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06 - Decrescita Felice

06 - Decrescita Felice

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1
DECRESCITA FELICE
La
decrescita
è un sistema economico, ecologista, umanista ed anticonsumista ideato da NicholasGeorgescu-Roegen, fondatore della bioeconomia.
La decrescita è basata su principi ecologici, biologici, sociali e culturali, che prefigurano unnuovo paradigma di civiltà, in contrapposizione con quelli che regolano i sistemi vincolati allacrescita economica.
Si possono rintracciare due distinte correnti: i
Decrescitisti Radicali
, sostenitori di una decrescitapura, ed i
Decrescitisti Moderati
, sostenitori di una decrescita sostenibile.
Definizione
La decrescita è un concetto socioeconomico, secondo il quale la crescita economica - intesa comeaccrescimento costante di uno solo degli indicatori economici possibili, il Prodotto Interno Lordo (PIL) -non porta ad un maggior benessere e nemmeno ad un aumento delle probabilità di sopravvivenza degliorganismi conosciuti.
Questa idea è in completo contrasto con il
 senso comune
corrente, che pone
l’aumento del livello di vita rappresentato dall’aument 
o del PIL come obiettivo di ogni societàmoderna
.
L’aggettivo
 sostenibile
allude alla proposta di organizzarsi collettivamente in modo che ladiminuzione della produzione di merci non costituisca riduzione dei livelli di civiltà, ed anzirisulti sostenibile da un punto di vista ecologico, sociale e civile
.
L’assunto principale è che le risorse naturali sono limitate e quindi non si può immaginare un
sistema votato ad una crescita infinita. Il miglioramento delle condizioni di vita deve quindiessere ottenuto senza aumentare il consumo ma attraverso altre strade
. Proprio per la costruzionedi queste vie sono impegnati numerosi intellettuali, al seguito dei quali si sono formati movimenti spessonon coordinati fra loro, ma con l
unico fine di cambiare il paradigma dominante della necessità diaumentare i consumi per dare benessere alla popolazione. Un esempio di questi gruppi sono i gruppid
acquisto solidale (GAS) o gli ecovillaggi. Il principale esponente di questa corrente è Serge Latouche.
 
2
I principî
Decrescita pura o radicale
La teorizzazione della Decrescita si basa su quattro presupposti:
 
Il funzionamento del sistema economico attuale dipende essenzialmente da
risorse non rinnovabili
.Così com
è, non è quindi perpetuabile. I sostenitori della
Decrescita
partono dall
idea che le riserve dimaterie prime sono limitate, particolarmente per quanto riguarda le fonti di energia, e ne deduconoche questa limitatezza contraddice il principio della crescita illimitata del PIL, e che, anzi, la crescitacosì praticata genera dissipazione di energia e crescente dispersione di materia. Alcuni sostenitoridella teoria (in particolare Vladimir Vernadskij), mutuando dalla seconda legge della termodinamicail concetto di entropia, ritengono che la crescita del PIL comporti una diminuzione dell
energiautilizzabile disponibile, e della complessità degli ecosistemi presenti sulla Terra, assimilano la specieumana ad una forza geologica entropizzante.
 
Non v’è alcuna prova della possibilità di separare la crescita economica da
lla crescita del suoimpatto ecologico
.
 
La ricchezza prodotta dai sistemi economici non consiste soltanto in beni e servizi: esistonoaltre forme di ricchezza sociale, come la salute degli ecosistemi, la qualità della giustizia, lebuone relazioni tra i componenti di una società, il grado di uguaglianza, il caratteredemocratico delle istituzioni, e così via. La crescita della ricchezza materiale, misurataesclusivamente secondo indicatori monetari può avvenire a danno di queste altre forme diricchezza
.
 
Le società attuali, drogate da consumi materiali considerati futili
(telefoni cellulari, viaggi aerei,uso costante e non selettivo dell
auto ecc.)
non percepiscono, in generale, lo scadimento diricchezze più essenziali come la qualità della vita, e sottovalutano le reazioni degli esclusi
,come la violenza nelle periferie o il risentimento contro gli occidentali nei Paesi esclusi dallo (olimitati nello) sviluppo economico di tipo
occidentale
.
Esaurimento delle risorse
La crescita economica provoca l
aumento della domanda di risorse. Vi è una porzione fissa di risorsenon rinnovabili, come il petrolio, e queste risorse sono quindi destinate ad esaurirsi dando vita alproblema energetico. Le risorse rinnovabili potrebbero anch
esse esaurirsi se prelevate a ritmiinsostenibili per periodi estesi. Questo è per esempio avvenuto al caviale nel Mar Caspio. Vi è fortepreoccupazione su come conciliare la crescente domanda di queste risorse con la diminuzione della lorodisponibilità. Molti guardano alla tecnologia per sviluppare surrogati di queste risorse in via diesaurimento. Si guarda ad esempio ai biocarburanti per colmare il gap di domanda dopo il picco del
 
3
petrolio. Tuttavia, altri obiettano che nessuna di queste alternative può effettivamente rimpiazzare laversatilità e la trasportabilità del petrolio.I sostenitori della decrescita affermano che solo la decrescita della domanda può permanentementecombattere il gap di domanda. Per le risorse rinnovabili, la domanda, e quindi la produzione, deve essereabbassata a livelli che prevengano l
esaurimento e siano sostenibili per l
ambiente. Andare verso unasocietà non dipendente dal petrolio è visto come essenziale per evitare il collasso quando le risorse nonrinnovabili saranno esaurite.
Ma la decrescita non è solo una questione quantitativa, di fare meno dellostesso, ma anche e soprattutto, un riordino paradigmatico dei valori, in particolare la (ri)affermazionedei valori sociali ed ecologici e la (ri)politicizzazione dell
economia
.
Impronta ecologica
L
impronta ecologica è la misura della domanda umana sugli ecosistemi terrestri. Compara ladomanda umana con la capacità del pianeta di rigenerarsi. Rappresenta l
ammontare delle terrebiologicamente produttive e delle aree coperte dai mari di rigenerare le risorse che la popolazioneumana consuma e di assorbire e rendere innocui i residui corrispondenti.Secondo il rapporto del 2005 della Rete Globale di Impronta Ecologica, mentre gli abitanti dei Paesisviluppati utilizzano 6.4 ettari globali (gHa), quelli dei Paesi meno sviluppati necessitano di un solo gHa.Ad esempio, mentre ogni abitante del Bangladesh utilizza quanto si produce su 0.56 gHa, unnordamericano necessita di 12.5 gHa (22,3 volte tanto). Dei 12.5 ettari usati dai nordamericani, 5.5 sononegli Stati Uniti, il resto si trova in Paesi stranieri. Secondo il medesimo rapporto, il numero medio diettari globali a persona era 2.1, mentre oggi i livelli di consumo hanno raggiunto i 2.7 ettari pro capite.Per far sì che la popolazione mondiale possa raggiungere gli standards tipici dei Paesi europei,sarebbero necessarie le risorse di un numero compreso tra tre e otto pianeti Terra. Per ottenereeguaglianza economica con le attuali risorse disponibili, i Paesi ricchi dovrebbero ridurre i loro standardattraverso la decrescita. La definitiva riduzione di tutte le risorse disponibili condurrebbero ad unariduzione obbligata dei consumi. La riduzione controllata dei consumi ridurrebbe il trauma di questocambiamento.
Decrescita e sviluppo sostenibile
Il pensiero della decrescita è in opposizione ad ogni forma di spreco oggi riscontrabile nellacosiddetta
economia produttivista
che usa tecnologie obsolete figlie della termodinamica dellecombustioni.
Per la decrescita lo sviluppo sostenibile è un ossimoro, poiché qualunque sviluppobasato su una crescita in un mondo dalle risorse finite e ecologicamente stressato è visto comestrutturalmente insostenibile. Giacché i correnti livelli di consumo eccedono la capacità terrestredi rigenerare tali risorse, la crescita economica conduce al loro esaurimento.
I favorevoli allo

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