Chi viaggia per una vacanza è innanzitutto una persona che esprime bisogni, capacità dispesa, livelli culturali diversi. Il “cliente” turista concepisce la vacanza non solo in funzionedella propria capacità di spesa, ma anche in conformità al proprio livello culturale e aipropri interessi.Ad esempio è venuta meno la rottura concettuale e temporale tra viaggio, vacanza, lavoro.Oggi, come dimostreremo più avanti, il viaggio per business è una delle fonti più forti diinnovazione perché esprime una domanda di servizi assolutamente inedita.Ecco perché la “
variabile tempo”
sta influenzando in modo decisivo la concezione “delviaggio”. Si è passati infatti dal modello di “domanda/offerta” basato su periodi di feriemediamente lunghi (una volta nell’anno lavorativo) a periodi di ferie (e/o di vacanza) brevie frazionati nel tempo.Non si tratta quindi, per le “governance” cittadine e per gli operatori, di soddisfare genericibisogni identici per tutti (turismo di massa depersonalizzato), ma bisogni ben definiti,individuali.È opportuno, allora, parlare di diversi «turismi» e di settorializzazione del bisogni edell’offerta.Il turista dell’inizio del XXI secolo è tendenzialmente un soggetto che vuole programmare,prevalentemente senza intermediazione alcuna, la propria visita, la vacanza, il viaggio,con tempi di prenotazione che vanno dal “last minute”, alla prenotazione con largoanticipo.Il turista avverte inoltre il bisogno di ottimizzare il proprio “tempo/vacanza”. Il viaggioorganizzato in modo tradizionale non offre questa opportunità.Nell’affermarsi di questo costume, assume un peso determinante la convinzione di poterspuntare, per conto proprio, condizioni economiche e servizi migliori rispetto a quantoofferto dai soggetti che tradizionalmente intermediano le attività del turismo come leagenzie. Le guide tradizionali (cartacee) non sembrano in grado di rispondere più a questeesigenze. Il turista inoltre sembra indirizzarsi verso i luoghi e i servizi che sono staticondivisi con i propri “simili” attraverso lo strumento del passa parola.Questo fenomeno di massa è stato reso possibile dallo sviluppo della rete WEB e dalladiffusione degli smartphone che consentono una costante connettività in movimento.IlWEB è il mezzo attraverso il quale questi bisogni si stanno esprimendo in forme inedite.Costituiscono ormai casi di studio i fenomeni Expedia o Tripadvisor, siti attraverso i quali ituristi acquistano, programmandole, le proprie vacanze, ed esprimono il proprio feedbacksulla qualità dei servizi, contribuendo così al formarsi di un giudizio collettivo.Scelte individuali e giudizi generali contraddistinguono, seguendo lo stile Web 2.0, lanuova generazione di viaggiatori.
Il turismo è uno dei settori dell’economia dove, sempre di più, si afferma la figuradel “prosumer”
Secondo una ricerca resa nota recentemente da Google, nel 2011 il 53% dei viaggiatoribusiness venivano influenzati nelle loro scelte finali dal web (il 37% leasure); per il 69% deiviaggiatori business la pianificazione del viaggio avviene attraverso il web (il 62% leasure);prima di pianificare un viaggio si visitano di media 22 siti web attraverso 9,5 sessioni diricerca; il turista business usa per il 70% il mobile (smartphone/tablet) come strumento diprenotazione e di check. I viaggiatori usano poi condividere attraverso video, foto,socialnetwork i loro viaggi. (Il 26% dei viaggiatori business pubblica video di viaggio -il11% leasure-, il 52% dei business pubblica foto ecc.).Infine, nel mondo, il 32% del volume dei pagamenti attraverso strumenti di ecommerce, ègenerato dai voli aerei, il 26% per pagare la “vacanza” in quanto tale.Tali percentuali sono raddoppiate in brevissimo tempo e sono destinate ad aumentareancora in modo esponenziale parallelamente all’incremento dell’uso del mobile, alladiffusione di Internet ecc..
Draft a cura di Michele Vianello - Proprietà di VEGA scarlVersione del 27 luglio 2012