L
a storia dell’Ospedale dellaPiccola Casa della DivinaProvvidenza, comincia il 17gennaio 1828, quando l’alloracanonico Giuseppe Cottolen-go, dà inizio all’assistenza degliammalati che accoglie nel“Deposito de’ poveri infermidel Corpus Domini” (
poi comu-nemente chiamato della Volta Rossa)
. Il deposito rimaneaperto sino al mese di settem-bre 1831, quando viene chiusodalle autorità cittadine, allar-mate a causa di una grave epi-demia scoppiata in città.L’attività assistenziale però nonsi ferma; riprende il 27 aprile1832,
in quella che è e continuaad essere, la Piccola Casa della Divina Provvidenza.
Dal 27 agosto 1833,con ricono-scimento giuridico civile me-diante Regio Decreto,
la Pic-cola Casa della Divina Prov-videnza, potrà annoverare l’atti-vità ospedaliera tra i suoi fini istituzionali legalmente ricono-
che ha determinato, e che deter-minerà il detto canonico Cot-tolengo al quale sarà lasciata le più ampia libertà, e non saràtenuto di rendere a chicchessiaconto del suo operato, persuasi come siamo che disporrà ogni cosa in modo conforme a procura-re all’Istituto i maggiori vantaggi possibili e durevole esistenzaall’opera di Carità che è frutto di sue cure
”
.
Nel 1835 il Calendario Gene-rale pè Regii Stati, registra edattesta la presenza nella PiccolaCasa di “infermerie” le quali
sciuti
. In forza del Regio De-creto, l’Amministrazione del-l’Ospedale, come di tutta laPiccola Casa, sarà costituita dauna Direzione Singolare rap-presentata dal canonico Cot-tolengo e successivamente daisuoi successori. Nel sovranoprovvedimento si legge infatti:
“
Approviamo, e vogliamo chericonosciuta sia l’esistenza legaledel mentovato pio Istituto, loaccogliamo sotto la Nostra specia-le protezione e prescriviamo chedebba continuare sempre ad esse-re governato secondo le norme
saranno comunemente deno-minate “Ospedale della PiccolaCasa” o più semplicemente“Ospedale Cottolengo”.
Apprendiamo che
“sei sono lesale destinate alla cura degli infermi”
e che tra gli ammalatisono da includere sia gli acutiche i cronici, in quanto all’epo-ca non era in vigore la specializ-zazione dei ricoveri ospedalieri.
“
L’ospedale è destinato allacura di uomini e donne, di fan-ciulli e fanciulle, ammalati per la massima parte di infermità,che non sono curate negli altri spedali
”
.Si sottolinea che
“
gli infermi vi sono ricevuti senza eccezione veruna, di qual-siasi paese, o di qualsiasi nazio-ne eglino sieno
”
.I posti letto sono 175 e
“nessu-no (era) mai lasciato vacante”
Ilcalendario poi non tralascia diporre in evidenza l’interessescientifico della
“clinica così interna come esterna”
, dal mo-mento che
“
nelle infermerie della Piccolacasa sono raccolti i rifiuti degli altri spedali
”
.Nella sala operatoria
“
quasi quotidianamente vi fanno operazioni chirurgichesvariatissime, amputazioni, li-trotisie, estirpazioni di scirri, di cancri, e mille altre che sarebbetroppo lungo annoverare…
”
.L’allora Direttore Sanitariodella Piccola casa, il dott. Lo-renzo Granetti, nel 1841 cilascia scritto, che non solo nonvi era mai posto vuoto, ma sene trovava
“
sempre un numero di volanti per gli ammalati cronici che ina-spettatamente giungono da pae-si lontani
”
.
dell’Ospedale Cottolengo come
ospedale di zona… Di fronteperò alle difficoltà che compor-tava una nuova classificazione,fu chiesta la revoca del provve-dimento, che viene accolta dalPresidente della RegionePiemonte in data 20/11/1972.Il 24 luglio 1976, la Piccolacasa richiede autorizzazioneall’apertura ed esercizio della
Casa di Cura Cottolengo.
Ladelibera della regione Pie-monte del 10 maggio 1977spiega così la richiesta:
“
Detta domanda di autorizza-zione scaturisce dalla necessitàdi regolarizzare una situazionedi fatto esistente, circa il funzio-namento di detta Casa di Cura privata, senza che agli atti risul-ti tuttora, se a suo tempo emes-sa, l’originario provvedimentoautorizzativo
”
.Il 22 maggio 1981, con D.P.R.viene riconosciuta la naturagiuridica privata della PiccolaCasa.Arriviamo così sino ai nostrigiorni, al 16 maggio 2006,quando tre anni dopo la pre-Inoltre il malato
“
ricevuto che egli è, se nonritorna al suo pristino stato di salute, e non possa procacciarsi colle sue fatiche il vitto giorna-liero non viene licenziato, e sevive finché la Provvidenza nonlo chiama a sé. Similmente, nonne viene accomiatato ancorché la malattia prendesse caratteri da poter essere accettato in altri ospedali
”
.Nel 1939 l’ospedale della Pic-cola casa in virtù della leggeospedaliera del 1938 ottiene diessere classificato ospedale diterza categoria. Così si leggenel Decreto del Prefetto 20 giu-gno 1939:
“
Ritenuto che l’Ospedale Cot-tolengo di Torino ha una media giornaliera di 130 degenze… ecorrisponde, in massima ai re-quisiti dell’Art, 6 delle norme di cui al R.D. per gli ospedali di terza categoria…
”
.Il 27 maggio 1969 si prospettacome soluzione più confacentealla Piccola Casa quella dioptare per la classificazione
N o t i z i e
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I n c o n t r i
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O
spedale
C
ottolengo
O
spedale
C
ottolengo
Sono trascorsi ormai molti anni dalla suanascita; soffermiamoci un momento sul no-stro Ospedale e riper-corriamone insieme lastoria, con la gioia di rispolverare la nostramai appannata memo-ria, nel ricordo dellesue origini,per riaffer-marne lo spirito e il motivo del suo essere.
L’ospedale della Piccola Casadella Divina Provvidenza
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