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11 - MULTICULTURALISMO

11 - MULTICULTURALISMO

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1
MULTICULTURALISMO
Definizioni Il termine Multiculturalismo è entrato nell
uso comune intorno alla fine degli anni
80 e sta ad identificare una società dove più culture, anche molto differenti l
una dall
altra, convivono rispettandosi reciprocamente. Pur avendo interscambi, conservano ognuna le peculiarità del proprio gruppo. Le minoranze in particolare mantengono il loro diritto ad esistere, senza omologarsi o fondersi ad una cultura predominante perdendo quindi la propria identità. Il termine
multiculturalismo
, quindi, sta ad intendere
la libertà degli individui di poter scegliere il proprio stile di vita a seconda della propria estrazione socio-culturale
 in contrapposizione al multicomunitarismo, cioè l
appartenenza e la totale fedeltà di un individuo ad una certa comunità e cultura. Entrambe le definizioni si riferiscono tuttavia a gruppi etnici differenti risiedenti nello stesso territorio, creando molte volte una confusione di significato tra i due concetti. Secondo Zygmunt Bauman, dunque, finché queste due dottrine sociali si confonderanno:
il multiculturalismo
farà il gioco della globalizzazione priva di freni politici
.
Le forze globalizzatrici hanno mano libera con tutte le loro devastanti conseguenze, di cui la più diffusa è la montante ineguaglianza intersociale e intrasociale.
 Il sociologo polacco inoltre, afferma che
l
antica […] consuetudine di giustificare l
ineguaglianza con l
inferiorità di determinate razze è stata sostituita dall
immagine, all
apparenza più umana, di una fortissima disuguaglianza di condizioni umane dovuta all
inalienabile diritto di ciascuna comunità di perseguire il tipo di vita desiderato. Il nuovo culturalismo [multiculturalismo], al pari del vecchio razzismo, mira a placare gli scrupoli morali e a interpretare la realtà dell
ineguaglianza tra uomini o come una condizione che travalica la capacità d
intervento umana (nel caso del razzismo) o come uno stato di cose in cui gli esseri umani non dovrebbero intervenire
. Il sociologo quindi mantiene una posizione molto critica sull
attuale svolgimento e realizzazione del multiculturalismo, vedendolo come un tentativo di omologazione ed appiattimento mondiale dei popoli, per asservirli ad un capitalismo senza freni. Per entrambe le posizioni, si tratta di accettare l
ineguaglianza: nella precedente formula razzista l
accettazione del
diverso
 era mirata a modificare e selezionare l
uomo secondo il criterio dell
«ordine sociale perfetto» eliminando e scartando le razze e culture inferiori incapaci di riprodurre standard umani decenti. Nella nuova formula multiculturalista, sempre secondo Bauman invece,
quest’accettazione è mirata a trovare
forme di coabitazione soddisfacenti o quanto meno accettabili: se non appare possibile alcuna revisione dell
ordinamento sociale […] allora appare logico che chiunque
 
2
abbia diritto di cercare il proprio posto nel fluido ordine della realtà e di accettare le conseguenze di tale scelta
. Un significativo contributo al dibattito è stato dato dal celebre politologo Giovanni Sartori. Nel suo saggio sulla società multietnica (Pluralismo, Multiculturalismo ed estranei) sostiene una forte distinzione tra il pluralismo dei valori ed il
multiculturalismo
. Il primo, inteso come valore fondato in primis sulla tolleranza, garantisce la coesistenza pacifica e democratica di ambiti socio-culturali differenti; il secondo, visto come
una commistione caotica di valori e culture dissenzienti
. C
è da dire, tuttavia, che mentre per Sartori il multiculturalismo produce inevitabilmente disgregazione, molti altri studiosi sono convinti
di un’eccessiva categorizzazione da parte dello studioso fiorentino.
 Critica al Concetto di Multiculturalismo Una premessa va fatta: criticare il multiculturalismo è molto facile, i multiculturalisti duri e puri
 quelli per i quali anche l
infibulazione, ad esempio, è il prodotto di una società e quindi degno di rispetto
 sono pochissimi, e spesso la critica al multiculturalismo viene usata come alibi per non proporre soluzioni davvero alternative. Perché il vero opposto del multiculturalismo è la commistione, il
bastardismo
, ed essere disposti a imbastardirsi a contatto con altri è sempre molto faticoso. Che cosa non è Il multiculturalismo non è, come molti pensano, la presenza di diverse culture in una società. Quello è un dato acquisito. In gioco è, invece, il tipo di relazione che queste culture (e le persone che ci vivono dentro) devono avere fra loro. Che co
s’
è Il multiculturalismo è, in una frase, il rifiuto dell
ideale cosmopolita dell
Illuminismo: la negazione dell
esistenza di un tratto di umanità comune, universalista, che riconosce dignità all
individuo. Viene considerata oppressiva e/o illusoria l
idea che ci siano valori comuni, trasversali a ogni cultura, come i diritti umani, l
intangibilità della persona, le libertà individuali o la parità dei sessi. Al posto della persona, ciò che viene considerato valore è la cultura in quanto tale. Non sono gli individui a dover essere tutelati, quanto le società e il bacino di valori che esse portano. Per questo
il modello multiculturale è quello della non-integrazione, in cui le diverse comunità ricreano i loro distinti ecosistemi senza possibilità di comunicazione
. In questo senso, le società vengono considerate come concetti estremamente statici, impermeabili a qualunque cosa e perciò al cambiamento. Il cambiamento endogeno è molto difficile (perché difendendo una società, si difende chi comanda in quella società: generalmente maschi, anziani, eterosessuali); quello esogeno è completamente

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