atti a crescere nella conoscenza di sé, a strutturare lo schema corporeo nellospazio e nel tempo o semplicemente a migliorare la fiducia in se stessi e nelprossimo);- Suor Olga come supervisore generale dell’intero progetto e dell’andamento deisingoli laboratori; oltre a un gruppo di volontari che, di volta in volta, aiutava laddovese ne incontrava la necessità.I pomeriggi venivano spesi in riunioni delle equipe di lavoro per valutare l’andamento deipercorsi intrapresi e - proprio per la presenza straordinaria mia e di Laura - erano anchestati organizzati due corsi per adulti (lingua italiana e disegno).
Conoscenza degli approcci teorico-metodologici e delle scelte organizzativedel servizio educativo
La mattina di lavoro era così strutturata: ogni ora era di effettivi cinquantacinque minuti, trala seconda e la terza ora era prevista una pausa per la merenda in cui i bambini potevanosbizzarrirsi nel gioco libero (e socializzare fra le diverse età).Ogni gruppo era chiamato a svolgere tutte e tre le attività proposte: danza, teatro, el’attività con me e Laura in cui si alternavano differenti “degustaciones”: con questotermine veniva settimanalmente programmata la nostra attività di cui erano posti aconoscenza i bambini e, attraverso un’apposita bacheca, le mamme.Ogni differente “degustacion” (fotografie da 7 a 15) poteva essere:- una lezione di manualità con costruzione di oggetti da portare poi a casa;- attività di teatro (espressione mimica e corporea, fiducia in sé e negli altri);- attività ludico-motoria;- lettura di racconti (in particolare su sogni e paure) riflessioni e disegno.Ogni degustacion voleva essere un mezzo – incentrato principalmente sul gioco creativo –per raggiungere obiettivi di miglioramento nelle più differenti capacità:Relazionali: con se stessi e il proprio corpo (Mondo interno) - come utilizzarlo nello spazio(sopra-sotto, destra-sinistra), nel tempo (prima-dopo, azione-pausa-riflessione) - e inrelazione con gli altri e con il Mondo esterno.Cognitive: attenzione e memoria, funzioni necessarie durante le lezioni di manualidad o lalettura e la drammatizzazione dei racconti scelti per indagare, conoscere e meglioaffrontare le paure più frequenti, ma anche memoria motoria durante differenti giochi diabilità incentrati sulla ripetizione di gesti via via più complessi (come ad esempio nelclassico gioco degli specchi).Motorie: capacità di equilibrio, di contrazione e rilassamento muscolare, di coordinazionemotoria; capacità queste in cui si è lavorato attraverso vere e proprie lezioni di educazionefisica: riscaldamento con diversi tipi di andature ed esercizi, stretching, una parte centraleludica, seguita nuovamente da stretching e defaticamento muscolare.
Riflessioni sull’esperienza di volontariato
Un’esperienza di volontariato come questa – lontano dal proprio Paese, e in una realtàcosì differente dalla nostra “Occidentale” – è stata, come immaginavo prima di partire - eancor più col senno di poi - quanto di più arricchente potessi scegliere. E se è vero cheavendo lavorato tre mesi in un ospizio in quel Paese l’anno passato, un minimo giàconoscevo l’Ecuador, è pur vero che erano quindici anni che non lavoravo con i bambini (equi devo anzitutto ringraziare per l’aiuto e per la costante vicinanza Laura, la splendidacompagna che mi ha seguito in questa avventura).
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