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Economia politica e società dello spettacolo tra Karl Marx e Guy Debord

Economia politica e società dello spettacolo tra Karl Marx e Guy Debord

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INDICE
Introduzione
4
I. Lo spettacolo
1. Lo spettacolo come stadio ultimo dellalienazione12
II. Debord e Marx
2.1 La merce e lo spettacolo252.2 Il feticismo della merce e la critica del valore: il contributo di Debord33
III. Debord e Lukács
3.1 Il confronto con
Storia e coscienza di classe
373.2 La questione del soggetto-oggetto443.3 La condizione e il ruolo del proletariato nella società spettacolare46
IV. I
Commentari 
: l’avvento dello spettacolare integrato
51
V. Debord e il marxismo: novità e prospettive della teoria
56
Bibliografia
63
2
 
Oh gentiluomini, la vita è breve…Se viviamo,viviamo per camminare sulla testa dei re.
Shakespeare, Enrico IV 
La critica non è una passione del cervello,è il cervello della passione. Il suo pathosessenziale è l’indignazione, il suocompito essenziale è la denuncia.
K. Marx 
Chi non fa che guardare il mondo persapere il seguito, non agirà mai.
Guy Debord 
3
 
INTRODUZIONE
L’opera del francese Guy Ernest Debord, nato a Parigi nel 1931,rappresenta, nel nugolo delle teorie critiche della società che hanno solcato ilcorso del XX secolo, uno dei contributi più affascinanti e ricchi di implicazioni,che, nel confronto con l’attualità, hanno avuto modo di rivelarsi assai profetiche.Accostarsi alla figura di Debord, nel tentativo di stilare un’analisiesaustiva del suo pensiero, è un’operazione sicuramente complessa. La sua stessacollocazione, peraltro, deve tener conto di diversi ambiti, che spaziano dallaproduzione teorica all’attività politica, passando per realizzazioni di carattereartistico e cinematografico, che mettono in evidenza la poliedricità dei suoiinteressi.In questo senso, allora, oltre ad applicare la dovuta attenzione nelpresentare l’opera di Debord, occorre, per raggiungere risultati fecondi, metterein relazione quest’ultima con quella che fu la sua esperienza di vita. Vi è infatti unnesso inscindibile tra gli scritti del pensatore francese e la sua singolare parabolaesistenziale. Ne è la prova una delle tante testimonianze riscontrabili nelle pagineche compongono la sua autobiografia, dove egli ebbe modo di scrivere di sé inquesti termini: “Mi sono fermamente tenuto, dottore in niente, lontano da ogniparvenza di partecipazione agli ambienti che passavano allora per intellettuali oartistici”
1
.Evitando sempre di inserirsi negli ambienti accademici del suo tempo,Debord rifiutò ogni compromesso con quelli che erano ritenuti comunemente icanali della cultura ufficiale, pronunciandosi inoltre contro ogni tentativo di
1
G. Debord,
Panegirico, Tomo Primo Tomo Secondo
, tr.it. Roma, Castelvecchi, 2005, p.14.
4

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