Biblioteca Esoterica Esonet.ORGhttp://www.esonet.ORG 2
NOTA DELL'EDITOREL'intenzione originaria dell'autore era che questo libro uscisse postumo; ma dopo
la pubblicazione di
«Cavalcare la Tigre»
(Orientamenti esistenziali per un'epoca della dissoluzione, 1961), che ha causato all'editore non poche incomprensioni,ho ritenuto utile pubblicarlo già ora per chiarire tanti equivoci e sfatare tante leggende. Questo libro può fornire anzitutto una utile guida per meglio orientarsi nell'insieme assai complesso e vario delle ope-re e dell'attività di Evola: dall'arte d'avanguardia
(arte astratta
e
dadaismo)
alla filosofia speculativa, dagli studi orientali alla critica dell'attuale civiltà, dalle discipline esoteriche alla filosofia della storia e alla dottrina dello Stato.Il libro può avere, inoltre, il valore di un «documento umano » e di testimonianza di uno spirito libero, in ogni senso (non è stato mai iscritto a un partito), attraverso i suoi tempi. Mentre descrive il formarsi graduale di un pensiero, rievoca esperienze,lotte e situazioni di un periodo lungo più decenni, senza l'autocompiacimento o la tendenziosità di odierni autori.Da qui una specie di congiura del silenzio intorno a Evola da parte della cultura e critica ufficiale, nonostante che un pubblico attento (e non tutto composto di improvvisati discepoli) segua ogni sua nuova opera e nonostante che diversi suoi libri siano noti e tradotti anche all'estero, dove Evola viene considerato una delle figure più significative, anche se discusse, della cultura italiana.L'ostracismo nostrano deriva essenzialmente da alcuni miti o luoghi comuni intorno all'autore, senza esaminarne seriamente la base, tutto riducendo al sentito dire (la nostra cara tradizione orale, di un caro paese dove tutti scrivono, e pubblicano, ma nessuno legge) o all'applicazione di facili etichette. In ogni caso, accusando sempre senza nessuna conoscenza diretta delle opere di Evola. Per esempio, la taccia di « razzista »; anche se Evola ha cura di distinguere « razzismo » da « antisemitismo », è quest'ultimo che gli si vuole rinfacciare. Eppure Renzo De Felice nella sua «
Storia degli ebrei italianisotto il fascismo »
(Einaudi, Torino, 1961) pone l'Evola tra « coloro che, imboccata una certa strada, la seppero percorrere, in confronto con tanti che scelsero quella della menzogna, dell'insulto, del completo obnubilamento di ogni valore culturale e morale, con dignità e perfino con serietà ». Testimonia, lo stesso autore, che « l'Evola, a sua volta, respinse anche più recisamente [dell'Acerbo] ogni teorizzazione del razzismo in chiave esclusivamente biologica » (op.
cit., p. 447),
tanto da tirarsi addosso gli attacchi e il sarcasmo dei vari razzisti im-provvisati dell'epoca. Lo stesso potrebbe dirsi di altri miti connessi alla figura e all'attività di Evola. Questo libro può servire a dissipare molti equivoci intorno all'autore, per chi sia in buona fede. Questi, e qualsiasi spiritolibero, potranno non accettare una parte o anche tutte le idee di Evola, trattandosi di un autore assolutamente
controcorrente,
ma dopo averlo letto e compreso, e dopo un doveroso riconoscimento del suo livello. Libro, insomma, di chiarificazione e di demistificazione: se Tartufo ritornasse oggi al mondo sarebbe senz'altro contro Evola, dico parafrasandouna frase celebre.
Vanni Scheiwiller
Leave a Comment