STELE
01 Luglio 2007,Una delle accuse più ricorrenti contro lognosticismo è che esso rappresenti unasterile dimensione intellettuale. Pleroma,plenitudine, Arconti, Demiurgo, Sophia, equanto altro non sarebbero che diversiviper arroganti menti, incapaci di cogliere losplendore della rivelazione.A prescindere che la divulgazione gnosticaera riservata a circoli interni, chesupportavano l’idea con la pratica spirituale,dobbiamo constatare che l’alternativa frafede e conoscenza è resa assurda e vanapropria dai difensori della prima.Bastasse la fede nella nascita miracolosa diGesù, nei miracoli compiuti in vita, e nelsuo martirio allora come mai la teologica,l’escatologia, la cristologia, e quanto altrocontorna la narrazione evangelica ?La verità è che già con San Paolo, quindi aridosso della morte di Gesù, la teologia(connubio fra la propensione romana aldiritto, e quella greca alla filosofia ) miseradice, come la gramigna, nelcristianesimo.Spesso si è udito che la teologia fu lanecessaria risposta della Chiesa, alle eresiee alla teorie gnostiche.Diremo allora che la chiesa fu reattiva, epassiva ? Come poteva l’altrui idea minarel’impianto della fede ?E’ forse vero che fin dalla sua nascita laChiesa di Pietro e degli Apostolinecessitava, di un solido impianto pergarantire a se stessa legittimità, econtinuità.Non per verità divina, ma per necessità diuomini.
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