diaconato
anche in Col 4,17, sia il figlio della coppia. L' intera famiglia quindi sembracollaborare con Paolo, mettendo a disposizione della
ekklesía
la propria casa.
Parole nuove
Lo specifico linguistico, indizio della novità e differenza di Fm rispetto al resto del
corpus paulinum
, ci sembra rappresentata da altre poche parole che Paolo mai utilizzaaltrove.Al v. 8 di Fm, Paolo utilizza, qui soltanto nel
corpus paulinum
, il verbo
epitásso
,"comando", "impongo", che Luca, per esempio, in 4,36 del vangelo, utilizza per laparola autorevole di Gesù, che "
comanda
con autorità e potenza" agli spiriti immondied questi se ne vanno subito. Paolo utilizza, come ipotesi possibile, esigendoobbedienza o addirittura la sottomissione dello schiavo, lo stesso verbo in relazione aFilemone: pur avendo io, dice Paolo, "in Cristo piena libertà di
comandarti
ciò che devifare…". Ci basti osservare che Paolo, in rapporto a Filemone, è come, e più, diFilemone in rapporto ad Onesimo. Paolo, apostolo e padre – mai si dice padrone - ha,nella chiesa, la stessa autorità, e autorevolezza, della parola di Gesù. Può imporre, nonse stesso, ma l'esempio di Gesù, obbediente al Padre fino alla morte di croce.Al v. 11 di Fm, Paolo usa un altro termine che è sconosciuto al NT, ma che è utilizzatoin diversi passi soprattutto sapienziali e apocrifi (cfr. 2 Mc 7,5; 3 Mc 3,29; Sap 2,11;3,11; 4,5; 13,10; 16,29; Sir 16,1; 37,19; cfr. anche il greco di Os 8,8). Si tratta di
áchrestos
, "senza valore", che con un gioco di parole, è riferito a Onesimo, lo scappatodi casa, "quello che un giorno ti fu
inutile
, ma ora è
utile
a te e a me". L'utilità diOnesimo non fa qui pensare ad un ritorno alla schiavitù sotto Filemone. Onesimo è oradoppiamente
utile
(
eúchrestos
: si noti l'antitesi, figura retorica): per la chiesa localeradunata in casa di Filemone; e presso Paolo, in prigione a Roma, dove Onesimoancora si trova mentre Paolo, suo padre e fratello, sta scrivendo a Filemone. Una utilitàapostolica. Paolo non tema di essere tacciato di utilitarismo e quando parla con unpadrone di schiavi, ne usa lo stesso linguaggio.Al v. 12 di Fm, Paolo si rivolge a Filemone, indicando Onesimo: "Te l' ho
rimandato
, lui,il mio cuore". Il verbo
anapémpo
, oltre questo testo, compare solo nel NT, e solo inLuca (Lc 23,7.11.15) dove si riferisce a Gesù, rimandato come una palla, da Erode ePilato. In Atti 25,21, invece, è riferito proprio a Paolo che, perché s'era appellato aCesare, deve essere "rinviato" a Roma.Al v. 14 di Fm, Paolo usa
hecoúsios
, un aggettivo sconosciuto al resto del NT, mentre èpresente nella LXX (Lv 7,16; 23,38; Nm 15,3; 29,39; Dt 12,6; Esd 1,4.6; 3,5; 8,28; Ne5,8; Gdt 4,14; 16,18; Ps [LXX] 67,10; 118,108; Prv 27,6). Scrive Paolo, rivolgendosi aFilemone, sempre a proposito di una decisione, in realtà già presa, almenoteoricamente, riguardo ad Onesimo: non ho voluto far nulla senza il tuo parere, perchéil bene che farai "non sapesse di costrizione, ma fosse
spontaneo
", o "volontario" –che,nel contesto, è opposto all'indea di necessità, obbligo o dovere. Paolo, accettando ildialogo come metodo di convinzione, sollecita la volontà di Filemone, perché si allineicon quella di Paolo, diventato padre e fratello dell'ex-schiavo. Filemone devetrasformarsi, anche lui, in padre e fratello del giovane Onesimo, perché costui diventidavvero utile a tutti.
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