Acque
-103L' acqua che passa fra il fango di certi canalitra ratti sapienti e pneumatici e ruggine e vetrichissà se è la stessa lucente di sole o fanaliche guardo oleosa passare rinchiusa in tre metri.Si può stare ore a cercare se c'è in qualche fossoquell' acqua bevuta di sete o che lava te stessoo se c'è nel suo correre un segno od un suo filo rossoche leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso.Ma l' acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest' aria bassa,ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente...E cade su me che la prendo e la sento filtrare,leggera infeltrisce i vestiti e intristisce i giardini, portandomi odore d' ozono, giocando a danzare, proietta ricordi sfiniti di vecchi bambini,colpendo implacabile il tetto di lunghi vagoni,destando annoiato interesse negli occhi di un gatto,coprendo col proprio scrosciare lo spacco dei tuoniche restano appesi un momento nel cielo distratto.E l' acqua passa e gira e colora e poi stinge, cos'è che mi respinge e che m' attira;acqua come sudore, acqua fetida e chiara, amara senza gusto né colore.Ma l' acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest' aria bassa,ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente...E mormora e urla, sussurra, ti parla, ti schianta,evapora in nuvole cupe rigonfie di neroe cade e rimbalza e si muta in persona od in piantadiventa di terra, di vento, di sangue e pensiero.Ma a volte vorresti mangiarla o sentirtici dentro,un sasso che l' apre, che affonda, sparisce e non sente,vorresti scavarla, afferrarla, lo senti che è il centrodi questo ingranaggio continuo, confuso e vivente.Acque del mondo intorno di pozzanghere e pianto, di me che canto al limite del giorno,tra il buio e la paura del tempo e del destino freddo assassino della notte scura.Ma l' acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest' aria bassa,ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente...Addio-58 Nell'anno '99 di nostra vitaio, Francesco Guccini, eterno studente perché la materia di studio sarebbe infinitae soprattutto perché so di non sapere niente,io, chierico vagante, bandito di strada,io, non artista, solo piccolo baccelliere, perché, per colpa d'altri, vada come vada,a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,riflettori e paillettes delle televisioni,alle urla scomposte di politicanti professionisti,a quelle vostre glorie vuote da coglioni...E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,alle diete per mantenersi in forma smagliantea chi parla sempre di un futuro trionfalee ad ogni impresa di questo secolo trionfante,alle magie di moda delle religioni orientaliche da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,ai personaggi cicaleggianti dei talk-showche squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,alle loro modelle senza umanitàalle sempiterne belle in gara sui calendari,a chi dimentica o ignora l'umiltà...Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,cresciuto fra i saggi ignoranti di montagnache sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,due soldi d'elementari ed uno d'università,ma sempre il pensiero a quel paese mai scordatodove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
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buen trabajo amigo :-D Yo soy muy feliz que in espana estan gente que quiera guccini y de andrè (excusa el mi peximo espanol, ma soy italian, y non es mucho tiempo que yo estoy aprendiendo esto idioma) Ciao :-D