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FilemoneNovità e limiti della lettera
Se compariamo Filemone alle altre 12 lettere, delle 13 che compongono attualmente il
corpus paulinum
, troviamo ben 10 parole che Paolo non ha usato altrove. Scopriamoche a Fm, intensa di fraternità e paternità spirituale, mancano 2.473 lemmi che invecePaolo usa, anche spesso altrove, come, per esempio: la negazione “no, non"; i terminI"uomini", "legge", "corpo" (ma usa una volta "carne"), "parola", "gloria", "opere","peccato", "donna", "vivere", "giustificazione", "credere", "gente", "cuore" (ma usa trevolte: "viscere"). Eccetera. Esiste una sterminata lista di temi non toccati in Fm, masolo altrove da Paolo. Un’ultima, delle parole assenti in Fm, ma che ha a che fare con ilnome Onesimo, è “utilità”, in greco
hophéila
, usata solo in Rom 3,1 (nel NT è presentein Giuda 1,16, dove è tradotta con “motivo di interesse”, o “profitto”).
Onesimo
Il nome e il personaggio sono il motivo per cui Filemone è scritta sicuramente daPaolo.Onesimo è citato al v. 11 e in Col 4,9 come “carissimo e fedele fratello” di Paolo,mentre il nome greco, significa “redditizio, lucrativo” e quindi utile, come lo può edeve essere uno schiavo fedele.Il nome Onesimo, in Fm considerato " il mio figlio, che ho generato in catene" compareanche in Col 4,14 come un inviato da Paolo a Colosse, come " il fedele e caro fratello".Ci potremmo chiedere che vincolo di parentela ha contratto Paolo con questo schiavo.Sicuramente non una parentela di sangue, se Onesimo, utile schiavo, è considerato siafiglio che fratello. Sia cioè generato alla fede da Paolo, che un suo strettocollaboratore. Tornando però ad esaminare, per il momento, le novità di Fm, possiamo cogliere indiziimportanti sul tema del cambio radicale, nel modo di considerare e di vivere i rapportipadrone-servi.Nell'indagine, notiamo subito proprio il nome Filemone, nome amabile di un padrone,rapportato a parenti e ad amici in una cas che è anche chiesa (v. 2) domestica.
Filemone
Filemone, Apfia, Archippo: sono nomi sconosciuti al resto della Bibbia e in Fm invececostituiscono un'unità, specifica della lettera.Paolo si indirizza, con stile involuto, “a Filemone, al caro e collaboratore nostro”.L’etimologia del nome è legata al classico
 phílema
(o al dorico
 phílama
) che significa“bacio”, una parola utilizzata specialmente nei saluti, come in Rom 16,16: salutatevigli uni gli altri “con il
bacio santo
.” Lo stesso invito Paolo rivolse ai lettori di Corinto, siain 1Cor 16,20 che in 2Cor 13,12, e ai tessalonicesi in 1Ts 5,26. Il campo semantico delnome proprio, comprende, nel greco classico, altre parole che indicano cosmetici,
 
amicizia, affezione, secondo il contesto immediato in cui sono usate. Il verbo da cuitutte derivano è
 philéo
, il “voler bene”, un bene di amicizia o fraternità spirituale piùche di parentela. È usato da Paolo due volte, la prima nel saluto di 1Cor 16,22 (“sequalcuno non
vuol bene al
Signore sia anàtema”) e la seconda in Tt 3,15: “Salutaquelli che ci
vogliono bene
nella fede.” Dunque si può voler bene sia al Signore, guai anon farlo, che ai fratelli e sorelle di fede. Il nome Filemone ci appare allora evocativo diuna tonalità calda, avvolgente di Fm. Ma chi è questo personaggio? - Tra i convertiti diPaolo, forse quando egli predicava ad Efeso (cfr. Atti 18,19-24; 19,1-35; 1Cor 15,32;16,8; Ef 1,1; 1Tm 1,3; 2Tm 1,18; 4,12), chiesa certamente paolina e con la qualeColosse è in contatto, c’era forse anche questo distinto signore, che presto diverrà“nostro – anche di Timoteo oltre Paolo –
synergós
”. Questo nuovo termine evocativodella sinergia o della collaborazione nella realizzazione di una stessa opera, è quasianch’esso di conio paolino. Serve a descrivere diverse altre persone utili a Paolo e cheegli riesce a coinvolgere nell’attività missionaria (cfr. Rom 16,3.9.21; 1Cor 3,9; 2Cor1,24; 8,23; Flp 2,25; 4,3; Col 4,11; 1Ts 3,2). Unica altra occorrenza di
synergós
fuoridel
corpus paulimum
, nel NT, è, al plurale,in 3Gv 8, un testo più tardivo. In Fm, Paolousa
synergós
anche al versetto 24 e qui al plurale, per non parlare più di Filemone madi “miei collaboratori”. Specificamente si riferisce a Marco, Aristarco, Dema e a Luca, ilprobabile autore di Luca e Atti. Filemone, come collaboratore di Paolo è dunque unodel gruppo, anche se vive lontano dagli altri, i quali, insieme a Epafra, compagno diprigionia di Paolo, lo salutano. Attraverso Paolo, si conoscono tutti tra loro.Filemone conosce Timoteo, menzionato come co-mittente di Fm, al v. 1.Filemone vive a Colosse?Vari indizi che veniamo elencando ci fanno ritenere che Filemone viva o a Colosse,conosciuta come Kona o Chonae, oggi Honaz, in Turchia, a 13 miglia da
Hierapolis
, o aLaodicea (menzionata in Col 2,1; 4,13.15) e che da Colosse dista solo 10 miglia. Non èfacile essere precisi.Colosse, comunque, è nell’antica Frigia, ed è menzionata solo una volta in Col 1,2. Nonfa parte dell’itinerario apostolico di Paolo. Ha però una sua storia ed è lungo unastrada che da Efeso, che dista circa 190 km in linea d’aria verso ovest, conduce allaValle dell’Eufrate.Che Filemone, oltre che cittadino (romano?), sia benestante, ospitale e bene in vistanella comunità lo si deduce dagli argomenti trattati con lui da Paolo, con delicatezza efiducia. La casa stessa di Filemone, o la sua famiglia, è l'
ekklesía
locale.La tradizione fa di Filemone il vescovo di Colosse (Costituzione Apostolica, vii,46) e ilMartirologio Greco (Menae, calendario lunare) annota che insieme a sua moglie, a suofiglio e ad Onesimo, furono lapidati davanti ad Androcles (o Androclus), il governatore,al tempo di Nerone. Il Martirologio Latino sembra d’accordo con questa che comunqueresta una notizia non confermata.
Apfia
Il nome significa letteralmente "la fertile” e Paolo la descrive come “nostra sorella”. È,forse, moglie di Filemone e, forse, Archippo (= “governatore o provveditore di cavalli”),descritto come il “nostro commilitone”, menzionato con un richiamo severo al suo
 
diaconato
anche in Col 4,17, sia il figlio della coppia. L' intera famiglia quindi sembracollaborare con Paolo, mettendo a disposizione della
ekklesía
la propria casa.
Parole nuove
Lo specifico linguistico, indizio della novità e differenza di Fm rispetto al resto del
corpus paulinum
, ci sembra rappresentata da altre poche parole che Paolo mai utilizzaaltrove.Al v. 8 di Fm, Paolo utilizza, qui soltanto nel
corpus paulinum
, il verbo
epitásso
,"comando", "impongo", che Luca, per esempio, in 4,36 del vangelo, utilizza per laparola autorevole di Gesù, che "
comanda
con autorità e potenza" agli spiriti immondied questi se ne vanno subito. Paolo utilizza, come ipotesi possibile, esigendoobbedienza o addirittura la sottomissione dello schiavo, lo stesso verbo in relazione aFilemone: pur avendo io, dice Paolo, "in Cristo piena libertà di
comandarti
ciò che devifare…". Ci basti osservare che Paolo, in rapporto a Filemone, è come, e più, diFilemone in rapporto ad Onesimo. Paolo, apostolo e padre – mai si dice padrone - ha,nella chiesa, la stessa autorità, e autorevolezza, della parola di Gesù. Può imporre, nonse stesso, ma l'esempio di Gesù, obbediente al Padre fino alla morte di croce.Al v. 11 di Fm, Paolo usa un altro termine che è sconosciuto al NT, ma che è utilizzatoin diversi passi soprattutto sapienziali e apocrifi (cfr. 2 Mc 7,5; 3 Mc 3,29; Sap 2,11;3,11; 4,5; 13,10; 16,29; Sir 16,1; 37,19; cfr. anche il greco di Os 8,8). Si tratta di
áchrestos
, "senza valore", che con un gioco di parole, è riferito a Onesimo, lo scappatodi casa, "quello che un giorno ti fu
inutile
, ma ora è
utile
a te e a me". L'utilità diOnesimo non fa qui pensare ad un ritorno alla schiavitù sotto Filemone. Onesimo è oradoppiamente
utile
(
eúchrestos
: si noti l'antitesi, figura retorica): per la chiesa localeradunata in casa di Filemone; e presso Paolo, in prigione a Roma, dove Onesimoancora si trova mentre Paolo, suo padre e fratello, sta scrivendo a Filemone. Una utilitàapostolica. Paolo non tema di essere tacciato di utilitarismo e quando parla con unpadrone di schiavi, ne usa lo stesso linguaggio.Al v. 12 di Fm, Paolo si rivolge a Filemone, indicando Onesimo: "Te l' ho
rimandato
, lui,il mio cuore". Il verbo
anapémpo
, oltre questo testo, compare solo nel NT, e solo inLuca (Lc 23,7.11.15) dove si riferisce a Gesù, rimandato come una palla, da Erode ePilato. In Atti 25,21, invece, è riferito proprio a Paolo che, perché s'era appellato aCesare, deve essere "rinviato" a Roma.Al v. 14 di Fm, Paolo usa
hecoúsios
, un aggettivo sconosciuto al resto del NT, mentre èpresente nella LXX (Lv 7,16; 23,38; Nm 15,3; 29,39; Dt 12,6; Esd 1,4.6; 3,5; 8,28; Ne5,8; Gdt 4,14; 16,18; Ps [LXX] 67,10; 118,108; Prv 27,6). Scrive Paolo, rivolgendosi aFilemone, sempre a proposito di una decisione, in realtà già presa, almenoteoricamente, riguardo ad Onesimo: non ho voluto far nulla senza il tuo parere, perchéil bene che farai "non sapesse di costrizione, ma fosse
spontaneo
", o "volontario" –che,nel contesto, è opposto all'indea di necessità, obbligo o dovere. Paolo, accettando ildialogo come metodo di convinzione, sollecita la volontà di Filemone, perché si allineicon quella di Paolo, diventato padre e fratello dell'ex-schiavo. Filemone devetrasformarsi, anche lui, in padre e fratello del giovane Onesimo, perché costui diventidavvero utile a tutti.
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