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IntroduzioneGhazali è stato giudicato il più grande musulmano dopo Maometto. A ragione. Egli fu una diquelle personalità che imprimono nuovi orientamenti ai processi spirituali, quindi lascianonella storia del pensiero e di conseguenza anche negli eventi umani, un'orma duratura.L'Islam col passare del tempo si era quasi cristallizzato, irrigidito in un freddo legalismo. Idotti additavano ai fedeli come doveri essenziali l'adesione piena ai loro insegnamentiproclamati infallibili e l'osservanza minuziosa dei precetti cultuali come mezzo di salvezza.Certo nella massa dei credenti ve ne erano che conservavano il fervore religioso delle primegenerazioni di Musulmani, contenti della loro semplice fede di tipo tradizionale, ma ve neerano anche che cercavano per vie nuove di soddisfare il loro anelito a Dio. Sospinti dallainsofferenza per le sottili disquisizioni e il formalismo dei dotti e dalla brama d'una religiositàprofonda e sentita, questi ultimi finivano non di rado con l'abbracciare credenze cherispondevano, o sembravano rispondere, alle loro aspirazioni, ma erano in realtà deviazionidall'Islam. Fra gli intellettuali poi ve ne erano che, ribelli alla imposizione delle convinzionialtrui e adusi a ragionare col proprio cervello, sottoponevano a esame le nozioni fondamentalidell'Islam, le criticavano, le giudicavano assurde o confacenti solo al volgo ignorante edivenivano perciò o del tutto infedeli o miscredenti stabilendo essi stessi in base alle proprieconvinzioni ciò che si doveva credere. Ghazali sentì la necessità per se di una intensa vitareligiosa; una volta conseguitala tramite le pratiche dei sufi, si propose di farne partecipi tutti iMusulmani. Forse noto che gi esisteva in seno al popolo la tendenza ad una fede più profonda,ma si rese conto che, se si lasciava ad essa libero sfogo, l'ortodossia avrebbe corso pericolo, ecosì pure comprese che dovevasi mettere un freno al ragionare degli intellettuali su coseultraterrene quando sfociava nella infedeltà o nel dubbio. L'ortodossia andava ad ogni costosalvaguardata. Egli quindi da un lato consigliò le pratiche del sufismo che potevanorinvigorire l'Islam, dall'altra inferse un grave colpo alla filosofia e alla eterodossia. Leconseguenze della sua azione furono:
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il definitivo accoglimento di un sufismo moderato nell'Islam ortodosso; i teologi, pelpassato sospettosi di quel movimento e talora decisamente ostili, finirono conl'ammetterlo malgrado il suo bagaglio di idee neoplatoniche, le sue esperienze estraneeall'Islam primitivo e le sue cerimonie ove si faceva uso a scopo pio della musica - solo iHanbaliti restarono all'opposizione - d'altra parte i sufi furono più accorti a rimanerenei limiti del Sunnismo;
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la filosofia perdette seguito; certo non si può affermare che fu per l'attacco polemico di
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