abbinamento cibo-vino
L'arte di armonizzare e valorizzare al meglio le caratteristiche dei vini e dei cibi fra di loro. E' basata suregole che lasciano comunque spazio al gusto e all'esperienza di chi le adotta.
abbinamento percontrapposizione
Nasce dalla necessità di contrastare o almeno ridurre, in un abbinamento, le caratteristiche dominanti,onde consentire un maggiore equilibrio gustativo. Se un cibo, ad esempio, è prevalentemente grasso, saràopportuno abbinarlo ad un vino fresco, vivace, ricco di acidità, in grado di pulire la bocca, oppure tannicoe alcolico, purché la struttura del piatto lo consenta.
abbinamento per similitudine
E' indispensabile quando il sapore del cibo è a prevalenza dolce. Abbinare uno spumante secco ad unatorta di crema farcita è un grossolano errore: il piatto perderebbe quella sua sensazione di piacevolezza erotondità e il vino sembrerebbe aggressivo e quasi amaro. Molto meglio un Moscato d'Asti dolce (se siprediligono le bollicine).
abboccato
Vino a tendenza dolce, con leggero residuo zuccherino (il processo di fermentazione viene arrestato primache tutto lo zucchero si trasformi in alcol).
abbonimento
Riguarda il processo di pulitura delle botti per renderle adatte a contenere il vino. Si effettua con lavaggi egetti a pressione di vapore caldo che asportano le impurità presenti sulla superficie del vaso vinario. Nellebotti di grandi dimensioni si può anche piallare la parte interna delle doghe.
accartocciamento
Malattia della vite provocata da diversi virus, i cui sintomi sono facilmente individuabili: la foglia dellapianta si ripiega verso il basso, mentre l'area compresa fra le nervature assume una colorazione rossa(nelle varietà a bacca nera) o gialla (in quelle a bacca bianca).
acerbo
Indica un vino che ha bisogno di affinamento, ancora sovrastato dall'acidità che dà una sgradevolesensazione di frutta acerba.
acescenza
Malattia del vino generata da batteri acetici (acetobacter), responsabili della trasformazione di alcol etilicoin acido acetico ed acqua.
acetaldeide
Composto chimico della famiglia delle
aldeidi
, presente nell'uva. Deriva come prodotto secondario dalla
fermentazione alcolica
tramite ossidazione dell'alcol etilico. Normalmente è presente nei vini in misurabassissima, tale da non essere percepita dall'uomo. Oltre una certa soglia il vino acquista un gusto di"svanito" e assume riflessi giallognoli. L'acetaldeide si lega con l'anidride solforosa e con gli antociani,facilitando la polimerizzazione dei tannini e determinando il colore del vino.
acetato di etile
Composto chimico della famiglia degli
esteri
, derivato dalla combinazione dell'alcol etilico e dell'acidoacetico. Si trova nella maggior parte della frutta e nelle bevande alcoliche. In moderata quantitàconferisce ai vini un sapore piacevolmente fruttato, in dosi maggiori uno sgradevole odore di aceto.
aceto
E' il prodotto ottenuto dalla fermentazione acetica del vino. Si ottiene per fermentazione ossidativa svoltada batteri aerobi (acetobacter) che trasformano l'alcol etilico in acido acetico.
Aceto balsamico di Modena
Si ottiene dalla fermentazione alcolica e acetica di mosti d'uva, con l'addizione di una parte di acetovecchio di almeno 10 anni. Può maturare in botti di rovere, castagno, quercia, gelso o ginepro. E'consentita l'aggiunta di caramello.
Aceto balsamico tradizionaledi Modena e Reggio Emilia
Aceto a denominazione di origine (dal 1986) che si ricava da uve selezionate di trebbiano, occhi di gatta,spergola, berzemino e lambruschi, coltivate nelle rispettive province. Ha tre livelli qualitativi: bollino Aragosta (buono, 240-260 punti), bollino Argento (260-300 punti), bollino Oro (oltre 300 punti, è ilmigliore in assoluto). E' ottenuto da cottura a fuoco diretto del mosto (70 °C) che, una volta concentrato,viene fatto riposare per tutto l'inverno allo scopo di farlo decantare e illimpidire naturalmente. Inprimavera viene filtrato e travasato in piccole botti per realizzare la fermentazione alcolica (lieviti) el'ossidazione acetica (acetobacter). La maturazione avviene in una serie di barili di capacità via viainferiore, ognuno di legno diverso (ciliegio, gelso, ginepro, castagno, rovere). E' previsto uninvecchiamento minimo di 12 anni utilizzando un metodo del tutto simile al 'Soleras'. Partendo da un pesoiniziale delle uve di 100 kg. si arriva ad ottenere solo 2,5-3 litri di aceto; questo spiega il perché del prezzomolto elevato. Non va confuso con l'Aceto balsamico di Modena (vedi), prodotto completamente diverso edi qualità inferiore.
acetosa
erba aromatica spontanea della famiglia delle polygonacee, detta anche erba brusca o romice, con fogliea punta di freccia, usata per preparare insalate o salse per carni e pesci.
acidi organici fissi
Acido tartarico (ossidazione del glucosio), acido malico, acido citrico, acido ossalico, acido glicolico.
acidi organici volatili
Acido acetico.
acidificazione
Detta anche tartarizzazione, è un procedimento che consiste nell'aggiungere acido tartarico ai mosti e aivini. Per incrementare la limitata acidità dei mosti derivati da uve particolarmente mature, o nelle annatedeboli, l'acido tartarico viene utilizzato (nella misura massima di 1,5 g/l) al fine di ridurre il rischio dialterazioni chimico-fisiche durante la maturazione del vino.
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