Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Look up keyword
Like this
2Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
Buddismo - Lo Stato Di Buddha

Buddismo - Lo Stato Di Buddha

Ratings: (0)|Views: 90 |Likes:
Published by Rusty Dorje

More info:

Published by: Rusty Dorje on Jul 22, 2012
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

01/13/2013

pdf

text

original

 
 
LO
 
STATO
 
DI
 
BUDDHA
O BUDDHITÀ
 
Il frutto o risultato che si ottiene seguendo la via indicata dai s¾tra e dai tantra è la“condizione di buddha” o buddhità. In altre parole, dopo aver percorso i 5 Sentierie raggiunto le 10 bh¾mi, ha luogo - come conseguenza - il risveglio dell’essenzadei ‘kõya’ di un buddha : kõya, in questo contesto, non indica il corpo fisico, ma unmodo (o aspetto) d’essere di un buddha, così come acqua, ghiaccio e vapore sonoaspetti o modalità di ciò che è noto come H
2
O.
1
 I kõya sono modelli esemplari e perfetti di comportamento, cioè norme chedovrebbero essere seguite da un individuo autentico, cioè che vive in modo vero e proprio la pienezza e la ricchezza del proprio essere nei tre processi fisico, verbale ementale, ossia a livello di- corpo (“l’esser nel mondo”)- parola (“il comunicare con gli altri”)- pensiero (“la nostra sfera intenzionale nell’affrontare e risolvere le variesituazioni della vita”).Così, il modello dell’agire autentico è detto ‘nirmõÐakõya’ (corpo prodotto ocreato, corpo di emanazione), quello del comunicare autentico è detto‘saËbhogakõya’ (corpo di godimento o di fruizione) e quello del pensare autenticoè detto ‘dharmakõya’ (corpo del Dharma o corpo di verità). E come i processidell’agire, del comunicare e del pensare dell’individuo non sono operazioni separatetra loro, così anche i 3 kõya suddetti costituiscono un’unità inscindibile (sono cioècoemergenti) detta ‘svabhõvakõya’ (corpo auto-esistente).Più viviamo in accordo con queste norme o modelli, migliore sarà il nostrorapporto con gli altri ; e più significative e soddisfacenti sono le nostre azioni etanto più verranno trasfigurati il grigiore e la banalità della nostra vita ordinaria ed ilcontorno puramente fisico dei nudi fatti
2
.I suddetti kõya vengono riuniti in gruppi di- due, quando da un lato si considera il dharmakõya e, dall’altro, si riuniscono ilsaËbhogakõya e il nirmõÐakõya sotto l’unico nome di ‘r¾pakõya’ (corpo dellaforma) ;- tre, quando si considerano su 3 piani diversi rispettivamente il dharmakõya, ilsaËbhogakõya e il nirmõÐakõya (di cui il vajrakõya è un aspetto) ;- quattro, quando ai suddetti 3 si aggiunge lo svabhõv[ik]akõya (che è dettoanche ‘sahajakõya’ e ‘mahõsukhakõya’).
1
Benchè da un punto di vista relativo si distinguano le 3 modalità apparenti che sono i 3 Kõya, la loroessenza è una. Sono 3 aspetti in una sola essenza, così come la luna nel cielo è simile al Dharmakõya, isuoi raggi sono simili al SaËbhogakõya e il suo riflesso in un lago è simile al NirmõÐakõya. La luna, iraggi e il riflesso - pur sembrando differenti - sono di una sola e medesima natura.
2
Dharmakõya, saËbhogakõya e nirmõÐakõya sono rispettivamente messi in relazione - oltre che con lamente, la parola e il corpo - anche con il sonno, il sogno e la veglia nonché con la morte, il bar-do e lavita.
 
 
1) IL DHARMAKAYA (chos-sku)
E’ la mente onnisciente di un buddha, libera da ogni difetto, che percepisce tutti ifenomeni simultaneamente nel duplice aspetto sia della verità relativa sia di quellaassoluta. E’ quindi lo stato mentale/conoscitivo/spirituale di un buddha : è il modoin cui l’uomo percepisce e conosce allorchè la sua mente è svestita da ogni prevenzione e pregiudizio, è una visione o prospettiva non pietrificata dai preconcetti, ma aperta ad infinite possibilità, una potenzialità pura nel senso che -una volta attualizzata - ci fa sperimentare intuitivamente le cose per quello che sonorealmente, prive di deformazioni intellettuali. Si tratta quindi dell’apertura totale edillimitata della mente, il fatto che essa è vuota di qualsiasi caratteristica che possadivenire un limite: è la vacuità della mente
3
.Ora, se non cadiamo nelle false opinioni che interrompono la relazione tra noi e ilmondo che ci circonda, avremo la capacità di affrontare e risolvere le variesituazioni della vita (ossia, trattare con esse) in modo autentico.Il Dharmakõya è senza localizzazione : la sua base è infatti il Dharmadhõtu (ilregno infinito che non è altro che la Vacuità), dal quale esso non è differente.Pertanto, il Dharmakõya è la buddhità nel suo stato informale (cioè, senza forma oaspetto, e quindi invisibile - contrariamente al R¾pakõya) e nel suo statoonnipresente e onnipervadente (essa infatti abbraccia e compenetra tutta la realtà,sia il saËsõra che il nirvõÐa, è il substrato di ogni fenomeno). Pertanto, è l’assolutoo punto iniziale anteriore ad ogni processo dicotomico, l’Uno, il Tutto, l’immutabile presupposto e ragione di ciò che muta e diviene, ossia l’unicità di base di tutti glielementi costituenti la realtà (materiale e spirituale), l’essenza della realtà, l’esserein sè di cui nessun predicato è possibile, l’Indefinito colmo di infinite possibilità,l’assoluta potenzialità anteriore ad ogni sdoppiamento ed emanazione, momentodell’unità ma anche della molteplicità dell’essere nella dialettica del divenire.
4
IlDharmakõya non si espande né produce nulla perché esso è già ogni cosa, èl’autentica realtà di ogni cosa in ogni suo possibile stato.Da quanto ora detto, il Dharmakõya può essere inteso- in senso impersonale, come il “così è” (tathatõ), la vacuità (æ¾nyatõ), la realtà(dharmatõ) o la ‘ natura di buddha’ (buddhasvabhõva) : si tratta dell’Assoluto privodi attributi ;- in senso personale, come l’õdibuddha (buddha primordiale) : l’Assoluto èindescrivibile perchè senza forma, ma può esser definito con l’aiuto di simboli e precisamente con la figura dell’õdibuddha (Vajrasattva, Vajradhara oSamantabhadra, a seconda delle diverse Scuole).
3
‘Dharmakõya’ è l’abbreviazione di ‘jñõnadharmakõya’ (ye-æes chos-sku) = ‘corpo di verità e disaggezza’, che indica il modo cognitivo di colui che è privo di ogni pregiudizio e ostinazione : è quindiassolutezza conoscitiva ; è comprensione e consapevolezza della Mente in sè (e comprendere la mentesignifica “essere” in senso autentico ed assoluto, “sentirsi tutto d’un pezzo”, è la sensazione di esistererealmente).In altre parole : è l’esperienza, la consapevolezza e la sentita presenza esistenziale che avvertiamo comeappartenenti intimamente a noi stessi.
4
Analogamente - per fare un esempio - al colore bianco, che racchiude in sè tutto lo spettro cromatico.
 
 
Il Dharmakõya viene realizzato attraverso la prajñõ, ossia esso è il fruttodell’accumulazione di saggezza (che è la consapevolezza della Vacuità).
2) IL RUPAKAYA (gzugs-sku)
Il suddetto modo cognitivo (Dharmakõya) è sempre in unione con il modooperativo (R¾pakõya) : infatti, il modo con cui si agisce presuppone l’aspettocognitivo e questo - d’altronde - abbisogna del primo per realizzarsi ed esprimersi.La conoscenza non è fine a se stessa, bensì dev’essere in funzione dell’azione :l’azione e il pensiero vanno insieme. Quindi il R¾pakõya è l’attività, lamanifestazione, del Dharmakõya. La mente illuminata di un buddha ha cioè l’abilitàdi manifestarsi e concretizzarsi in una determinata forma (r¾pa) a seconda dellespecifiche necessità dei praticanti : si tratta quindi di una forma che si manifestaspontaneamente dalla vastità del Dharmakõya per poter soccorrere gli esserisenzienti. Mentre perciò il Dharmakõya è la perfetta saggezza di Buddha (la qualegli permette di sperimentare l’intero universo come un tutt’uno col proprio essere), ilR¾pakõya è la perfetta compassione di Buddha : esso è costituito da innumerevoliapparenze che gli consentono di aiutare altrettanti esseri ad uscire dalla sofferenza.In particolare, questo modo d’agire (o modo attivo d’essere) consiste di dueaspetti (o schemi) operazionali, funzionali o strumentali, che sono-il SaËbhogakõya (‘corpo di fruizione’), allo scopo di aiutare gliõryabodhisattva ;-il NirmõÐakõya (‘corpo di emanazione’), allo scopo di aiutare gli esseri ordinari.In tali condizioni i buddha hanno una forma dotata di 32 segni principali e di 80secondari (quali la protuberanza sulla testa, orecchie dai lobi allungati, ecc.) : sonole tipiche caratteristiche di un r¾pakõya, che indicano i molti modi in cui un buddhaè superiore agli altri esseri (in quanto egli è libero da ogni sofferenza e vincitore diogni ostacolo all’onniscienza e alla liberazione, e in quanto il suo corpo non èsoggetto a deperimento).Il SaËbhogakõya e il NirmõÐakõya vengono realizzati attraverso l’upõya edhanno come presupposto l’accumulazione di un’infinità di karma positivo (il cuifondamento è bodhicitta).
5
 Ciò premesso e prima di entrare nei dettagli, possiamo preliminarmentesintetizzare le caratteristiche dei 3 kõya :--il dharmakõya è la mente illuminata di tutti i buddha, incondizionata e nonformale, illimitata e simile allo spazio, saggezza onnisciente ;--il saËbhogakõya è la dimensione pura della parola di buddha, aspettocomunicativo della compassione attraverso il quale gli õryabodhisattva vengonoguidati fino all’Illuminazione ;--il nirmõÐakõya è la manifestazione della compassione di tutti i buddha, che siincarna in una forma fisica e corporea (umana, animale, ecc.) al fine di guidare gliesseri ordinari all’Illuminazione.
5
Nel Vajrayõna il R¾pakõya si ottiene con il devayoga.

You're Reading a Free Preview

Download
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->