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CREARE UNA VITA STRAORDINARIA
 25/12/2002
(Dagli Insegnamenti di Ramtha)
 
Qualunque cosa pensiamo, diventa la nostra vita
Invocazione al Signore Dio del nostro essere.
0 mio amato Dio,da ciò che tu sei il fuoco che tu sei,o Misterioso,attiva la mia mentee sospingi la mia anima,espandi la mia consapevolezzae fa che la mia vita evolva, poiché in questi giorni sto coltivandociò che tu sei.Dio, benedici la mia vita.Cosi sia. Alla vita! 
 Sappiamo che
consapevolezza ed energia
creano la natura della realtà e chequalunque cosa pensiamo, è la nostra vita, e può essere ciò che viene chiamato un futuroprevedibile; ciò conferisce a "noi" quell'essenza divina. Perciò cerchiamo di utilizzarequesto principio creatore.Orbene, quand'é che se ne ha abbastanza di vivere la stessa noiosa esistenza? Quand'èche vi svegliate e create ciò che è chiamato un nuovo sogno e un nuovo paradigma? Nellavostra cultura le chiamereste avventure. E quando vi svegliate e decidete che voletevivere un'avventura, non è davvero sorprendente che i modi e i mezzi per quell'avventurasemplicemente si manifestino? Ciò accade perché voi lo volete e siete pronti per questo.Anche questa è una qualità divina. Non si tratta di coincidenza.Se non applicate consapevolmente ciò che vi viene insegnato, non potrete mai realizzarequella che viene definita la vostra piena eredità, ciò che vi appartiene. Eredità chepotremmo chiamare il
regno dei cieli
. Bene, questo non ha niente a che fare con unqualche bene immobiliare che sta là fuori ed è chiamato cielo, ma riguarda la capacità ditrasformare e invero di trasmutare la materia e il tempo. E a quale scopo? Per 
rendereconosciuto l'ignoto, per crearlo, farne esperienza, dissolverlo e creare di nuovo
.Questa è una qualità divina, e potremmo anche chiamarla crescita.Se non applicate ciò che è chiamata conoscenza, la verità delle vostre esperienze nellavita quotidiana, non serve leggere semplicemente questi insegnamenti che riguardano chivuole conoscere le chiavi della trasformazione. E dovete sapere che non bastasemplicemente capire la cosiddetta filosofia o teoria. Non è sufficiente. Non basta sentire.Si tratta di agire. E se non siete gente che agisce, non dovreste perdere tempo a leggerequeste cose.
 
Volete imparare a generare e a dar vita a quello che viene definito tutto ciò che è latente invoi. E ci sono molte cose latenti in voi. Se per tutta la durata di questa vita avete usatomeno di un decimo del vostro cervello, che cosa sta accadendo allora a tutto il resto, eperché è ancora al suo posto e non avrebbe dovuto, proprio così, essersi deformato nelcorso dell'evoluzione fino a diventare della misura di un pisello? Abbiamo mantenutoquesto grande cervello soltanto per poter avere una faccia? Immaginatevi come sarebbela vostra faccia su un pisello! Questo, come anche quella che chiamiamo rigenerazionedelle esistenze, si erge per voi a muta testimonianza del fatto che c'è dell'altro che dovetefare - e non nel senso di faticare di più - ma nel senso dell'avventura e di quella che èchiamata scoperta e che avete tutto l'equipaggiamento e tutti gli strumenti per far nascerequel regno come manifestazione, e che la vita è, proprio così, la nostra esperienzaattraverso cui possiamo dimostrare quel fattore evolutivo e manifestare quella divinità ognigiorno.Il maestro non lascia che la giornata accada; il maestro crea la giornata e la guida adiventare esperienza. Dovete compiere il lavoro e trovare la verità. Ora, che cos'è laverità? E' prendere la conoscenza, la filosofia, metterla qui (in testa) e poi applicarla làfuori. Se produce un effetto e riuscite a metterla in pratica, a quel punto è verità; prima, èsoltanto congettura. E chi ha applicato questi insegnamenti sa che tutto questo funziona.Quindi, poco per volta mettete in pratica gli insegnamenti, quando siete felici, perchéallora è facile applicarli. E sembra che ciò che è chiamato Dio abbia riversato su di voi lasua benedizione più squisita, e che nulla possa andarvi male; finché un giorno tutto vi vamale davvero perché quella giornata vi siete dimenticati di crearla. E cosi diventate, comesi suol dire, soggetti alla realtà invece di essere voi a governarla. Quando vi va maledunque, vivete male e vi trincerate, come si dice, nell'esistenza problematica.Questa è l'origine della depressione. E diventa un'abitudine. E se siete depressi un giorno,quello stabilisce quella che chiamiamo qualità dell'esistenza per il giorno dopo. E allora visvegliate e il giorno dopo è piuttosto malinconico perché è stato, proprio cosi, generato dalgiorno precedente. E vi svegliate e c'è quella malinconia, e allora vivete la malinconia enon fate che incrementarla per il giorno dopo. Questo è il suo ciclo.Questi insegnamenti non sono talenti che, una volta letti, li dimenticate dopo qualchegiorno, ma devono essere portati con voi e incorporati ogni giorno, e non c'è alcunaragione per cui dovreste implorare o preoccuparvi per il vostro pane quotidiano o per lavostra esistenza, poiché avete imparato come cambiare queste cose. Non c'è ragione per cui dobbiate languire in quella che è chiamata depressione dal momento che avetesperimentato la grande gioia. E ci basta tornare a ricordare come ciò è accaduto per modificare la realtà. Non c'è alcuna ragione per cui dobbiate soffrire. Inoltre, non c'èragione per cui dobbiate rimanere stagnanti nella vostra noiosa esistenza. Non c'è ragioneper cui la vita debba essere mondana; ma ci sono tutte le ragioni per cui essa dovrebbecambiare ogni giorno.Orbene, cambiare non significa buttare fuori a calci il gatto. Non vuol dire questo. Si trattadi un cambiamento nella consapevolezza che dà una tonalità diversa alla giornata per cuila luce splende in un altro modo e getta un'ombra differente, cosicché l'osservazionedell'ombra conferisce ciò che è detta una prospettiva dimensionale all'Osservatore, chesiete voi. E' una crescita che avviene ogni giorno della vostra vita. E non c'è ragione per cui dovreste essere in guerra con i vostri vicini. E in realtà, non c'è ragione per cui nondovreste amare. Non importa quanto ciò possa essere controcerrente. Non c'è alcunaragione per cui non dovreste amare.Dovete essere ciò che avete imparato a essere, e quella radiosa fiducia sa che non esistené demone, né ciò che si chiama drago, che possa provocare in voi la minima paura, e sache non esiste patto che possa suscitare in voi preoccupazione, né carenza di provvistenella vostra credenza che vi induca a temere per la vostra vita.
 
Se siamo Dio, allora siamo tutto. Se non siamo riusciti a compiere certe cose, Dio èancora un mistero. Ma se siamo riusciti a compierle, allora Dio non è un mistero. Dio sianonoi. E che cos'è che non possiamo fare?
Il box e lo spazio libero
 Negli insegnamenti di Ramtha si chiama
box
(scatola) l'insieme di atteggiamenti, abitudini,credenze e processi mentali che vengono accettati dalla persona umana e che leimpediscono di esplorare nuovi paradigmi di pensiero e di esperienza. Il box corrispondealla rete neurale e alla personalità umana.Dunque dove sta ciò che si chiama problema? Riguarda l'accettazione? E dove arde ildesiderio di costanza? Che cosa riguarda? A che punto avete smesso di essere costantirispetto a qualcosa che sapete di poter fare? Ebbene, ora impareremo proprio questo. Eritorneremo a quello che è chiamato il piccolo insegnamento sul box.Rivisiteremo il box perché comprendiate qualcosa sulla natura del vostro pensiero, comevi rimanete impantanati e a che punto vi date per vinti. Quanto deve essere dura la provaperché vi arrendiate? E che cos'è una prova? Chi è che vi sta mettendo alla prova:qualcuno là fuori, qualcuno qui dentro, qualcuno che potete vedere, o qualcuno che nonvedete? Ebbene, non c'è nessuno che vi stia mettendo alla prova, tranne voi stessi. Prestolo capiremo. E allora comprenderemo perché esiste il termine "maestro" contrapposto a"uomo del villaggio", o uomo comune, e qual è la differenza tra i due, e comprenderemoche il maestro ha imparato a essere ciò che è chiamato
spazio libero
e ad ampliarequella che chiamiamo
idea di accettazione
, a partire dai sensi fino a ciò che ne sta al difuori, e a vivere in un mondo che è di gran lunga più vasto di quanto l'uomo del villaggioriesca a immaginare.Bene, ora veniamo al
box:
esso è questa piccola entità che sta proprio qui e tutti noi laconosciamo e l'amiamo. Di cosa si tratta? Del cervello giallo, la
corteccia cerebrale.
Equal è il compito del cervello giallo? Il cervello giallo è ciò che si chiama
terreno vergine
,la corteccia cerebrale, quella che si chiama
rete sinaptica
che deve ancora esserefoggiata in una nuova esistenza. E' un nuovo inizio. Il cervello giallo - che è pronto per unanuova vita, con tutta la conoscenza che ha sede in quelli che vengono chiamati neuroni,una conoscenza di tipo istintuale, trasmessa da quella che è definita la sua costituzionegenetica - il cervello giallo è per lo più un territorio non cartografato in attesa di essereesplorato. (Vedi Fig. 1).
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