• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
 
PARTE PRIMA L’INCIDENTE
 
1. IL PIÙ CRUDELE DEI MESI "E lei come si chiama?" "Aspetti,ce l'ho sulla punta della lingua." Tutto è cominciato così. Miero come risvegliato da un lungo sonno, e però ero ancorasospeso in un grigio lattiginoso. Oppure, non ero sveglio mastavo sognando. Era uno strano sogno, privo di immagini,popolato di suoni. Come se non vedessi, ma udissi voci che miraccontavano che cosa dovessi vedere. E mi raccontavano chenon vedevo ancora nulla, salvo un fumigare lungo i canali,dove il paesaggio si dissolveva. Bruges, mi ero detto, ero aBruges, ero mai stato a Bruges la morta? Dove la nebbiafluttua tra le torri come l’incenso che sogna? Una città grigia,triste come una tomba fiorita di crisantemi dove la brumapende slabbrata dalle facciate come un arazzo... La mia animadetergeva i vetri del tram per annegarsi nella nebbia mobiledei fanali. Nebbia, mia incontaminata sorella... Una nebbiaspessa, opaca, che avviluppava i rumori, e faceva sorgerefantasmi senza forma... Alla fine arrivavo a un baratroimmenso e vedevo una figura altissima, avvolta in un sudario,la faccia del candore immacolato della neve. Mi chiamo ArthurGordon Pym. Masticavo la nebbia. I fantasmi passavano, misfioravano, si dileguavano. Le lampadine lontano luccicavanocome i fuochi fatui in un camposanto... Qualcuno cammina almio fianco senza rumore, come se avesse i piedi nudi,cammina senza tacchi, senza scarpe, senza sandali, una faldadi nebbia mi striscia su la gota, una frotta di ubriachi urlalaggiù, in fondo al traghetto. Il traghetto? Non lo dico io, sonole voci. La nebbia arriva su piccole zampe di gatto... Cera unanebbia che sembrava che il mondo l’avessero tolto. Eppureogni tanto era come se aprissi gli occhi, e vedessi dei lampi.Sentivo delle voci: "Non è coma vero e proprio, signora... No,non pensi all'encefalogramma piatto, per carità... C'èreattività..." Qualcuno mi proiettava una luce negli occhi, madopo la luce era di nuovo il buio. Sentivo la puntura di unospillo, da qualche parte. "Vede, c'è motilità..." Maigret siimmerge in una nebbia talmente fitta che non vede neppuredove mette i piedi... la nebbia pullula di forme umane, brulicadi una vita intensa e misteriosa. Maigret? Elementare, caroWatson, sono dieci piccoli indiani, è nella nebbia chescompare il mastino dei Baskerville. La cortina di vapori grigi
 
andava a poco a poco perdendo le sfumature grigiastre, ilcalore dell'acqua era divenuto fortissimo, e la sfumatura dilatte più intensa... Poi siamo stati trascinati nelle fauci dellacateratta dove un baratro immane si spalancava peringhiottirci. Sentivo gente che parlava attorno a me, volevogridare e avvertirli che ero lì. C'era un ronzio continuo, comese fossi divorato da macchine celibi dai denti acuminati. Eronella colonia penale. Sentivo un peso sulla testa, come se miavessero infilato la maschera di ferro. Mi pareva di vedere luciazzurre. "C'è asimmetria dei diametri pupillari." Avevoframmenti di pensieri, certo mi stavo svegliando ma nonpotevo muovermi. Se solo potessi stare sveglio. Ho dormito dinuovo? Ore, giorni, secoli? Era tornata la nebbia, le voci nellanebbia, le voci sulla nebbia. Seltsam, im
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...