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Morte: la grande avventura
diEditrice Nuova Era 
a cura di Adriano e Roberta Nardi 
Esonet
Digitally signed by EsonetDN: cn=Esonet, o=http://www.esonet.org, c=ITDate: 2001.11.25 00:58:49 +01'00'Reason: Document is certifiedLocation: Esonet
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Esonet – La Tradizione Iniziatica tra Oriente e Occidentehttp://www.esonet.org
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Sommario
MORTE: LA GRANDE AVVENTURA 1
 
A CURA DI
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Capitolo 1
«Ricorda, o discepolo, che entro le sfere conosciute null’altro esiste che la luce,reattiva alla PAROLA. Sappi che la luce scende e si concentra; che dal puntofocale prescelto illumina la sua sfera; sappi che la luce sale e abbandona alletenebre ciò che - nel tempo e nello spazio - ha rischiarato. Questo scendere e salireè chiamato vita, esistenza, morte dagli uomini; ma Noi, che camminiamo sulla Viailluminata, lo chiamiamo morte, esperienza, vita».
Il ciclo attuale è appunto la fine dell’era, e nei prossimi duecento anni la morte, comeè compresa ora, sarà abolita, e verrà stabilito il fatto dell’esistenza dell’anima.L’anima sarà conosciuta come un’entità, come l’impulso motivante e il centrospirituale sottostante ad ogni forma manifesta. Nei prossimi decenni alcune grandicredenze verranno convalidate. Opera del Cristo e Sua missione principale di duemilaanni or sono, fu di dimostrare le possibilità ed i poteri divini latenti in ogni uomo. La suaproclamazione che siamo tutti figli di Dio ed abbiamo un solo Padre universale, in futuronon sarà più considerata come una bella affermazione mistica e simbolica, ma come unadichiarazione scientifica. La fratellanza universale e l’immortalità essenziale sarannocomprovate come fatti di natura.Ci vuole coraggio per affrontare l’evento della morte e per formulare con precisionele proprie credenze su tale soggetto. La morte è il solo avvenimento che possiamo predirecon certezza assoluta, eppure è l’avvenimento a cui la maggior parte degli esseri umani sirifiuta categoricamente di pensare, fino a quando non debba affrontarlo personalmente. Lagente affronta la morte in molti modi; alcuni vi associano un sentimento diautocommiserazione, e sono talmente preoccupati da ciò che debbono lasciare, da ciò cheha fine con loro e dall’abbandono di tutto ciò che hanno ammassato nel corso della loroesistenza, che il vero significato dell’inevitabile futuro che li attende sfugge totalmente allaloro attenzione. Altri l’affrontano con coraggio, comportandosi nel migliore dei modi vistoche non vi è mezzo per sfuggirvi e la guardano in faccia con atteggiamento nobile, perchéaltro non possono fare. Il loro orgoglio li aiuta ad affrontare la circostanza. Altri ancorarifiutano categoricamente di considerarne la possibilità; essi ipnotizzano se stessi ponendola loro coscienza in uno stato di assoluto rifiuto del pensiero della morte, così che quandoessa sopraggiunge, li sorprende all’improvviso; essi sono senza aiuto e non possono farealtro se non morire. L’atteggiamento cristiano, di regola, si traduce più precisamente inun’accettazione della volontà di Dio, con la risoluzione di considerarla come il miglioredegli avvenimenti, anche se tale non appaia dal punto di vista dell’ambiente e dellecircostanze. Una fede solidamente ancorata in Dio e nei Suoi disegni relativi all’individuoporta i credenti a varcare trionfalmente le soglie della morte, ma se qualcuno dicesse che
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