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Fondato nel 1948 Anno 64°
n. 1-gennaio 20
12
Sped. in abb. postalecomma 20, lett. C, Art. 2 - Legge 662/96Taxe perçue -Tariffariscossa To C.M.P.
UN POETA DEL PRESEPE
LETTERA A UNAPRINCIPESSA
L’AFRICADAI COLORI FORTI
L’EUTANASIA E LA VITAVISTA DAL COTTOLENGO
CREDO
CREDO nel
Sole
anche quando non splendeCREDO nell’
Amore
anche quando rallenta la presa e viene a mancareCREDO nella
Verità
anche quando è stravolta e traditaCREDO nella
Vita
anche quando forte è il vento di morteCREDO nell’
Uomo
anche quando è chiuso nel suo egoismoCREDO nell’
Amicizia
anche quando viene meno ed è rifiutataCREDO nel valore della
Sofferenza
anche quando non c’è speranzaCREDO nella
Luce
anche quando Cristo stesso è avvolto nelle tenebreCREDO in
Dio
Anche quando tace
 Don Domenico
UN POETA DEL PRESEPE
LETTERA A UNAPRINCIPESSA
L’AFRICADAI COLORI FORTI
L’EUTANASIA E LA VITAVISTA DAL COTTOLENGO
 
Periodico della FamigliaCottolenghina e degli ex Allievi e Amici della Piccola Casa
n. 1 gennaio 2012
Periodico quadrimestraleSped. in abb. postaleComma 20 lett. C art. 2Legge 662/96
Reg.Trib.Torino n.2202del 19/11/71
Indirizzo: Via Cottolengo 1410152 Torino - Tel. 011 52.25.111C.C. post. N. 19331107Direzione IncontriCottolengo Torino
 Direttore Onorario
Don Carlo Carlevaris
 Direttore responsabile
Don Roberto Provera
 Amministrazione
Avv. Dante Notaristefano
 Segreteria di redazione
redazioneincontri@hotmail.it
redazione
Salvatore AcquasMario Carissoni
collaboratori 
Mauro CarossoFr. Beppe Gaido
Progetto grafico
Valter Oglino
 Stampa
Tipografia GravineseCorso Vigevano 46 - TorinoTel. 011 28.07.88
Il punto
S
OMMARIO
3
Il punto
Don Roberto Provera 
4-5
Un poeta del presepe in mezzo a noi
Redazione 
6-7
Natale 1943
Mario Carissoni 
8-9
Due angeli viaggiatori
Rosanna Faggiani 
10-11
Lettera a una principessa
Papà Antonio 
12-13
Maratona padre e figlio disabile
Redazione 
14-15
Don Spirito Bonaventura Comba
Le suore del Monastero Il Carmelo di Cavoretto 
16-17
La fede che spinge a rischiare
Piero Coda 
18-19
Noi, immerse nell’inutilità della croce
Suor Chiara Letizia - Gerusalemme 
20-21
Quando lo Spirito Santo interviene
Piero Coda 
22-23
«Gli europei hanno persoil senso della vita»
Beppe Del Colle 
24-25
In bilico tra Spiritualità e Realtà
Daniele Delcarmine 
26-27
L’Africa dai colori forti
Fr Beppe Gaido 
28-29
Ritorno in India
Giuseppe e Ornella 
30-31
Briciole di carità
Redazione 
32
Credo
Don Domenico 
INCONTRIè consultabile suhttp://chaariahospital.blogspot.com/Questa rivista è ad uso interno della Piccola Casa Cottolengo
I
l Prof. Mario Monti ha varato il decreto “SalvaItalia”, che speriamo trovi larga adesione fra leforze politiche, senza cedere a utopistiche edegoistiche derive separatiste. “Senza questo pac-chetto l’Italia crolla” ha denunciato il Professore,che ha continuato: “Lo sforzo che chiediamo alpaese non è solo grande, ma urgentissimo. Ma que-sto sforzo non sarà sufficiente se ciascun cittadinonon contribuirà personalmente”. Parole sagge que-ste, che certamente debbono indurre a riflettereciascuno di noi, sollecitandoci a un corretto eresponsabile comportamento civile.
Ma anche tutto questo non sarà sufficiente
per tra-ghettare l’Italia oltre la crisi. Occorre anche esoprattutto altro. La parola “
crisi
” significa etimo-logicamente distinzionee poi decisione. Ciò cheè veramente indispen-sabile è il riconoscimen-to e quindi il persegui-mento dei
veri valori
,quelli che assicuranoall’individuo e allasocietà un fondamentostabile. Le difficoltàeconomiche in cui oggiversa il mondo occiden-tale non si risolverannosolo con misure eque eallo stesso tempo corag-giose, pur necessarie,ma solo se, in un climadi rinnovata solidarietàindispensabile in que-sto nostro mondo glo-balizzato gli individuie le nazioni saprannotrovare regole giuste econdivise, che mirinoveramente al
bene co-mune
.Tutto questo può essereragionevolmente accet-tato, ma noi, poveri cristi alle prese con le millepreoccupazioni della vita quotidiana, che possiamofare nell’immediato? Papa Benedetto XVI primadella recita dell’Angelus domenica 4 dicembre,additando la figura di Giovanni Battista, che vesti-va peli di cammello e mangiava cavallette addolci-te (!) da miele selvatico, ha auspicato che tutti cri-stiani adottino uno stile di vita
sobrio
, specialmen-te in preparazione alla festa del Natale, in cui ilSignore “da ricco che era, si è fatto povero pervoi”, come scrive Paolo nella II lettera ai Corinzi8,9. Non vi sembra un buon suggerimento?Oltre a tutto ciò, tuttavia, come figlie e figli dellaPiccola Casa della Divina Provvidenza, abbiamoancora un’importante missione da compiere: testi-moniare la
speranza
. SeDio è un Padre, che co-nosce e ama ciascunodei suoi figli, potrà maiabbandonarli? Potràdimenticarsi di loro? Enella sua onnipotenzapotrà permettere chesopravvenga loro qual-che male? La vicendaterrena di Gesù, iniziatacon il Natale e conclusacon la risurrezione,attesta indiscutibilmen-te che il bene è più fortedel male, destinato per-ciò a scomparire.Questa sicura speranzaunita a un profondosenso di responsabilitàci accompagni sempre.Care Amiche e cariAmici, BUON NATA-LE e BUON ANNONUOVO a ciascuno divoi.
don Roberto Provera
Carissime Amiche e carissimi Amici, 
 
Stava allestendo il presepe dellagrandezza di circa 120 metriquadri che verrà poi collocatonel salone della suaParrocchia, San Vin-cenzo de Paoli inTorino, per la gioiadei grandi e piccoliinnamorati di questabella e mai dimentica-ta tradizione del pre-sepe.Abramo, professo-re in pensione, cheforse perché nato il 23dicembre ha da subitoassorbito e sentito ilfascino di questi gior-Tutto miniaturizzato, ma perfet-tamente proporzionato, ridottoin scala con le dimensioni reali.ni natalizi è da sempre uncostruttore di presepi con lapassione della creatività nel suodna.Non una passione periodicalegata alle cadenze del calenda-rio, ma costantemente presente,in luoghi o situazioni che inqualche maniera possono pro-porre, offrire occasione perimmagini da memorizzare omateriale da trasformare, pa-zientemente, come fossero crea-ture vere, infigure di rarabellezza.Abramoama il signifi-cato del Pre-sepe e ricordacon nostalgia itempi di quan-do nella suanatia Calabria,ricca di fede etradizioni,
il  presepio era il  protagonistadel Natale, si 
movimenti e momenti che siavvicendano sul ciclo della gior-nata rispondendo diligentemen-te ad un cervello elettronico.Ma le statuine sono creaturesue e lui
le fa nascere e le curacon l’amore di una mamma
.Abramo è, da parecchi anniormai, un volontario in piantastabile nella famiglia Sant’An-tonio, famiglia maschile di inva-lidi, giornalmente necessitati delsuo estro per rattoppare i picco-li e grandi bisogni della giorna-ta, momenti nei quali la sua pre-senza passa dalla materia a esse-ri vivi e lo fa con la stessa animache materializza nei suoi presepi(una sua statuetta è nel presepeinternazionale dell’UNESCO aBetlemme), sia quello della par-rocchia, o quello della famigliaSant’Antonio o del Tribunale odelle carceri.In ogni momento e nelle sueopere traspare e si manifestauna mamma lontana, che hacresciuti i suoi figli attorno al-l’altare, nella fede e con le virtùnobili di chi si sporca le maniper vivere.
 Mauro Carissoni aspettava insieme la mezzanottee il più piccolo della famigliadisponeva Gesù nella Man- giatoia
. “
Era un modo per unirela famiglia, ma anche per ricorda-re chi era lontano
”. Il papà eraemigrato in Argentina ed è toc-cato a lui sin da piccolo aiutarela mamma a fare il presepe e dalì sposta un pastore prima, unapecorella poi, è scoppiata la pas-sione.Quello allestito in parroc-chia, nel tempo si è adeguato aiprogressi dellameccanizza-zione e ormai,fatta salva laSacra Famigliaè tutto unmovimento dipersonaggi, ilfabbro chebatte il ferro,la massaia chestende i panni,le pecore chebrucano l’er-ba, e tanti altri
P e r s o n a g g i
4
I n c o n t r i
5
Mentre scorrevo distratta-mente l’ultimo numero di unmensile, improvvisamente sonostato richiamato dall’im-magine di un volto cono-sciuto; una figura che èmolto popolare qui danoi, particolarmente nel-la famiglia Sant’Antonioe dal nome importante,Abramo.La fotografia lo ritraeintento a sistemare unapecorella nell’aia davantila porta di una vecchiacasa di campagna (mi èstato detto poi), la casanatale di Don Bosco.
Un poetadel presepein mezzo a noi
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