Le eruzioni vulcaniche, i sollevamenti sismici, lo zampillare delle sorgenti termali, nonché le altremanifestazioni dell ' infuocata attività sismica degli abissi, durarono finanche dopo la fondazione diRoma, precisa mente durarono fino al tempo dei re.I vulcani del monte Pila avevano mantenuto al loro interno la loro espansione durante l'esistenzadella città di Alba( ndr Albalonga). Nella religione primitiva vi erano delle preghiere per scongiurare questi terribili e spaventosi fenomeni. Si è quindi arrivati a congetturare che la stessafondazione di Roma non sia stata semplicemente determinata dai padri Albani costretti a sfuggire iloro temibili vicini, i "vulcani". (Lanciani, Antica Roma)Dopo queste lente spinte della crosta terrestre e dopo queste frequenti scosse sismiche, seguì un periodo di inondazioni : esse vennero a modificare interamente la configurazione di questa regione.Le terre di sedimentazione, le sabbie ed i detriti piano piano formarono dei terrapieni chemodellavano le asperità e le disuguaglianze della crosta terrestre elevatasi dalle acque.Altri depositi di terra sedimentata, cadendo dalle cime montuose, ap-prestandosi a decomporre leerbe acquatiche, produssero ancora una volta altre trasformazioni nella composizione del suolo, adesso servendo per la conservazione della sua fertilità e la sua propensione a recepire ogni tipo dicoltura. Le sabbie dei fiumi e dei ruscelli, insi-nuandosi tra le ondulazioni del terreno, dovevanoancora colmare le parti più vicine alla costa, lasciando in ogni dove, sia di fianco che di dietro,alcuni bassifondi e causando la formazione di insalubri paludi molto vicine ai litorali ".L'apparizione dell'uomoStiamo arrivando alla narrazione della prima apparizione dell'uomo sul territorio laziale ed ilracconto inizia a prendere una certa forma storica, seppur velata da un mitico alone di mistero.Così si esprime ancora il nostro autore:" Si può ritenere che l'uomo abbia fatto la sua apparizione proprio in questo periodo, con ilcompletamento o il perfezionamento di molti di questi fenomeni e di queste perturbazioni da noi precedentemente descritte. Senz'altro l'uomo avrà certamente provato paura di fronte ai fenomeni dieruzione vulcanica, alle veramente spaventose scosse sismiche ed alle numerose inondazioni delleacque turbolenti, che precipitavano a valle dalle alte cime dei monti. Forse in quel tempo nonc'erano che delle tribù di nomadi che si accontentano di percorrere e di esplorare gradualmente leterre che così si erano formate, aspettando pazientemente che questo caos della natura si venisse a placare. Ma ciò che le primitive leggende fanno supporre molto spesso è l'esistenza di abitatoriveramente selvaggi, senza Dio e senza legge: tale fu il bandito Caco, uomo gigantesco, feroce eripugnante, cui diede morte il famoso Ercole dentro una spelonca del colle Palatino. Sono di poiinsorte delle controversie circa le diverse origini da attribuire alle migrazioni che ebbero per risultato la stabilizzazione delle prime tribù arrivate nel Lazio. Quanto al loro stato morale possiamofarcene un'idea considerando che la loro attività principale furono i sacrifici umani: questicostituivano per loro l'atto più solenne della propria vita sociale.Gli uomini più comunemente riconosciuti quali primi abitatori di que-sto territorio, sin dalla suaorigine, sono quelli che discesero dagli Ap-pennini del Nord per stabilirsi nella Sabina.Costoro ci misero del tempo, in seguito, ad incontrarsi con altri popoli che veniva no dal Sud, iSiculi, che vantavano un'origine comune a quella dei Greci. Alcuni autori denominano quei primiabitatori della Sabina e della preistoria romana con il semplice appellativo di "Etruschi".
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