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CEE newsletter n°2

CEE newsletter n°2

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05/13/2014

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Cee
Cee è una pubblicazione stampata in proprio.
NOTIZIE DALLA NOSTRA LISTA
QUANDO LE PERSONE CI METTONO LA FACCIA...
 T
renta maggio 2011.Sono passati 365 giorni. Esattamente unanno a, Roberto Maviglia diventava Sindacodi Cassano d’Adda sostenuto dalle orze di centro-sinistra ma soprattutto dalla Lista Civica CASSANOETICA E ECOLOGISTA. Forse qualche scettico maiavrebbe immaginato che un movimento come ilnostro avrebbe avuto un tale successo. Invece noie molti cassanesi sì! I giovedì al mercato, le dome-niche in piazza, tisane, volantini, basilico, spillette,cene, magliette, concerti, lanterne volanti, tortesalate, vino, ormaggi, impegno, la voglia di ascol-tare la gente e ancora impegno, tanto impegno daparte di tutti, da parte di chi in questo progetto hacreduto n dall’inizio.La necessità per ciascuno di noi di capire e racco-gliere bisogni, opinioni e consigli perché l’imma-gine di Cassano non poteva rimanere quella tra-smessa dai telegiornali, pubblicata dai quotidiani.Forse nel resto d’Italia, come a Cassano d’Adda, lavoglia di dare una svolta è stata altrettanto orte.Non ci stupisce quindi il grande successo che han-no avuto un po’ ovunque movimenti e liste civichenel corso delle elezioni 2012. Le passate ammini-strative del 20 e 21 maggio hanno inatti eviden-ziato, oltre ad un auenza alle urne bassissima (inalcune città anche del 30%), uno scostamento daquella che è stata la tendenza politica da sempre,un voto che ha voluto dare ducia alle persone enon ai partiti, alla democrazia partecipativa piut-tosto che a quella rappresentativa ed i atti parla-no più di molte parole. Per are qualche esempiosolo in Lombardia, nella Provincia di Bergamo ben16 Comuni su 19 hanno “premiato” liste civiche; inprovincia di Brescia 9 su 12; 4 su 5 in provincia diCremona; 3 su 3 in provincia di Lecco; in provin-cia di Milano su 26 Comuni ben 23 hanno vistola vittoria delle Liste Civiche. Proprio da questinumeri quindi è importante partire per rietteresui segnali che i cittadini vogliono lanciare a chi ligoverna.Forse è tempo di abbandonare il potere ne a séstesso, di lasciare spazio alla voce dei cittadini edalla mano consapevole di chi deve amministrareun bene non proprio.Doveroso è quindi ringraziare chi ha voluto dareducia a Cassano Etica Ecologista, chi ci ha messola accia, chi ha creduto con ragionevolezza che sipotesse innestare un cambiamento. Cassano EticaEcologista è in continua evoluzione, qualsiasi con-tributo di tempo, di idee e di impegno è sempreben gradito!
Giulia Bertini 
L
uciano Domenico Maggi ci ha lasciati, im-provvisamente, la mattina dell’11 maggioscorso.Il giorno prima era stato in montagna con gli amicicon cui condivideva questa passione, orse l’unicain grado di distrarlo dall’impegno per l’ambiente,all’interno del gruppo delle Guardie ecologichevolontarie Parco Adda Nord e della politica, neiVerdi prima e in Cassano Etica Ecologista poi.Luciano era un uomo di sinistra, che voleva unasocietà più giusta ma credeva nella libertà indivi-duale. Era un militante critico che prima di condivi-dere un progetto amava approondirlo e ne volevaessere razionalmente convinto.Ho conosciuto Luciano quando – circa diciassetteanni a – ho aderito ai Verdi per Cassano. Per tuttoquesto tempo, praticamente ogni lunedì sera, cisiamo trovati in gruppo a discutere di politica, dicosa osse giusto are per il nostro comune, qualiossero le migliori scelte da compiere. Lo abbiamoatto sia quando avevamo responsabilità di gover-no, sia quando ci siamo dovuti occupare del con-trollo degli atti perchè all’opposizione.Luciano c’era anche quando la politica non biso-gnava solo teorizzarla, ma richiedeva militanza,azioni come la presenza a maniestazioni o mo-menti di inormazione e propaganda come la pre-parazione e la diusione del giornalino o le cam-pagne elettorali.Non posso dimenticare gli articoli da lui scritti sot-to lo pseudonimo Robin Hood, dove con arguziacolpiva i nervi scoperti dell’amministrazione le-ghista, o qualche discussione che Luciano acevacon chi si avvicinava al nostro banchetto solo alloscopo di provocarci o di quando mi raggiungevaad esempio in bicicletta al mercato di Inzago doveeravamo impegnati per la campagna elettoraledelle elezioni provinciali.Siccome sapeva che l’amore per l’ambiente losi conquista “sul campo”, Luciano c’era anche alanco delle scuole sia per accompagnare ad unapasseggiata lungo il Parco, così come per Puliamoil Mondo o qualche altra iniziativa di educazioneambientale.Seppure è poco che siamo senza Luciano, la suaassenza si a sentire. Credo che se cercassimo sem-plicemente di continuare senza di lui, ciò sarebbeparticolarmente irrispettoso del suo lavoro prou-so con gratuità per così tanto tempo.Abbiamo invece il dovere di dare testimonianza alsuo impegno ambientalista. Per questo nel pros-simo autunno ci aremo carico, per ricordarlo, dimettere a dimora alcune nuove piante, magarilungo il ume, che crescendo continueranno lasua opera; questa volta toccherà a Madre Naturalavorare per Luciano.
Andrea Gaiardelli 
LUCIANO
Hanno collaborato a questo numero: Giulia Bertini,Andrea Gaiardelli, Andrea Passera, Chiara Cerea,Roberto Cantù e Armando Mauri.
 
n° 206/2012
    F    O    T    O     G    I    T    A    N    T    I    G    I    O    I    O    S    I
 
TELERISCALDAMENTO:
 
CHIARIMENTI E FUTURI OBIETTIVI
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eggendo l’intervista rilasciata da Giorgio Va-risco alla Gazzetta dell’Adda ed il traletto diSerano Generoso, mi sono reso conto chesi continuano a ornire inormazioni inesatte sullequali è necessario are un po’ di chiarezza.Rendimento medio stagionaleAll’epoca della realizzazione della rete di teleriscal-damento sul nostro territorio, vecchie caldaie con-dominiali a ne vita, che nella maggior parte deicasi avevano una rendimento medio stagionaleineriore al 50%, sono state sostituite (senza alcuncosto per i condomini) con scambiatori di calore. Tutto ciò con un notevole risparmio per coloro cheavrebbero altrimenti dovuto sborsare migliaia dieuro per l’acquisto e l’installazione di nuove calda-ie.Generoso parla di un errore nella ormula di calco-lo per determinare il prezzo del calore, rierendosiad un valore che compare a denominatore pari a0,75 che rappresenta il rendimento medio stagio-nale delle caldaie a gas (75%). Va detto che il 75%era all’epoca della stipula della convenzione il va-lore massimo certicato per il rendimento mediostagionale, da non conondersi col rendimentonominale dichiarato dai costruttori di caldaie che ènotevolmente superiore. Inatti il rendimento realedi esercizio tiene conto del atto che in ase di ac-censione le caldaie hanno una resa notevolmenteineriore e che le caldaie notoriamente unzionanoa intermittenza, cioè si accendono e spengono incontinuazione durante l’utilizzo.Prezzo del caloreRelativamente al prezzo del calore segnalo inoltreche sul valore ricavato dalla ormula viene applica-to uno sconto del 7,7% per le utenze private e del16,3% per le utenze pubbliche.Pertanto ritengo sia stato un buon successo l’avereottenuto l’inserimento nella ormula di calcolo delvalore massimo allora certicabile (75%) a proposi-to del quale avevo immediatamente dichiarato chesarebbe stato l’elemento su cui intervenire da par-te della commissione per rivedere in uturo i costi,allorché la tecnologia avesse messo a disposizione
Cee
CENTRO PER IL PROTAGONISMO GIOVANILE...
PRONTI, PARTENZA...VIA!!!
G
li anni di attesa non sono stati pochi maquesta volta orse ce l’abbiamo atta. Nonvorrei essere troppo ottimista e sicura-mente siamo ancora all’inizio, in quel momentoin cui ci si conronta, si condividono pensieri eopinioni dierenti, le idee arrivano a manciate,ma i risultati non si vedono ancora. Però ho lasensazione che qualcosa di diverso rispetto alpassato questa volta ci sia davvero. Soprattut-to rispetto a quando, per poter organizzare unevento o un’iniziativa nella nostra cittadina, bi-sognava giocare a braccio di erro con questo oquell’altro assessore, e prima di entrare in Comu-ne era meglio are un lungo respiro, per tenere abada la rustrazione che ormai si era tramutata inrabbia e rassegnazione.Sono bastati due incontri pubblici, patrocinatidall’amministrazione comunale, per intuire chel’entusiasmo e l’interesse attorno all’idea di realiz-zazione di un Centro per il Protagonismo Giova-nile nel nostro paese, sono davvero elevati. Solo
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caldaie con efcienza migliore. Cosa per altro pre-vista nella convenzione dove all’articolo 14 (Revi-sione costi del calore) si dice “qualora la situazionedocumentabile dei prezzi di mercato (omissis)mettesse in evidenza una perdita di competitivitàdei prezzi del calore da teleriscaldamento, AEM siimpegna a ridenire il prezzo del calore in accordocon il Comune di Cassano d’Adda”. Purtroppo negliultimi anni questo obiettivo non è stato raggiun-to perché né la precedente amministrazione conil Sindaco Sala, né l’apposita commissione da luiistituita sono riusciti nell’intento di rivedere i prez-zi. La ridenizione dei costi verrà però perseguitaprioritariamente dalla commissione recentemen-te nominata dal Sindaco Maviglia.Generazione del caloreNell’intervista Varisco aerma altre inesattezzesulla modalità di ornitura del calore sostenendoche viene prioritariamente generato da una calda-ia ad hoc. E’ inatti vero che è stata messa in eser-cizio una caldaia riservata per il teleriscaldamento,per garantire una ornitura di supporto in caso diermo delle turbine della centrale o per manuten-zione o per ermo degli impianti di produzione,come avviene nei ne settimana, data la scarsa ri-chiesta di energia in questo periodo di crisi econo-mica, ma normalmente il calore per il teleriscalda-mento viene spillato dalle turbine della centrale.Comunque, da un punto di vista ambientale, èpiù sostenibile la produzione centralizzata di ca-lore da parte di una caldaia ad alta resa e con lepiù moderne tecnologie per l’abbattimento degliinquinanti, che la produzione di calore da parte dimolteplici caldaie distribuite sul territorio e nonattrezzate per l’abbattimento dei umi.Convenienza economicaRiguardo all’aspetto strettamente economico, vo-glio inoltre segnalare che il costo del teleriscalda-mento in Cassano è il più basso tra quelli presentiin Lombardia ed è assolutamente competitivo coni costi del riscaldamento ottenuto da caldaie a me-tano. Inatti agli sconti sopra indicati va aggiuntoil risparmio sull’Iva (10% per il teleriscaldamento- 21% per il metano) che porta il risparmio a circa il18% per le utenze private e del 27% per le utenzepubbliche.Va però ricordato che questi risparmi possonoessere vanicati se non si tiene adeguatamenteconto delle temperature all’interno delle abita-zioni, inatti per ogni grado in più oltre a quelliprevisti dalla normativa vigente (20°), occorre cal-colare un consumo aggiuntivo di circa il 7%, percui se in casa ci ossero 23° anziché i 20° stabiliti,ci sarebbe un consumo e conseguentemente unesborso superiore del 21%, vanicando così i be-neci competitivi del teleriscaldamento. Lo stessodiscorso vale per le temperature esterne, cioè permantenere in casa i 20° si spende il 7% in più perogni grado in meno che c’è all’esterno: se all’ester-no ci sono 5° anziché 10°, si consumerà il 35% inpiù per avere la stessa temperatura interna. Per cuinon ha senso conrontare i consumi energetici daun anno con l’altro, come molto spesso ho vistoare, senza tenere in considerazione le variazioniclimatiche intervenute.ConclusioniRitengo che il teleriscaldamento sia una granderisorsa per i Cassanesi e che l’accordo a suo temposottoscritto sia stato assolutamente conveniente.Ovviamente ora è tempo di rivederlo e questosarà senz’altro uno degli obiettivi della commis-sione recentemente nominata, che, ben lungi dalvoler perdere tempo in sterili polemiche, intendeoperare per il benessere anche economico dellacittadinanza.
Andrea Passera 
 
LA CITTÀ PER TUTTI
COME VEDERE NELLE DIVERSITA’ UNA RISORSA
P
rogettare la città è un atto di grande respon-sabilità che richiede lungimiranza, e proon-da conoscenza delle esigenze delle persone.Sì certo, delle persone, perché progettare la cittàsignica prima di tutto progettare PER le persone.Addirittura, in alcuni casi più o meno noti, il pro-getto della città ha inciso talmente, in positivo oin negativo, sui comportamenti delle persone dapoter aermare che anche gli abitanti ed il loro de-stino siano stati progettati (ovvero a volte abban-donati al caso).Di quanto aermato purtroppo è molto requentetrovare casi negativi, manco a dirlo, in Italia e posi-tivi nel resto d’Europa.Dunque, riconoscendo il potere educativo dell’am-biente, per utilizzare questo mezzo in manieraadeguata occorre sapere innanzitutto di qualequalità si vorrà che siano i uturi cittadini.L’intervento progettuale deve essere talmente re-sponsabile da orientare all’eccellenza quegli atteg-giamenti positivi già insiti nella popolazione percui sta operando, evitando orzature che rischie-rebbero di non essere comprese dagli utenti.Inoltre il progetto, anche per questa proprietàeducativa che ha l’ambiente, deve rispondere alleesigenze di TUTTI gli abitanti, ma tutti insieme inun unico gesto, prima di tutto per una questionedi giustizia e poi perché passi il messaggio chele dierenze tra le persone ci sono, ma che tuttihanno eguali diritti e quindi devono avere ugualiopportunità di ruire dell’ambiente, mentre no adoggi la progettazione tradizionale si è rivolta ad unutente standard, escludendo o penalizzando cosìgran parte della popolazione, cioè tutti coloro chenon si possono considerare persone o gruppi dipersone “standard” (persone altissime o bassissi-me, ipovedenti, stranieri, bambini, anziani, donneincinte, persone in carrozzina, amiglie numerose,ricomposte o monoparentali, amiglie o gruppi dipersone di etnie e religioni diverse, ecc., ecc.).Progettare secondo questi criteri “or All” consen-te di soddisare una maggior base di utenti dandoacilità, comodità e gradevolezza d’uso a asce diutenti penalizzati od addirittura esclusi dai servizinormalmente nalizzati solo all’utente standard.
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Inoltre, proponendo soluzioni non per disabili, maper tutti, compresi i disabili, ci si assicura che lerisposte progettuali non siano discriminanti (cioècorrette sì, dal punto di vista del superamento del-le barriere, ma diversicate per normodotati o perdisabili), cioè non saranno risposte “ghettizzanti”.Generalmente un approccio progettuale di questogenere dà una risposta creativa alle norme per lasicurezza e l’accessibilità , pertanto è una meto-dologia che, alla ne, si rivela anche economicaperché può rispondere con un unico investimentoalle diverse esigenze cui dovrebbero risponderemolteplici progetti e risponde alle esigenze degliattori di tutta la liera del servizio.Un esempio di una soluzione urbana che si può de-nire corretta da questo punto di vista è il passag-gio pedonale a livello marciapiede che consente digarantire un passaggio acile sia alle carrozzine deidisabili che alle bici o ai passeggini dei bambini oa chi cammina con un trolley o il carrellino dellaspesa, ma anche a chi atica ad alzare le gambe persuperare un ostacolo senza l’ausilio di un corrima-no, condizionando contemporaneamente il rallen-tamento delle automobili per la sicurezza di tutti.Un altro aspetto che non si deve mai sottovalutareè la piacevolezza: ciò che non è bello, anche se uti-le, pratico, economico e giusto, non viene accetta-to, giustamente, dagli utenti.Un progetto “or All”inoltre dev’essere socialmente, ambientalmenteed economicamente sostenibile.Un’ultima importante precisazione va atta sullacorrettezza dell’approccio progettuale, che deveprevedere indagini soggettive, veriche con sog-getti sensibili, ecc., e sulla correttezza nella lieradella decisione che deve prevedere il coinvolgi-mento di tutti gli utenti in tutte le asi del progetto.Il Design or All è una metodologia olistica e siste-mica che richiede il lavoro sinergico di un team dispecialisti di diverse discipline ed il conronto conl’utenza in tutte le asi del processo.Questa metodologia è promossa e monitoratadall’Istituto EIDD-DA Europe e dai suoi afliati,presenti in venti nazioni europee, tra cui l’Italia. Inalcune nazioni, quali ad esempio Svezia, Irlanda eSpagna, le istituzioni politiche ed amministrativesono ortemente e concretamente coinvolte.Nella dichiarazione di Stoccolma del 2004, stilatadall’EIDD-DA Europe, il Design or All è denito ildesign per la diversità umana, l’inclusione socialee l’uguaglianza.Il Design or All rende acile e gradevole la ruizio-ne di prodotti, ambienti e sistemi a tutti i soggettiche desiderano ruirne e hanno una ragionevoleprobabilità di arlo in modo autonomo. Scopoultimo del Design or All è il miglioramento dellaqualità della vita.
Chiara Cerea 
due serate per raccogliere circa una trentina diragazzi e che grazie al passaparola stanno rapi-damente aumentando.Certo, ad essere sinceri qualche piccolo proble-ma si è presentato sin dall’inizio, soprattuttoquando sono stati arontati alcuni temi onda-mentali. Primo ra tutti la utura collocazione delcentro, ovvero gli spazi attualmente inutilizzatidel Dopolavoro. Trovare il giusto modo per rior-ganizzare questi locali, oggi sprecati, e riuscire aconciliare i diversi punti di vista sulla utura or-ganizzazione delle attività non sarà sicuramenteun lavoro da poco, ma di certo l’entusiasmo nonci manca.Per questo dopo questi due incontri di presen-tazione abbiamo deciso di suddividerci in grup-pi di lavoro: cumunicazione, programmazioneeventi, programmazione attività uture e stesuradel progetto, che cominceranno ad incontrarsiperiodicamente già dall’inizio di Giugno.E’ arrivato il momento di rimboccarsi le mani-che e iniziare a lavorare seriamente per rendereconcrete tutte quelle idee che abbiamo volutoinserire nel nostro programma per il uturo diCassano, e che ancora tutti i giorni diendiamocon orza. La speranza è che questo sogno cheabbiamo custodito per troppi anni nelle nostreteste, e che nel tempo si è ingrandito, trovi nal-mente la sua realizzazione.Come amministratori abbiamo il dovere di darerisposte concrete alle richieste e alle esigenzedei giovani del nostro paese. Abbiamo l’obbligodi considerare i temi legati alle politiche giovani-li come qualcosa di ondamentale per lo svilup-po del nostro paese, quindi non più relegabile,come in passato, a questione di secondaria im-portanza.
Roberto Cantù 

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