Infatti. Il 22 Febbraio 2005 la Giunta Regionale approvò il cosiddetto
Piano regionale triennale ditutela e risanamento ambientale 2005/2007,
che prevedeva
un consistente programma di spesa (27milioni di euro) per interventi nell’intera regione. Era prevista in particolare, nell’intera regione,l’installazione di 88 centraline fisse di rilevamento della qualità dell’aria, per una spesa complessi-va di 2milioni 200mila euro, dei quali 1milione 540mila coperti dalla Regione a favore dei Comuni per
“affidamento diretto in seguito a presentazione di progetto”
. Nel solo territorio di Vasto e diSan Salvo le centraline previste erano 6 (4 a Vasto, 2 a S. Salvo), per una spesa complessiva di150.000 euro, dei quali 105.000 di finanziamento regionale
.
Ma il
Piano
approvato in Giunta nonriuscì a passare in Consiglio Regionale prima dello scioglimento per le elezioni dell’Aprile 2005.Il nuovo assessore, Caramanico
(DS)
, con una nota del 19 Settembre 2005 che rendemmo subito pubblica, si impegnò personalmente con la nostra associazione:
“Quanto alle centraline di monito-raggio dell'aria, promesse dal governo regionale di centro destra nella passata legislatura e maiinstallate”
, così scriveva,
“verificheremo la possibilità di attivarle al più presto”.
E’ passato più di un anno. Lo scorso 24 Ottobre il Consiglio Regionale ha approvato una nuova –edefinitiva- versione del
Piano regionale triennale di tutela e risanamento ambientale,
riferito questavolta agli anni
2006/2008.
In questa nuova versione, come nella precedente,
“si prevede di incrementare la rete di monitorag- gio esistente
[definita
“decisamente insufficiente”
]
nei Comuni considerati a rischio di inquina-mento atmosferico
[in Abruzzo sono 32
, NdR]
attraverso l’implementazione del sistema di moni-toraggio fisso”.
Adesso però la spesa prevista è quasi raddoppiata, e ammonta a 2milioni 850milaeuro, interamente coperti dalla Regione.Fin qui tutto bene. Sembrerebbe un importante passo in avanti. Sembrerebbe –vogliamo sperarlo- sistiano finalmente ponendo le premesse per superare una storica situazione di arretratezza propriadella zona del vastese, e dell’intera regione
Non sono chiare però le
modalità di attuazione del
Piano
. In difformitàda quanto stabilito dalla legislazione regionale in materia
, che ne prevedel’attuazione
mediante un finanziamento ai Comuni, e del
Piano
del Febbraio2005, che seguiva lo stesso percorso, si sceglie ora la strada dell’affidamentodiretto ad altri enti, e precisamente:
-
all'
ARTA
per l’
implementazione del sistema di monitoraggio della qualitàdell'aria
(2milioni 500mila euro);
-
alla società
Parco Scientifico e Tecnologico d'Abruzzo
per un
progetto pilota di monitoraggio dinamico della qualità dell'aria
(350mila euro)
.
10
Alba Adriatica, Atessa, Atri, Avezzano, Casalbordino, Celano, Chieti, Città S. Angelo, Fossacesia, Francavilla alMare, Giulianova, Lanciano, L’Aquila, Martinsicuro, Montesilvano, Ortona, Penne, Pescara, Pineto, Rivisondoli, Roc-caraso, Rocca San Giovanni, Roseto, San Salvo, San Vito, Silvi, Spoltore, Sulmona, Teramo, Torino di Sangro, Tortore-to, Vasto. L’elenco è stato stabilito dal DGR 30 Novembre 2001 (integrato dal DGR 13 Maggio 2002 n. 253).
11
Secondo dati ISTAT (aggiornati al 2002) la dotazione di stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria in Abruzzo èdi 0,7 stazioni per 100.000 abitanti, contro una media di 0,8 nel Mezzogiorno e di 1,6 nell’intera Italia.
12
L.R. 26.04.2004, n. 15, Art. 225
(Piano regionale di tutela e risanamento ambientale),
comma 5:
“Il Piano è attuato:
a) mediante concessione agli enti locali di contributi in conto capitale fino al settanta per cento delle spese ammissibili per la realizzazione di impianti ed opere; b) mediante bandi, di norma regionali, per la concessione a soggetti pubblicie privati di contributi per la realizzazione di impianti ed opere collegati alle finalità del programma e per l'introduzionedi sistemi finalizzati al miglioramento della qualità ambientale.”
L’articolo è espressamente richiamato nella
Delibera
di approvazione del Consiglio Regionale.
13
Era, sino allo scorso Novembre, un Consorzio misto pubblico-privato. Oggi –dopo l’uscita dal CdA della Regione e dialtri enti pubblici- è a tutti gli effetti una società privata.
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