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REPORT DEL TRAINING:
“Dum-Tak: laboratori ludico-musicali”
PERIODO:
8 Marzo 2012 – 5 Luglio 2012
LUOGO:
Campo Profughi di Al Amari, Al Bireh, Ramallah
TRAINER
: Clara Moniaci
TARGET GROUP
: 20 bambini dai 5 ai 12 anni abitanti del campo profughi di Al Amari
Obiettivo generale del training
: Contribuire alla resilienza dei minori del campo profughi di alAmari stimolandone la creatività e la libera espressione attraverso laboratori ludico-musicali.
Obiettivo specifico del training
: far acquisire la percezione, la consapevolezza del proprioschema corporeo attraverso esercizi sul ritmo utilizzando sia il proprio corpo che il tamburo.
“La capacità potenziale di comprendere la musica
 
non è un’attitudine speciale concessa a pochi eletti:
 
tutti gli esseri umani la possiedono” 
 
 
Edwin E. Gordon
Dopo alcuni mesi di pausa, dovuti sia all’abbondante pioggia sia agli impegni scolastici deibambini, l’8 Marzo 2012 sono riprese le attività di laboratorio negli spazi del Campo profughi dial Amari (Ramallah).Questa prima giornata è stata speciale, piena di entusiasmo e di condivisione; il gruppo si èfinalmente rincontrato e si è dimostrato affiatato ed unito come nei mesi precedenti, come se queidue mesi di pausa non ci fossero stati.L’operatrice ha chiesto ad ognuno di loro di raccontare come avessero trascorso questi due mesie che cosa si sarrebbero aspettati dal nuovo ciclo di laboratori.I prossimi mesi saranno pieni di sorprese e di impegni perché finalmente si concretizza loscambio di ‘
comunicazione interculturale
’ con gli amici italiani della scuola ‘Ignazio Silone’ diLuco dei Marsi; a breve saranno, infatti, previsti alcuni incontri ‘virtuali’ tramite Skype.
 
Essendo l’8 Marzo un giorno storicamente rilevante, si è parlato del significato di questa festa,raccontando anche della grande forza delle donne palestinesi; infine, i bambini hanno donato deipiccoli fiori alle bambine del gruppo.Nel secondo giorno di laboratorio, di comune accordo con il gruppo, sono state riscritte eristabilite le ‘regole’ da rispettare durante tutto il percorso di laboratori.Si è iniziato a discutere su come organizzare il nostro scambio con i bambini italiani e cosa fareper avvicinarci a loro prima di conoscere virtualmente i loro volti... Dopo un
brainstorming
si èdeciso di iniziare ad inviare loro alcune domande e disegni scegliendo un tema per ogni giornatadi laboratorio. Infine, i bambini hanno chiesto all’operatrice di spiegare un gioco di gruppo chefanno i bambini italiani, così da poterci giocare se un giorno si potranno mai incontrare.Dopo queste due prime giornate di discussioni e decisioni, è iniziato il primo vero contatto con ibambini italiani... Il gruppo ha ricevuto un’inaspettata sorpresa, una lista di domande e curiositàinviate dal gruppo di Luco; ha avuto così inizio un primo passo verso la conoscenza dell’altro!Entusiasti i bambini hanno risposto ad alcune di queste domande, ma la loro curiosità non sipoteva contenere, così hanno chiesto di poter scrivere anche loro delle domande da inviare.Sono quindi stati distribuiti colori e fogli e per un’ora hanno dato sfogo alla loro fantasia ecuriosità... Ognuno ha fatto un disegno ed ha colorato le domande da inviare; molti di questidisegni rappresentano la primavera, altri invece la moschea di
 Al Aqsa
che si trova aGerusalemme, città a loro ‘proibita’.
La PrimaveraDisegnata da Asyl, 9 anni
 
 
Moschea
al Aqsa
Disegnata da Abdallah, 7anni
Nella scorsa giornata di attività, il gruppo, preso dall’entusiasmo, non è riuscito a rispondere atutte le domande che erano state inviate dall’Italia; si trattava comunque di domande un pò piùspecifiche che richiedevano tempo e concentrazione.Oggi, infatti, è stato deciso di dedicare questa parte di laboratorio al rispondere alle seguentidomande: ‘A me piace viaggiare. Anche per te è semplice viaggiare?’ e ‘Avete molti diritti?’Inizialmente, non è stato semplice per la conduttrice affrontare questo tipo di discussione con deibambini così piccoli, ma tramite il gioco e grazie alla loro voglia di parlare e spiegare si è riuscitia rispondere.L’operatrice ha chiesto ai bambini se hanno mai avuto la possibilità di viaggiare, dove sono statie che altri posti vorrebbero visitare; infine, è stato chiesto loro se fossero a conoscenza dellemodalità di ‘viaggio’. Alcuni bambini hanno risposto dicendo che era semplice per loroviaggiare, solo che la strada era un pò più lunga; altri, invece, hanno risposto dicendo che,essendo palestinesi, non è poi così semplice e scontato affrontare un viaggio, soprattutto se ladestinazione è un Paese che necessita di visto, dato che buona parte degli Uffici si trova aGerusalemme e non è sicuro che si possa ottenere.E’ stato poi affrontato l’argomento ‘diritti’ in maniera inaspettatamente molto semplice... Ibambini hanno deciso di rispondere scrivendo e disegnando la loro idea di ‘diritto’!
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