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Per una Critica futur
 
Quaderni di critica letteraria
a cura diANDREA INGLESE
Numero 5/6
febbraio 2010
6
Biagio Cepollaro
,
Suite del lettore
 Tizio e CaioFratel
 POESIA ITALIANA E-BOOK
 
Come se fosse un’editoriale
Come se fosse un’editoriale di conclusione premetto qui alla
Suite dellettore
i primi versi di
Da strato a strato
, libro edito da La Camera verdenel 20
09
e che raccoglie ventuno stanze di un poemetto e ventunoimmagini di quadri dipinti nello stesso clima compositivo. (B.C.)
pare che due siano i versantii lati combacianti di ogni bocca:l’opera stesa tra la festadella sua vita solitariae l’attesa del suo svolgersinel mondoe pare che il mondo invecenon poggi su se stessoma tiri per scheggee per strattoni dove pococonti il lavoro il saperfare ma una generalizzatalogica dell’audience:qui in rete tutti si mettonoa parlare e più nessunoo quasi ascolta(…)e non si tratta di chiedereformale innovazione che nuovaè la situazione del dire: l’operaricapitolando si faceva di un passopiù avanti ma ora anche i piùspediti passi sono fuoridal tempo che sparendoil tempo anche la stradasi disfa:ci muoviamo tuttinell’aria e ognuno è suomalgrado centrodi nulla
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Suite del lettore.
Non si ripete abbastanza spesso che uno scrittore è innanzitutto unlettore. Forse perché non si pensa abbastanza alla circolaritàdell’esperienza della scrittura che come un Giano bifronte si compone deidue aspetti: ascolto e restituzione, stimolo formale ed elaborazioneulteriore.In ‘Suite del lettore’ ho raccolto un insieme di riflessioni che circondano ilnucleo dello scritto dedicato ad un testo di Giorgio Caproni, di AndreaZanzotto e di Amelia Rosselli.Tali riflessioni sono rivolte ai temi del dialogo, dell’attenzione, delladifferenza tra informazione e sapere. In un certo senso tali temicostituiscono le condizioni della lettura, i presupposti culturali ed etici, icontesti che la rendono possibile.
Passaggio I
Il dialogo è tanto etica quanto conoscenza.
Il dialogo esteriorizzato, praticato da interlocutori, incontra sin dall’iniziol’alternativa platonica del
Protagora
e del
Gorgia
, sin dall’inizio s’imbattenella questione del relativismo e del nichilismo. E sin dall’inizio si presentacome
campo di discorso
in cui la verità (cercata) si intreccia, si distingue,si oppone, o, al contrario, s’identifica con il potere.I massmedia possono essere in politica la realizzazione massima delnichilismo estremo della sofistica. Qui gli effetti di realtà coincidono con glieffetti di verità. E tutto è vero ed è vero il contrario di tutto.Il dialogo-dialettica è la forma che già Aristofane ne ‘Le nuvole’, daconservatore, individuava come il luogo in cui il discorso ingiusto puòvincere sul discorso giusto. Verità,
effetto di verità
e volontà di potenza,
potere
. Lyotard, tra Nietzsche e Wittgenstein.La dialettica non è retorica, la dialettica non può essere degradata aretorica, come ricordava Giorgio Colli narrando il cammino dalla sapienzaalla filosofia in Occidente.Il dialogo come lo intendo io, come vorrei che fosse, sa di non essere nérelativista né nichilista: il mio interlocutore non userà la retoricanominalista e relativista per non cercare in sé una risonanza a ciò che diconé punterà a nullificare la possibilità del senso attraverso una sorta didesertificazione nichilista.Il mio interlocutore mi ascolterà
semplicemente
come semplicemente iol’ascolterò.Il dialogo dunque è
la forma di pensiero in cui l’etica vale quanto laconoscenza
.L’etica degli interlocutori si radica nella loro profonda appartenenza al
campo di discorso
che il dialogo disegna già dalle sue prime battute.L’ombra che accompagna la superficie razionale del dialogo (taciteaspettative, proiezioni, identificazioni, presupposizioni) è parte integrantedel campo ed è ciò che lo rende propriamente fertile.
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