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Carlo Lucarelli.Almost Blue.Il primo carabiniere che entrò nella stanza scivolò sul sangue e cadde su unginocchio. Il secondo si arrestò sulla soglia come sul bordo di una buca,agitando le braccia aperte, per lo slancio.Madonna Santa! urlò, serrando le guance tra le mani, poi si voltò e corse nelpianerottolo e giù per le scale e oltre la porta e fuori, nel cortile delpalazzo, dove si aggrappò al cofano della Punto bianca e nera e si piegò inavanti, spezzato in due da un conato violento.In ginocchio sulpavimento, al centro della stanza, la pelle dei guantiincollata al pavimento appiccicoso, il brigadiere Carrone si guardò attorno egli sfuggì un singhiozzo roco, quasi un rutto. Provò ad alzarsi, ma scivolòsui tacchi, cadendo indietro sul sedere e poi su un fianco con uno schioccoumido e vischioso. Cercò di appoggiare la mano ma il braccio gli scappò dilato, lasciando una strisciata più chiara sulle mattonelle rosse. Finì con laschiena a terra, senza riuscire a sollevarsi, come in un incubo.Allora serrò gli occhi e mentre annaspava impazzito, sbattendo gambe e bracciacome uno scarafaggio nero rovesciato sul dorso, tra schizzi densi e tonfiappiccicosi, spalancò la bocca e cominciò a urlare.Parte prima.Almost Blue.Almost blue almost doing things we used to do.Quasi triste quasi facendo le cose che eravamo soliti fare.ELVIS COSTELLO, Almost Blue.Il suono del disco che cade sul piatto È un sospiro veloce, che sa appena unpo' di polvere. Quello del braccio che si stacca dalla forcella È unsinghiozzo trattenuto, come uno schioccare di lingua, ma non umido, secco. Unalingua di plastica. La puntina, strisciando nel solco, sibila pianissimo escricchiola, una o due volte. Poi arriva il piano e sembrano le gocce di unrubinetto chiuso male e il contrabbasso, come il ronzio di un moscone controil vetro chiuso di una finestra, e dopo la voce velata di Chet Baker, cheinizia a cantare Almost Blue.A starci attenti, molto attenti, si può sentire anche quando prende fiato estacca le labbra sulla prima a di almost, cos¡ chiusa e modulata da sembrareuna lunga o. Al-most-blue... con due pause in mezzo, due respiri sospesi dacui si capisce, si sente che sta tenendo gli occhi chiusi.Per questo mi piace Almost Blue. Perchè è una canzone che si canta a occhichiusi.Io, con gli occhi chiusi, ci sto sempre, anche se non canto. Sono cieco, dallanascita. Non ho mai visto una luce, un colore o un movimento. Ascolto.Scandaglio il silenzio che mi circonda, come uno scanner, uno di quegliapparecchi elettronici che spazzano l'etere a caccia di suoni e di voci e sisintonizzano automaticamente sulle frequenze occupate. So usarli benissimo,gli scanner, quello che ho dentro la testa da venticinque anni, fin da quandosono nato e quello che tengo in camera mia, accanto al giradischi. Se avessidegli amici, se ne avessi, di sicuro mi chiamerebbero Scanner. Mi piacerebbe.Io di amici non ne ho. Per colpa mia. Perchè‚ non li capisco. Parlano di coseche non mi riguardano.Dicono lucido, opaco, luminoso, invisibile. Come in quella favola che miraccontavano da bambino per farmi dormire, in cui c'era una principessa cos¡bella e con una pelle cos¡ fine che sembrava trasparente. Ci ho messo tanto,tante notti sveglio a pensare, prima di capire che trasparente voleva dire che
 
ci si poteva guardare dentro.Per me significava che le dita ci passavano attraverso.Anche i colori per me hanno un altro significato. Hanno una voce, i colori, unsuono, come tutte le cose. Un rumore che li distingue e che possoriconoscere. E capire. L'azzurro, per esempio, conquella zeta in mezzo È il colore dello zucchero, del-le zebre e delle zanzare. I vasi, i viali e le volpi so-no viola e giallo È il colore acuto di uno strillo. Eil nero, io non riesco a immaginarlo ma so che È ilcolore del nulla, del niente, del vuoto. Però non Èsolo una questione di assonanza. Ci sono colori cheper me significano qualcosa per l'idea che conten-gono. Per il rumore dell'idea che contengono. Ilverde, per esempio, con quella erre raschiante, chegratta in mezzo e prude e scortica la pelle, È il co-lore di una cosa che brucia, come il sole. Tutti icolori che iniziano con la b, invece, sono belli. Co-me il bianco o il biondo. O il blu, che È bellissimo.Ecco, ad esempio, per me una bella ragazza, peressere davvero bella, dovrebbe avere la pelle bian-ca e i capelli biondi.Ma se fosse veramente bella, allora avrebbe i ca-pelli blu.Ci sono anche colori che hanno una forma. Unacosa rotonda e grossa È sicuramente rossa. Ma leforme non mi interessano. Non le conosco. Per co-noscerle bisogna toccarle e a me toccare non pia-ce, non mi piace toccare la gente. E poi con le di-ta sento solo le cose che ho attorno, mentre con leorecchie, con quello che ho dentro la testa, possoarrivare lontano. Preferisco i rumori.Per questo uso lo scanner. Tutte le sere, salgoin camera mia e metto sul piatto un disco di ChetBaker. Sempre lo stesso, perchè‚ mi piace il suonodella sua tromba, tutte quelle p, piccole e profon-de, che mi girano attorno e mi piace la sua voceche canta piano, come se venisse da dietro la golae facesse fatica a uscire e per farlo si dovesse sof-fiare con tanto impegno da dover chiudere gli oc-chi. Soprattutto quel pezzo, Almost Blue, che iopunto per primo, anche se È l'ultimo. Cos¡ tutte lesere e tutte le notti aspetto che Almost Blue mi sci-voli lentamente in fondo alle orecchie, che la trom-ba, il contrabbasso, il pianoforte e la voce diven-tino la stessa cosa e riempiano il vuoto che ho den-tro la testa.Allora, accendo lo scanner e ascolto le voci del-la cittá.Io, Bologna, non l'ho mai vista. Ma la conoscobene, anche se probabilmente È una cittá tuttamia. E' una cittá grande: almeno tre ore.L'ho sentito una volta che mi sono sintonizza-to sul CB di un camion e l'ho seguito per tutto iltempo che é rimasto nel raggio del mio scanner.Da quando é entrato finch‚ non l'ho sentito spa-rire all’ improvviso, il camionista ha sempre parla-to con qualcuno, guidato e parlato, guidato e par-lato, per tutta la mia cittá.
 
- Qui Rambo, qui Rambo... chi mi copre ? So-no appena entrato al casello di Rimini sud... oc-chio perchè‚ c'é la Finanza in uscita...Qui Rambo... vieni avanti El Diablo... ho unadritta per un pompino... tangenziale, uscita Casa-lecchio di Reno, angolo distributore... chiedere diLuana. . .Qui Rambo. . . chi sei, Maradona ? Senti un po',come sarebbe che El Diablo é incazzato? Non losapeva che la Luana é un travestito? Se lo copridigli che mi sto fermando a dormire al Parma 2 eche lo aspetto l¡... e che vada bene a farsi dare nelcu...Cessano di colpo le voci che corrono sulle stra-de, troncate all'improvviso. La mia cittá ha un pe-rimetro netto, definito dal silenzio, un bordo, co-me quello di un tavolo sospeso nel nulla. Oltre ilbordo c'é un abisso che le inghiotte, più nero delnero. E' vuoto.A volte, invece, mi sintonizzo sulla centrale ope-rativa della questura e ascolto la voce gracchiantedelle volanti. E' come se stessi sospeso nel cielo ne-ro della mia cittá e avessi decine di orecchie checorrono dovunque, nel buio.- Volante 4 a Centrale... abbiamo un incidentegrave sulla via Emilia... serve un'ambulanza con lamassima urgenza...- Qui Volante 2... siamo davanti alla Banca Coo-perativa... l'allarme suona ma non c'é nessuno...- Fammi subito un terminale su questa targa...A come Ancona, D come Domodossola...- Allora... il giovane, qui, È senza precedenti pe-nali ma la ragazza È minorenne e non ha i docu-menti... che si fa?- Ricevuto... ci portiamo in zona...- Overdose, cazzo... questo ci muore in mac-china...- Siena Monza 5 I . . . Siena Monza 5 I . . .- Vieni avanti, Siena Monza...- Allora senti, siamo in viale Filopanti, angolovia Galliera e abbiamo qui una negra senza docu-menti. . .La voce é forte, tutta di naso, come se avesse ilraffreddore. Dietro, in sottofondo, c'é il ringhioverde delle auto che passano e quello sottile, ron-zante e azzurro, dei motorini. Dietro, ancora piùsotto, tanto che quasi si confonde con la trombadi Chet Baker, voci acute, che pungono appena,no, io non viene... hai male, io non viene... Eun'altra, più forte, voce grossa, voce rossa, oh,sta' qui... dove cazzo vai? Ne vuoi un'altra? Eh?Ne vuoi ancora?Quando voglio scendere e fermarmi ad ascolta-re una storia, allora lascio che lo scanner si sinto-nizzi sui cellulari.- Che cazzo fa quello l¡ con le cuffie ?Musica, dietro. Lontana. Soltanto il pulsarecontinuo di una batteria elettronica, filtrata da
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