indipendentemente da quello religioso o se, invece, si fosse dovuta riconoscere efficacia civile al matrimonio

canornco.

Il codice civile del 1865 riconobbe al matrimonio civile, solo, la produzione degli effetti civili, e ci\u00f2 in base al principio separati sta tipico dello Stato liberale. Tale soluzione, venne per lo pi\u00f9 considerata "non rispettosa" della coscienza del popolo italiano, fedele alle sue tradizioni cattoliche; invero, non fu stabilita alcuna forma di collegamento tra il matrimonio civile ed il matrimonio religioso, n\u00e9 venne prescritta alcuna precedenza tra la celebrazione dell'uno e dell' altro, cos\u00ec come avveniva in altre legislazioni, come quella francese.

Il matrimonio religioso diveniva, cos\u00ec, un fatto meramente privato che i cittadini erano liberi di celebrare e senza alcun rilievo per l'ordinamento statale: lostatus coniugale si conseguiva soltanto con la celebrazione del matrimonio in forma civile. Ci\u00f2 comportava per la grande maggioranza dei cittadini di fede cattolica una doppia celebrazione, religiosa e civile, cos\u00ec da poter essere considerati coniugati di fronte alla Chiesa ed allo Stato.

Alla linea intransigente dello Stato liberale faceva da contro altare la linea dura della Chiesa che, con l'emanazione del Codex Iuris Canonici del 1917, ribad\u00ec con fermezza la sacramentalit\u00e0 del matrimonio, riaffermando che quando esso fosse stato celebrato tra battezzati sarebbe stato retto oltre che dal diritto divino anche dal diritto canonico, riconoscendo la competenza civile soltanto circa gli effetti mere civiles, cio\u00e8 di natura essenzialmente patrimoniale.

Questa posizione della Chiesa si fondava sulla convinzione, propria della visione cristiana del mondo, che tutta la realt\u00e0 umana fosse espressione di un disegno di redenzione, in particolare per quanto concerneva il matrimonio celebrato tra battezzati perch\u00e9 produttivo di una particolare grazia sull'uomo in rapporto con Dio (il cd.

"matrimoniale foedus" di cui parla la dottrina canonistica).

Detta situazione di tensione tra Stato e Chiesa si protrasse per oltre sessanta anni fino a quando il Regno d'Italia e la Santa Sede raggiunsero l'Accordo dell' Il febbraio 1929 mediante la stipula dei "Patti Lateranensi", che ri-disciplin\u00f2 la materia

2
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...