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Eternit. Solo con il noi si vince

Eternit. Solo con il noi si vince

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Published by Antonio Sgobba
Una città per decenni assediata dall’amianto. Una comunità che si organizza e vince contro la multinazionale responsabile. Ecco i protagonisti della sfida di Casale Monferrato. Pronti all’ultima battaglia. Da VITA 7 settembre 2012
Una città per decenni assediata dall’amianto. Una comunità che si organizza e vince contro la multinazionale responsabile. Ecco i protagonisti della sfida di Casale Monferrato. Pronti all’ultima battaglia. Da VITA 7 settembre 2012

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Una città per decenni assediata dall’amianto. Unacomunità che si organizza e vince contro lamultinazionale responsabile. Ecco i protagonisti dellas
da di Casale Monferrato. Pronti all’ultima battaglia
È
arrivata questa lettera dall’avvocato,cosa dobbiamo fare?». Nel giro diuna mattinata è l’ennesima volta cheBruno Pesce si sente fare la stessa domanda.Risponde a tutti nello stesso modo, con lastessa calma. Guarda la lettera, mette unamano sulla spalla: «Tranquillo, è solo unaformalità. Dice che se si vuole rinunciareall’appello bisogna comunicarlo entrocinque giorni. Ma noi non vogliamo ri-nunciare, vero?». Chi ha chiesto va viarassicurato. Qui a Casale Monferrato tutticonoscono Bruno, sindacalista, coordina-tore della Vertenza amianto. Se non c’è luicomunque basta andare in piazza Castello,alla sede dell’associazione famigliari dellevittime (Afeva). Tre stanze nei locali dellaCamera del Lavoro, un punto di riferimentoper tutti. Si parla ancora del processoEternit per cui sono stati condannati a 16anni Stephan Schmideiny e il 92enne ba-rone Louis de Cartier de Marchienne. Quimeglio noti come “lo svizzero” e “il belga”,oppure “il vecchio”. Condannati con una
di Antonio Sgobba
Riccardo Coppo
ex sindaco di Casale Monferrato
RomanaBlasotti Pavesi
presidentedell’Associazionefamiliari dellevittime
Paolo Liedholm
nipote del grandeNiels, è attivonell’Associazionefamiliari dellevittime
Bruno Pesce
coordinatore dellaVertenza amianto
SETTEMBRE 2012
VITA
 
60
storica sentenza nel febbraio scorso, e oraconvinti di “sistemare” le cose nel processodi appello. L’associazione e i milleottocentocasalesi che si sono costituiti parte civilenon si spaventano: «Vedrai che avrannouna condanna anche più pesante», dicePesce. I giornali riferiscono che non hannonessuna intenzione di pagare i risarcimenti.Lui non si scompone: «E cosa ti aspettavi,da quella gente lì?».«Non devo farci niente, vero, con questalettera? La posso strappare?». Romana Bla-sotti Pavesi, 83 anni, è un’istituzione diCasale Monferrato. Ha testimoniato al pro-cesso, ricordando come ha perso a causadell’amianto prima il marito, nel 1983, poila sorella, nel 1989, e la
glia appena cin-quantenne nel 2004. È la presidente del-l’associazione. Da Fazio e Saviano leggevala sua de
nizione di “polvere”. «Son statacontenta soprattutto perché poi chi mi havisto in tv mi ha detto “ma come ti stavano bene i capelli”. Alla mia età fa piacere ri-cevere qualche complimento», scherza conBruno e gli altri, e saluta: «Devo andare apreparare il pranzo». «Fa anche un ottimostrudel, dicono, io non lo so, non l’ho maiprovato», dice Bruno. «Ma va che l’ho in-vitato, è lui che non viene mai».
Il viavai è continuo, nella sede dell’as-sociazione
: donne, uomini, anziani, gio-vani. Qui l’amianto riguarda tutti. ArrivaPaolo, 23 anni, studia giurisprudenza inCattolica a Milano. Un cognome noto: Lie-dholm. È il nipote di Niels, giocatore delMilan, allenatore della Roma. Che ci faqui? «Mia madre è morta di mesotelioma,nel 2008, aveva 49 anni. Era una sportiva,da ragazza giocava a pallavolo. Si allenavain una pista d’atletica al Ronzone, il quar-tiere dell’Eternit». Oggi Paolo si impegnanell’associazione: «Mi è utile studiare diritto,ho letto tutte le motivazioni della sentenza».Sono le 713 pagine in cui il tribunale di To-rino spiega perché giudica colpevoli di di-sastro ambientale doloso e omissione dicautele antinfortunistiche i due magnatiproprietari della Eternit. Oltre alla condannaa 16 anni, c’è l’interdizione perpetua daipubblici u
ci, interdizione legale e inca-pacità di trattare con la Pubblica ammini-strazione per tre anni e il risarcimentodelle parti civili. «Una sentenza che senzaenfasi si può de
nire davvero storica, siaper gli aspetti sociali che per gli aspettistrettamente tecnico-giuridici», aveva dettoil ministro Balduzzi. Non esagerava: la de-cisione del tribunale ha creato un prece-dente importante per tutte le altre vertenzesull’amianto nel mondo: quelle aperte inSvizzera, Francia e Brasile; o che si po-trebbero aprire nei paesi dove la
 bra killerancora viene utilizzata: Russia, Canada,Cina, India, Brasile. Bruno Pesce lo rico-nosce: «A volte non mi sembra vero e lodico agli altri: “Ma ci rendiamo conto diquel che abbiamo fatto? Dove siamo arri-vati?”»
Ma come hanno fatto a Casale Monfer-rato ad arrivare a questo risultato?
Perchéla storia è stata scritta qui e non altrove?In Italia L’Eternit c’era anche in Campania,a Bagnoli, e in Emilia, a Rubiera. L’amiantolo trattavano anche la Fibronit a Bari e inprovincia di Pavia, a Broni, e la Sacelit aMessina. Anche lì uccide da decenni. Ep-pure il caso di Casale è unico ed è diventatonel tempo un esempio per tutti gli altri.«Qui si è creato un laboratorio sociale epolitico. Parte come mobilitazione dal basso e si organizza negli anni come praticadi resistenza. Ha retto grazie a un fortetessuto sociale, grazie a una comunità cheè stata sempre compatta e che ha saputorinsaldarsi anche dopo le spaccature», ri-sponde Rosalba Altopiedi, sociologa del-l’università di Torino, autrice di uno studiosul tema (
Un caso di criminalità d’impresa:l’Eternit di Casale Monferrato
, L’HarmattanItalia, 2011).Per capire cosa intende bisogna tornareal 1974. Quando un operaio 24enne,Nicola Pondrano, viene assunto al-l’Eternit. «Allora era un posto ambito,come lavorare in banca. I dipendentiavevano la paga più alta e le colonieestive per i bambini», racconta Pon-
Le tappe
Lo stabilimento Eternit diCasale Monferrato fuinaugurato nel
1907
erappresentò il più grandestabilimento di manufattiin cemento-amianto del-l'intera Europa. Venne de-
nitivamente chiuso nel
1986
e nel
1992
lo Statoitaliano mise al bandol'amianto. Lo stabilimentofu abbattuto nel
2005
.Sin dagli anni 70 si svilup-pò un contenzioso medi-co-legale portato avantidalle associazioni sindaca-li. Nel
1981
la prima causacivile contro Eternit eInail; nel
1993
la causa pe-nale contro i dirigentiEternit.Il 22 luglio
2009
scatta ilrinvio a giudizio dei dueresponsabili della multi-nazionale svizzero-belga.Il processo, partito il 10dicembre
2009
, è duratooltre due anni; 66 leudienze. La condanna èstata pronunciata il 13febbraio
2012. Il 17 luglio
idue imputati hanno deci-so di ricorrere in appello
.
La fabbrica

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