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Ducato
Periodico dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino
Quindicinale - 16 gennaio 2009 - Anno 18 - Numero 1“Ducato on line”: www.uniurb.it/giornalismo
   D   i  s   t  r   i   b  u  z   i  o  n  e  g  r  a   t  u   i   t  a   S  p  e   d   i  z   i  o  n  e   i  n  a .  p .   4   5   %   a  r   t .   2  c  o  m  m  a   2   0   /   b   l  e  g  g  e   6   6   2   /   9   6  -   F   i   l   i  a   l  e   d   i   U  r   b   i  n  o
Si apre ad aprile la grande mo-stra su Raffaello Sanzio. In tuttosaranno esposte 38 grandi operedel pittore nato ad Urbino. Il mi-nistro degli Esteri Franco Fratti-ni sta trattando il delicato presti-to della “Resurrezione di Cristo”con il museo di San Paolo delBrasile.
alle pagine 8 e 9 
Con Raffaellosi tenta il rilancio
Cultura
Da settembre un abitante sudieci ha cominciato a separare irifiuti. Marche Multiservizi au-menta i cassonetti per la raccol-ta stradale e si propone di rag-giungere in tre anni l’obiettivodel 40 per cento di raccolta diffe-renziata previsto dalla finanzia-ria 2007. Presto verrà distribuitoun bidoncino per l’umido a tuttele famiglie.
alle pagine 2 e 3
Porta a porta:confusionee buona volontà
Rifiuti
Il comune di Urbino è proprieta-rio del territorio nei pressi diFermignano. L’area fa parte deiterreni all’asta per trovare i fondiper un complesso socio-sanita-rio. Il Moto Club fermignanesevedrebbe sfumare più di tren-t’anni di attività. L’offerta all’a-sta, con base 310.000 euro, nonpuò essere coperta da mutuo.
a pagina 14
Un beneminacciato
Crossodromo
La crisi comincia a colpire
 Basta con l’abbigliamento costoso, mentre la spesa si fa al supermercato
Lavoro e commercio mostrano chiari segnali delle difficoltà attuali
L’EDITORIALE
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l giornalismo o è indipendente,oppure non è. E, senza giornali-smo, la società democratica nonfunziona, si passa nella postdemo-crazia.Tempo fa Nanni Moretti ha lanciatoun allarme che è sembrato singolare:in Italia è assente l'opinione pubbli-ca. Il Paese è fermo, anzi va indietro,declina, come ha scritto il "New York Times". Poi anche Eugenio Scalfari eIlvo Diamanti hanno detto qualcosadel genere.Non solo manca l'opinione pubbli-ca, anche il senso comune si è abbas-sato, l'orizzonte è più corto, "dome-stico". Ogni ambiente porta al massi-mo la propria logica e procede incu-rante degli altri. In pubblicità tira laviolenza? Allora coloriamo le mac-chine di rosso col sangue o facciamoaggressivo anche Babbo Natale chefa giustizia a pugni. I comportamen-ti toccano anche la vita quotidiana.Se in auto ti fermi per far passare unpedone sulle strisce, può capitartidietro un automobilista che ti suonastizzito.Gli italiani sono diventati tutti rozzi ecattivi. Crediamo di no. Un paesecivile c'è: un po' punito, un po' dis-orientato e dormiente, un po' esclu-so, con poca trasmissione dei saperi.Di fronte a questa deriva, l'informa-zione non è innocente, non fa il suomestiere perché non è autonoma. Faaltro. Tutti i media si ritrovano schie-rati, nelle città e nel Paese, o con ilgoverno o con l'opposizione. Le noti-zie e il fluire dei fatti vanno a collocar-si, con maggiore o minore equilibrio,in un alveo quasi predefinito, sterile.La società finisce per mancare di fre-schezza, non corre linfa vitale, in tuttigli ambiti non emergono i migliori, ipiù capaci. Il contrario dell'egua-glianza dei punti di partenza. Tutto sirichiude sul già esistente.Ci siamo accorti meglio di questaseria anomalia con l'elezione negliStati Uniti, di Obama. Ci ha stupito, ciè piaciuta (più o meno a tutti). Unuomo-progetto scelto non dal parti-to democratico o contro il partitorepubblicano, ma da una opinionepubblica preoccupata. Informata,però, e libera (dopo avere smaltitonel tempo la botta dell'11 settem-bre).In Italia una cosa del genere potreb-be oggi accadere? Nemmeno persogno. Qui non sono i cittadini a farela politica, ma la politica a fare i citta-dini.Che cosa può farci il giornale di unacittà come Urbino, il periodico dellascuola di giornalismo? Molto.Moltissimo."Il Ducato" è una redazione di trentagiovani che si preparano al giornali-smo come deve essere. Da quando ènato porta con sé l'indipendenza. E'il giornale speciale di una città spe-ciale, diversa: per la sua università eper la sua storia. Basta camminare perle vie di Urbino per comprenderlo.Quando questi giovani giornalistiraccontano l'aria che si respira, lecose che si comprano o non si pos-sono comprare, la vita e le paroledelle persone, quel che conta e quel-lo che non conta, la mostra diRaffaello o le compite signore chenonostante l'abolizione voglionopagare ancora l'Ici, costruisconoanche qualcosa d'altro, guardano,insieme con i lettori, parecchio in oltre l'orizzonte.
Giornalisti per guardareoltre l’orizzonte
La stagnazione economicacomincia a mordere anche aUrbino. La temuta crisi si èfatta sentire già nella partefinale dell’anno appena con-cluso e ora sta colpendo un po’in tutti i settori. L’occupazionescricchiola, perfino tra le realtàpiù solide; il commercio alter-na luci e ombre, nell’abbiglia-mento come nel settore ali-mentari.Lavoro: “Il pubblico impiegosalva Urbino perché è più tute-lato, mentre soffrono un po’ leimprese di Fermignano”.L’analisi di questa situazione adue facce è dell’assessore pro-vinciale al Lavoro, MassimoGaluzzi, che snocciola anche lestatistiche a testimoniare il calodegli indicatori: “Le assunzionidiminuiscono, le mobilitàaumentano, così come la pre-carietà. Tra le vertenze, la Tvsristruttura mentre la Benelliarmi non ha grossi problemi.Nell’ambito del commercio, iconsumatori sembrano pre-miare l’abbigliamento che haun buon rapporto qualità-prez-zo e snobbano le grandi firme ei capi di lusso. Bene a metà isaldi, che hanno mostrato unatendenza positiva. Per fare laspesa invece si preferisce sem-pre più la grande distribuzione,a discapito delle piccole botte-ghe. Gli studenti e i prodotti inofferta le chiavi del successo.
alle pagine 6 e 7 
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onostante il termine dei lavori fosse fissato a gennaio, l’Anas ha comunicato un nuovo ritardo. La bretella sarà pronta la prima settimana di marzo, ma per l’inaugurazione si dovràaspettare il mese di aprile. Le ragioni: modifiche apportate al progetto iniziale soprattutto in mate-ria di sicurezza; costruzione dell’impianto antincendio nella galleria Ca’ Gulino e della rotatorianella zona “le Conce”; illuminazione del sottovia di Fermignano.
a pagina 5 
Bretella, nuovi ritardi. A marzo la fine dei lavori
L’Università di Urbino non è vir-tuosa secondo i parametri fissatidalle leggi 133 e 180. Superandoil limite del 90% nel rapporto tracosto del personale e fondo di fi-nanziamento ordinario, non po-trebbe più assumere nuovo per-sonale né indire concorsi. Unduro colpo per l’Ateneo che solodue anni fa aveva avviato il pro-cesso di statalizzazione
a pagina 12 
Riforma GelminiUrbinoora nei guai
Università
 
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inalmente, dopo es-sere stata rimandataper mesi, anche aUrbino è partita laraccolta differen-ziata porta a porta.Solo in alcune zone e in via spe-rimentale. Circa 1500 cittadinihanno cominciato a dividere irifiuti in tipologie e a portare isacchetti nei bidoni colorati vi-cino a casa, a seconda del ca-lendario di raccolta: lunedì egiovedì gli operatori ritiranol’umido e il secco indifferen-ziato, martedì la plastica, mer-coledì la carta e venerdì alter-nano vetro e lattine. Gli abitan-ti dei quartieri di Mazzaferro, Villa Teresa, Tufo e Montesoffiosi stanno abituando alle nuoveregole: alcuni dubbi rimango-no, e se si va a guardare dentroi bidoni capita di trovarci dei ri-fiuti sbagliati. Oppure si vedo-no dei cassonetti stracolmiperché qualcuno porta fuori isacchetti nei giorni sbagliati.Ma la sperimentazione sta co-minciando a ingranare.Nel resto della città MarcheMultiservizi, la ditta che da unanno si occupa della gestionedei rifiuti di Urbino, sta incre-mentando il numero dei bido-ni per la raccolta differenziatadi prossimità (la raccolta “nor-male”, con i cassonetti per laplastica, la carta e il vetro rag-gruppati lungo le strade). Pre-sto estenderà la raccolta dei ri-fiuti organici a tutto il territo-rio. “L’obiettivo dei prossimitre anni è riuscire a riciclare il40% dei rifiuti, come previstodalla Finanziaria 2007” spiegaLeonardo Tombari, responsa-bile della divisione ambientaledella Multiservizi.Una sfida impegnativa, consi-derando che, stando ai dati diLegambiente, Urbino nel 2007riciclava solo poco più del 17%dei propri scarti."I cassonetti della raccoltastradale sono una buona cosa,ma non bastano a toccare lepercentuali chieste dall'Unio-ne Europea, fissate in Italia dal-la Finanziaria 2007” affermaSauro Capponi, assessore pro-vinciale con delega all'am-biente. L’assessore è convintoche l'obiettivo debba essere ilporta a porta ovunque.Dello stesso parere Donato De-meli, assessore comunale allosviluppo sostenibile: "Solo conil porta a porta e la tariffa pun-tuale, che responsabilizza epremia il singolo, è possibilerealizzare percentuali signifi-cative di differenziata”. La faseattuale è un compromesso. Infuturo, il Comune punta a so-stituire la tariffa di igiene am-bientale, calcolata in base alledimensioni dell’immobile e alnumero di componenti del nu-cleo famigliare (o all'attivitàsvolta dalle imprese) con unatariffa puntuale che tassi solola quantità di rifiuti che ciascu-na utenza fa smaltire.Tombari, della Multiservizi,non esclude la possibilità di ar-rivare ad una tassazione chepremi i virtuosi. Anche perchél’incentivo regionale di 60.000euro per la sperimentazionedel porta a porta che Urbinoaveva ricevuto un anno fa è vin-colato all’attuazione della ta-riffa puntuale. La Multiserviziha tempo fino al 2010 per deci-dere. Tombari rimane peròscettico sulla proposta di Le-gambiente di un porta a portapiù rigoroso, con codici a barredi riconoscimento sui sacchet-ti: “C’è il rischio di premiarecon una tariffa inferiore chimagari ha sversato parte deipropri rifiuti in un fosso”.Per ora la Multiservizi intenderaggiungere la soglia del 40%con la raccolta di prossimità.Da metà gennaio sono comin-ciate assemblee pubbliche neiquartieri per spiegare a tutti laraccolta differenziata. La dittadistribuirà poi casa per casadepliant informativi e un bi-doncino marrone da 10 litri perl’umido. Entro pochi mesi saràistituita la figura dell'ispettoreambientale, un pubblico uffi-ciale che avrà un ruolo princi-palmente educativo, ma potràanche sanzionare chi non dif-ferenzia i rifiuti, o li abbandonafuori dalle aree adibite.“I costi della raccolta sono mol-ti, specie nel porta a porta”:Tombari giustifica l'incremen-to del 23% delle tariffe, che tan-te polemiche ha suscitato. So-prattutto all'avvio gli investi-menti sono consistenti, in ter-mini di personale, mezzi, pub-blicità. Quando la raccolta en-trerà a regime, i costi dellosmaltimento diminuiranno, ecosì le tariffe per i cittadini.In effetti il Comune stima che,solo dalle zone di sperimenta-zione del porta a porta, i confe-rimenti in discarica di rifiuti in-differenziati diminuirebberodi 750 tonnellate all’anno. E il33% di questi rifiuti sarebbe ditipo organico. Si capisce per-ché la priorità di Marche Mul-tiservizi sia per ora l'estensio-ne della raccolta dell'umido atutto il comune. Ma si capisco-no anche le critiche di chi spin-gerebbe piuttosto per un portaa porta diffuso.
volalice3@yahoo.it 
“Porta a porta, proviamoci”
Quattro quartieri stanno sperimentando la raccolta dei rifiuti a domicilio
Da gennaio in tutto il Comune più cassonetti per la differenziata e un bidoncino a famiglia per l’umido 
“Hanno stravolto il nostro progetto”
Le critiche di Bolognini, presidente di Legambiente a Urbino
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uesto non è un vero porta aporta". Alessandro Bolognini,presidente del circolo Legam-biente di Urbino, non è per nulla convin-to della recente sperimentazione di rac-colta dei rifiuti.Prima della fusione tra Megas e Aspes,che lo scorso gennaio ha generato la dit-ta Marche Multiservizi, Legambiente ealtre associazioni avevano proposto unprogetto di raccolta differenziata porta aporta "più spinto, utilizzando sacchetticon codici a barre di riconoscimento". Ilprogetto prevedeva una sperimentazio-ne in sei quartieri e nelle mense univer-sitarie. Doveva partire a gennaio 2008,ma la nuova ditta di gestione dei rifiuti,la Marche Multiservizi, lo ha considera-to non sostenibile economicamente, e loha rimandato. Fino a pochi mesi fa.
Ora la sperimentazione è differente.
Già: niente più controlli diretti sui citta-dini e niente incentivi e sgravi fiscali perchi differenzia e contiene la produzionedi rifiuti. E l'area è stata di molto ridotta.In più, hanno avuto troppa fretta di ini-ziare e non sono riusciti a informare inmaniera esauriente i cittadini.
Comincia però una campagna di sensi-bilizzazione in tutte le case.
La Multiservizi ha previsto un'informa-zione capillare, famiglia per famiglia, enelle scuole, dove sono previsti corsi diformazione per insegnanti. Noi da annifacciamo corsi con il centro di educazio-ne ambientale "Casa delle vigne", e pur-troppo devo dire che i risultati non sonoeccellenti. Staremo a vedere.
Marche Multiservizi intende raggiun-gere l'obiettivo del 40% di raccolta dif-ferenziata in tre anni. Ce la farà? I datiLegambiente del 2007 non sono moltoconfortanti.
Il comune di Urbino nel 2007 ha diffe-renziato il 17,30% dei propri rifiuti. Po-chi punti in più rispetto al risultato del2006. Forse sarà difficile balzare in treanni al 40%. Comunque, noi ce lo augu-riamo. Legambiente monitorerà da vici-no il progetto, peraltro ancora flessibile.Se dai controlli risulterà che non funzio-na, o che c'è dietro qualche interesse del-l'azienda, allora si andrà allo scontro. Madevo dire che, nonostante il componen-te privato (Hera) ragioni ovviamente conuna logica di tipo aziendale, ci ha solle-vato notare nella Multiservizi una certaattenzione all'ambiente.
C'è stata una polemica sull'aumentodelle tariffe. Cosa ne pensa?
L'aumento disincentiva il cittadino. Perquesto noi insistiamo per arrivare allatariffa puntuale, e alla raccolta porta aporta a peso, con i codici a barre di rico-noscimento nei sacchetti. D'altro cantoè anche vero che la raccolta prima di an-dare a regime ha bisogno di un certo pe-riodo di rodaggio e di investimenti con-sistenti. Poi, con l'ammortamento dellespese della ditta, gli introiti del riciclag-gio e la maggiore durata delle discariche,dovrebbe calare la spesa anche per i cit-tadini. Speriamo che si arrivi presto al40% di differenziata e che insieme si tor-ni a tariffe normali.
(a.c.)
 ALICE CASON
Raccolta differenziatanel 2006 nel comune diUrbino (datoLegambiente)
14,85%
L’obiettivo fissato dallaFinanziaria 2007 cheMarche Multiservizi vuolerealizzare entro tre anni
40%
Raccolta differenziatanel 2007 nel comune diUrbino (datoLegambiente)
17,30%
Bidoni per la raccolta differenziata porta a porta nella zona condominiale di Mazzaferro
 
3
PRIMO PIANO
I cittadini: “L’iniziativaè buona ma dobbiamoancora abituarci”
Difficile ricordare il calendario della raccolta
Disservizi? Ti aiuta lo sportello
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ei quartieri diMazzaferro, Vil-la Teresa, Tufo eMontesoffio,continua la rac-colta “porta aporta”. Ma come sta funzio-nando? “Ha portato molti van-taggi - dichiara Mario Ciaroni,un cittadino della zona di VillaTeresa - anche se non ha moltosenso che noi qui ci impegnia-mo tanto mentre in altre areeneppure la fanno e continua-no a buttare tutto in un unicobidone. Non ci sono sanzioniper chi non rispetta le regole,né premi per noi che invececerchiamo di fare le cose al me-glio. Paghiamo tutti le stessetasse. Che senso ha? È una buf-fonata! Inoltre mancano i bi-doni della plastica e del secco,dobbiamo lasciare i sacchettiper terra e i cani sporcano tut-to: non è per niente igienico.Non oso immaginare cosa ac-cadrà questa estate con il cal-do. Forse era più comodo pri-ma, con le campane. In più, se-condo me, il colore dei bidonidella carta andrebbe cambia-to: è trasparente, tutti possonoleggere chiaramente i miei datie violare la mia privacy”. In ef-fetti - spiega Roberta Ruscia-delli, una ragazza che vive dasola in una casa con giardino a Villa Teresa - capita spesso di ri-trovare nei nostri bidoni l’im-mondizia che la gente porta daiquartieri vicini, sacchetti in-differenziati che poi restano lìper giorni e giorni. Noi sappia-mo benissimo di chi sono, manon li segnaliamo, tanto non cisono sanzioni né ispettori am-bientali.È una vergogna!”.È della stessa opinione anche Antonio Ferri, abitante di Maz-zaferro: “Noi facciamo bene laraccolta, ma nell’edificio ac-canto portano sempre i sac-chetti nei giorni sbagliati”. Re-sta, comunque, tra i cittadinil’impressione che sia necessa-ria una grande attenzione e for-za di volontà per fare la raccol-ta differenziata come si deve,perché le indicazioni non sonosempre chiare, nonostante ladistribuzione di brochure con icosiddetti “RifiutoMetri” e il ri-corso a riunioni di quartiere.“Facciamo un po’ fatica a capi-re bene dove gettare le cose, an-che se - commenta GiovanniLoizzo, studente di Mazzaferro- trascorrendo la maggior partedel tempo all’Università in ca-sa non ci sono quasi mai. Citengo a fare bene la raccolta
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igliorare la raccolta differenziata sipuò. Come? Collaborando all’iniziati-va promossa da “Cittadinanzattiva”che ha dato vita, dai primi di ottobre, a unosportello per informazioni e per segnalare dis-servizi. “Il nostro scopo - commenta SalvatoreLiberto, coordinatore responsabile di Cittadi-nanzattiva - è fare in modo che i cittadini ab-biano un atteggiamento diverso, che non sia didelega alle istituzioni ma di partecipazione at-tiva”. I disservizi più segnalati, fino a ora, ri-guardano la zona di Mazzaferro. Gran parte deicittadini si lamenta del fatto che spesso i sac-chetti, depositati nei bidoni sbagliati, restano lì,non ritirati, per diversi giorni.“Il problema - spiega Maria Atripaldi, segretariadel coordinamento di Cittadinanzattiva - è checi sono persone che non rispettano il calenda-rio dei giorni di conferimento. A tal propositovorremmo al più presto collocare, vicino aipunti stabiliti, dei grandi cartelli plastificati chericordino alla gente gli orari e i giorni di raccol-ta”. Altro problema da risolvere riguarda i cani che,mordicchiando i sacchetti della plastica e delsecco per i quali non è previsto un apposito bi-done, sporcano l’area dei punti di raccolta.“La gente dovrebbe lavare meglio le cose primadi buttarle – aggiunge Maria Atripaldi - mentrenoi potremmo provvedere a recintare la zona”.Nonostante le difficoltà, la raccolta differenzia-ta arranca ma procede. Per poter decollare ne-cessita della collaborazione di tutti. Lo sportel-lo, in via Gramsci 29, è aperto il mercoledì e il ve-nerdì dalle 9:00 alle 11:00, e le richieste o le se-gnalazioni possono essere comunicate di per-sona o inoltrate per telefono, fax, posta o e-mail.Questi i riferimenti: 0722329685;e-mail: raccoltadifferenziata08@yahoo.it
(b.d.m.)
BRUNELLA DI MARTINO
differenziata. Vengo dal sud,dove l’emergenza rifiuti è sottogli occhi di tutti e ho voglia di ri-scattarmi. Non ho mai chiama-to lo sportello dei disservizi maspero che chi ha il dovere dicontrollare se ne occupi: è bel-lo avere strade e quartieri puli-ti”. “La raccolta differenziatasta prendendo piede in tuttaItalia e sta diventando sistemae questo sì che è un progresso. All’educazione dei cittadinituttavia - aggiunge Danilo Alessandroni, un abitante diMazzaferro che fa parte di Le-gambiente - dovrebbe contri-buire anche l’autorità, magaricon controlli serrati e l’intro-duzione del codice a barre; è la-sciato tutto un po’ troppo allaresponsabilità individuale. Re-sponsabilità che dovrebbe tra-dursi in senso civico, in rispet-to e cura dei beni comuni cheinvece spesso manca. Mi sonoaccorto infatti che nei bidonidell’indifferenziata la spazza-tura è aumentata, perché chinon vuole fare la cernita li va abuttare lì. Altra cosa che non vaè il fatto che i bidoni della rac-colta “porta a porta” siano di re-sponsabilità del quartiere: nondovrebbe essere il Comune adoccuparsi della pulizia dei cas-sonetti?”. “Io i bidoni li ho ingiardino, sono un po’ ingom-branti perché i sacchetti sonopiù grandi di quelli tradiziona-li, ma - interviene Roberta - al-meno sono puliti. Nonostantetutte le difficoltà, sono semprestata favorevole alla raccoltadifferenziata. Anche se non hofigli penso al futuro di chi ver-rà: non è giusto che i bambinivivano con l’immondizia alcollo”.
brunelladm@hotmail.it 
Frazione organica
: qualsiasi scarto di cucina è ricicla-bile, così come piccole piante e cenere di caminetti.I
tovaglioli di carta
usati vanno gettati tra i rifiuti orga-nici.Il
tetrapak
va buttato nel contenitore della carta, men-tre il
polistirolo
in quello della plastica.È riciclabile anche la
carta che contiene parti di altrimateriali
(ad esempio la finestra di plastica dellebuste).È sempre meglio
sciacquare
con acqua bottiglie e fla-coni prima di buttarli. E’ consigliabile anche
svuotare
icontenitori prima di depositarli nei cassonetti.
Non sono riciclabili:
carta sporca o unta, piatti, bic-chieri e posate di plastica, pannolini, assorbenti ecalze di nylon vanno buttate nel sacchetto giallo delsecco.
CONSIGLI UTILI

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