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ASSOCIAZIONE CIVICA
 PORTA NUOVA
 – VASTO
COMUNICATO STAMPA Dicembre ’06 Gennaio ‘07
Quello che segue è il primo di 4 comunicati su 5 diversi argomenti che la nostra associazione, nel-l’ambito di un confronto speriamo costruttivo con l’attuale Amministrazione Comunale, intende in-dirizzare all’assessore all’Ecologia, all’Ambiente, alla Protezione Civile
 
del Comune di Vasto, LinaMarchesani.Gli altri comunicati seguiranno in un breve arco di tempo (e riguarderanno: la qualità dell’aria, laraccolta dei rifiuti, questioni di igiene relative a cani e piccioni). Con essi intendiamo, prima di tut-to, fare pubblicamente il punto su ciascuna delle questioni sollevate; e domandare, sempre pubblica-mente, una risposta. Per questo auspichiamo di poterci incontrare al più presto con l’assessore.
2.1. Rischio industriale.
 Lo
 stabilimento e deposito di oli minerali
della
 Fox Petroli S.p.A.
, attivo a Punta Penna già dal1996, è il maggiore in Italia nel suo settore (produzione di biodiesel), e tra i primi 5 in Europa
1
. E’classificato come uno stabilimento
a rischio
 
di incidente rilevante
.In base alle direttive Seveso I, II e III emanate nell’arco di poco più di un ventennio
2
dalla Comuni-tà Europea, si
 
definiscono
“stabilimenti a rischio di incidente rilevante
quelle industrie o depositiche, sia per tipo e quantitativo di sostanze pericolose utilizzate, sia per processi produttivi impiegati, possono causare “
un evento quale un'emissione, un incendio o un'esplosione di grande entità”
[…]
“che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana e/o per l'ambiente,all'interno o all'esterno dello stabilimento, e in cui intervengano una o più sostanze pericolose
3
”.
All’Ottore 2006 gli impianti siffatti sono in Italia 1089; in Abruzzo 25
4
.In considerazione del loro potenziale pericolo la legge dispone, a carico della proprietà e delle Pub- bliche Amministrazioni, l’obbligo di adottare una serie di misure e provvedimenti di natura preven-tiva. Di essi ci siamo occupati a fondo, ma invano, in un precedente comunicato (del 24 Settembre2005; reperibile, come gli altri, sul nostro sito). Qui vorremmo tornare in particolare sulla questionedell’informazione alla popolazione.Di questi stabilimenti, spesso, si sa poco. Di fatto, nel nostro caso, pochi sanno di vivere a strettocontatto con una realtà potenzialmente pericolosa; e nessuno sa di preciso in che cosa il pericoloconsista obiettivamente, e quali comportamenti adottare in caso di incidente. Questo, purtroppo, puònon essere privo di conseguenze: già nel caso di Seveso i danni più gravi alle popolazioni si ebbero perché mancò qualsiasi tipo di informazione sul comportamento da tenere, nonché un efficace pianodi evacuazione.Crediamo sia opportuno che l’attuale Amministrazione –e segnatamente l’assessore Marchesani-consideri attentamente la questione a cominciare da questo aspetto, previsto peraltro dall’art. 22(commi 4, 5, 6) del decreto legislativo 334 del 17 Agosto 1999. Questo impone al Comune:
1.
La realizzazione e la diffusione alla popolazione della
Scheda di informazione sui rischi di inci-dente rilevante
 
(il cosiddetto
 Allegato V 
)
 
relativa all’impianto. Art. 22, comma 4:
” Il comune
1
Fonte: Unione Petrolifera,
 Relaziona annuale 2006 
, pag. 65.
2
1982/501/CE (Seveso I); 1996/82/CE (Seveso II); 2003/105/CE (Seveso III).
3
1996/82/CE art. 3, comma 5.
4
L’elenco completo di questi ultimi in Allegato 1.
 
ove è localizzato lo stabilimento soggetto a notifica porta
tempestivamente
5
 
a conoscenza della popolazione le informazioni fornite dal gestore
[…]
di cui all'allegato V”
.2.
La redazione e la diffusione alla popolazione dell
e informazioni sulle misure di sicurezza daadottare e sulle norme di comportamento da osservare in caso di incidente
. Art. 22, comma 6:
“Le informazioni sulle misure di sicurezza da adottare e sulle norme di comportamento da os- servare in caso di incidente sono comunque fornite dal comune alle persone che possono esserecoinvolte in caso di incidente rilevante. Tali informazioni sono riesaminate ogni tre anni e, sedel caso, ridiffuse e aggiornate. Esse devono essere permanentemente a disposizione del pub-blico. L'intervallo massimo di ridiffusione delle informazioni alla popolazione non può, in nes- sun caso, essere superiore a cinque anni
A Vasto, a sette anni dall’emanazione del decreto, nessuna di queste misure risulta sia mai stataadottata
6
.Ciò è segno –quantomeno- di una palese, e grave, sottovalutazione del problema.La
direttiva Seveso
dalle nostre parti non è evidentemente ancora arrivata. Auguriamoci solo che lecircostanze non costringano i nostri amministratori ad accorgersene quando sarà ormai troppo tardi, perché –lo dimostra la cronaca anche recente-
con il rischio industriale non si scherza.2.2. Qualità dell’aria.
Qual è la qualità dell’aria a Vasto? Le rilevazioni più recenti, ad opera del mezzo mobile dell’AR-TA, risalgono ormai –per Vasto Centro- al Gennaio 2004; per Vasto Punta Penna al Dicembre 2005.Delle prime, visto che l’allora sindaco li teneva chiusi nel cassetto, noi stessi abbiamo reso pubblicii dati. E non erano affatto dati rassicuranti, in particolare per la presenza di Toluene e IPA in dosi da periferia industriale del terzo mondo
7
.Quanto a Punta Penna: anche in questo caso gli ultimi dati rilevati non sono stati resi pubblici. Que-sta volta, però, non sarebbero di per sé preoccupanti, se non si leggesse la relazione che li accompa-gna... Perché, se la si legge, si trova scritto, in premessa, che
“è doveroso rilevare che il laboratoriomobile in dotazione a questo Dipartimento, ed utilizzato per questa campagna di monitoraggio am-bientale, non è idoneo per caratterizzare eventuali apporti esterni di qualsivoglia tipo di inquinan-te”
8
. La qual cosa, per la fonte da cui proviene (l’ARTA stessa), non è priva di un certo effetto.Sul laboratorio mobile dell’ARTA delle riserve le aveva del resto già espresse, nel Gennaio 2005,l’allora assessore regionale all’Ambiente, Desiati
(AN)
:
“le centraline mobili non possono garanti-re l'oggettiva lettura media della situazione”
9
.
“Per questa ragione”,
 proseguiva Desiati
 , “anche sulla base dei nuovi orientamenti espressi dal-l'Agenzia ambientale nazionale, anche l'Arta provvederà a dotarsi di centraline fisse, secondo pro- grammi già varati, le quali avranno ubicazione anche a Vasto”.
5
Grassetto nostro
6
Di più: l’
allegato V,
da noi formalmente richiesto al Comune in data 13.1.’06, non ci è mai stato consegnato. In Comu-ne, a quel che sembra, non c’è.
7
 
“Vasto come Bombay”
titolò
 Il Tempo
. Per i particolari su queste sostanze, e in generale sui dati dei rilevamenti a Va-sto, si veda –sul nostro sito- il comunicato del 26 Gennaio 2005.
8
 
“… perché la strumentazione analitica in dotazione è dedicata prevalentemente al controllo della presenza in atmo- sfera di inquinanti emessi da insediamenti civili
[?]
 , ma soprattutto da traffico autoveicolare.”
(pag. 12). E, in conclu-sione:
“C’è da evidenziare che, a volte,
 
durante i controlli periodici effettuati sul posto dai sottoscritti tecnici per verifi-care la corretta funzionalità della strumentazione, si è chiaramente percepito odore di tipo ammoniacale insieme ad al-tri non facilmente distinguibili. In seguito si è tornati più volte con un analizzatore portatile per aria ambiente per fareuno screening sia pure qualitativo e ricercare quale composto o composti determinavano tale effetto. Purtroppo duran-te questi ultimi sopralluoghi il fenomeno non si è ripetuto e di conseguenza, con la strumentazionew a disposizione, non si è riusciti ad individuare la presenza di ulteriori inquinanti”
(pag. 16)
.
9
AGI,
2005-01-27 
.
 
Infatti. Il 22 Febbraio 2005 la Giunta Regionale approvò il cosiddetto
 Piano regionale triennale ditutela e risanamento ambientale 2005/2007,
che prevedeva
 
un consistente programma di spesa (27milioni di euro) per interventi nell’intera regione. Era prevista in particolare, nell’intera regione,l’installazione di 88 centraline fisse di rilevamento della qualità dell’aria, per una spesa complessi-va di 2milioni 200mila euro, dei quali 1milione 540mila coperti dalla Regione a favore dei Comuni per 
“affidamento diretto in seguito a presentazione di progetto”
. Nel solo territorio di Vasto e diSan Salvo le centraline previste erano 6 (4 a Vasto, 2 a S. Salvo), per una spesa complessiva di150.000 euro, dei quali 105.000 di finanziamento regionale
.
Ma il
 Piano
approvato in Giunta nonriuscì a passare in Consiglio Regionale prima dello scioglimento per le elezioni dell’Aprile 2005.Il nuovo assessore, Caramanico
(DS)
, con una nota del 19 Settembre 2005 che rendemmo subito pubblica, si impegnò personalmente con la nostra associazione:
“Quanto alle centraline di monito-raggio dell'aria, promesse dal governo regionale di centro destra nella passata legislatura e maiinstallate”
, così scriveva,
“verificheremo la possibilità di attivarle al più presto”.
E’ passato più di un anno. Lo scorso 24 Ottobre il Consiglio Regionale ha approvato una nuova –edefinitiva- versione del
 Piano regionale triennale di tutela e risanamento ambientale,
riferito questavolta agli anni
2006/2008.
In questa nuova versione, come nella precedente,
“si prevede di incrementare la rete di monitorag- gio esistente
[definita
“decisamente insufficiente”
]
nei Comuni considerati a rischio di inquina-mento atmosferico
[in Abruzzo sono 32
, NdR]
attraverso l’implementazione del sistema di moni-toraggio fisso”.
Adesso però la spesa prevista è quasi raddoppiata, e ammonta a 2milioni 850milaeuro, interamente coperti dalla Regione.Fin qui tutto bene. Sembrerebbe un importante passo in avanti. Sembrerebbe –vogliamo sperarlo- sistiano finalmente ponendo le premesse per superare una storica situazione di arretratezza propriadella zona del vastese, e dell’intera regione
. 
Non sono chiare però le
 
modalità di attuazione del
Piano
. In difformitàda quanto stabilito dalla legislazione regionale in materia
, che ne prevedel’attuazione
 
mediante un finanziamento ai Comuni, e del
Piano
del Febbraio2005, che seguiva lo stesso percorso, si sceglie ora la strada dell’affidamentodiretto ad altri enti, e precisamente:
-
all'
 ARTA
per l’
implementazione del sistema di monitoraggio della qualitàdell'aria
(2milioni 500mila euro);
-
alla socie
Parco Scientifico e Tecnologico d'Abruzzo
per un
 progetto pilota di monitoraggio dinamico della qualità dell'aria
(350mila euro)
.
10
Alba Adriatica, Atessa, Atri, Avezzano, Casalbordino, Celano, Chieti, Città S. Angelo, Fossacesia, Francavilla alMare, Giulianova, Lanciano, L’Aquila, Martinsicuro, Montesilvano, Ortona, Penne, Pescara, Pineto, Rivisondoli, Roc-caraso, Rocca San Giovanni, Roseto, San Salvo, San Vito, Silvi, Spoltore, Sulmona, Teramo, Torino di Sangro, Tortore-to, Vasto. L’elenco è stato stabilito dal DGR 30 Novembre 2001 (integrato dal DGR 13 Maggio 2002 n. 253).
11
Secondo dati ISTAT (aggiornati al 2002) la dotazione di stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria in Abruzzo èdi 0,7 stazioni per 100.000 abitanti, contro una media di 0,8 nel Mezzogiorno e di 1,6 nell’intera Italia.
12
L.R. 26.04.2004, n. 15, Art. 225
(Piano regionale di tutela e risanamento ambientale),
comma 5:
“Il Piano è attuato:
 
a) mediante concessione agli enti locali di contributi in conto capitale fino al settanta per cento delle spese ammissibili per la realizzazione di impianti ed opere; b) mediante bandi, di norma regionali, per la concessione a soggetti pubblicie privati di contributi per la realizzazione di impianti ed opere collegati alle finalità del programma e per l'introduzionedi sistemi finalizzati al miglioramento della qualità ambientale.”
L’articolo è espressamente richiamato nella
 Delibera
di approvazione del Consiglio Regionale.
13
Era, sino allo scorso Novembre, un Consorzio misto pubblico-privato. Oggi –dopo l’uscita dal CdA della Regione e dialtri enti pubblici- è a tutti gli effetti una società privata.
of 00

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