ASSOCIAZIONE CIVICA
PORTA NUOVA
– VASTO
COMUNICATO STAMPA 5 Ottobre ’05
PUNTA PENNA: UNA QUESTIONE AMBIENTALE.
(seguito)
3. Un episodio accaduto al porto.
E’ di ieri 4 Ottobre un articolo di stampa secondo il quale l'iter procedurale per l'autorizzazione ailavori di dragaggio del porto di Punta Penna
“è stato arrestato dalla sopraggiunta richiesta da parte del Ministero dell'Ambiente di un approfondimento delle analisi sui fanghi risultanza del dragaggio”
. “La decisione del Ministero”,
prosegue l’articolo, “
è stata determinata anche dalla presenza in zona della riserva di Punta Aderci
[…]
inevitabili i mugugni di imprenditori e operatori portuali”.
Questo episodio, che non ha alcun rapporto diretto con quello che stiamo per narrare,consente nondimeno, insieme ad esso, di apprezzare appieno la necessità e persino l’opportunitàeconomica, nel lungo periodo, di un puntuale rispetto delle leggi anche in materia ambientale.
3.1. Un incidente.
Talvolta un singolo episodio getta luce su un intero contesto. Lo scorsoDicembre la stampa locale riportò la notizia di un militare della Guardia di Finanza, in servizio al porto di Punta Penna, rimasto intossicato per avere
“inalato soda e fosfato d’ammonio nel corso dialcune operazioni di scarico dei minerali dai mercantili
.” “In seguito all’episodio”,
proseguiva ilgiornale,
“l’ARTA ha effettuato un sopralluogo per verificare la compatibilità delle operazioni di scarico di sostanze minerali con la salute delle persone.”
Ci si sarebbe aspettato un seguito… Invece sui giornali la cosa finì lì e nessuno ne parlò più. Siamoin grado di ricostruire parzialmente ciò che accadde.
3.2. Le prescrizioni dell’ARTA.
Dopo quell’episodio l’
ARTA
–dipartimento sub-provinciale diS.Salvo-Vasto- inviò alle autorità competenti
ben due relazioni, datate l’una 21.12.04 e l’altra10.02.2005. In esse, in sintesi, venivano avanzate le seguenti osservazioni:
1)
“
I sopralluoghi, interessanti tipologie diverse di scarico e carico merci, hanno non solorilevato
l’abbondante produzione
di polveri, ma anche la non idoneità attuale dei dispositivi posti in essere per il loro contenimento
”
.
“E’ evidente che quanto sopracomporta il trasporto delle polveri anche in aree adiacenti non interessate dai lavori, iviincluso il bacino portuale”.
2)
Le polveri risultano composte (ma la “
disamina non
[è]
esaustiva
”)
da alcune sostanze non pericolose
; e da una, il
Carbonato di Sodio
“incluso tra le
sostanze pericolose
,
classificatocome categoria di pericolo «Irritante» (Xi) e, in particolare, «Irritante per gli occhi»
1
“
Fanghi sospetti a Punta Penna stop alle operazioni di dragaggio”: Il Messaggero, 4.10.’05.
2
“Porto, finanziere intossicato”
, in:
Il Messaggero
, 17.12.’04.
3
Il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vasto, l’Ufficio Sanità Marittima di Pescara, il Dipartimento diPrevenzione –Servizio IESP e Servizio PSAL- della AUSL Lanciano-Vasto, il Comandante della Guardia di Finanza diVasto.
4
Il neretto è del testo. Il passo così prosegue:
“In particolare, i silos-tramogge risultano alquanto piccoli, rispetto allebenne e ai camion, sono da manutenzionare e non dispongono di adeguate paratie atte ad evitare gli spargimenti. Siconferma l’assoluta inidoneità attuale del sistema di deposito a terra (vasca in ferro) del materiale e contestualecarico.Infatti, sia durante il ribaltamento del cassone del camion che all'atto del prelievo della benna, si genera unvistoso rilascio di polveri. Parimenti copiose le emissioni prodotte durante la movimentazione della sansa. […] Inoltre, si è avuto modo di osservare che diversi mezzi provvedono al trasporto senza i necessari teli di protezione e che non sempre la ripulitura del piazzale è contestuale al carico-scarico”.
5
Solfato di Potassio, Fosfato di Calcio, Solfato di Ammonio, Superfosfato singolo granulare, Fosfato Monoammonico, Fosfato Diammonico, Fosfato Syriano, Cloruro di Potassio e argilla.
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