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TIQQUN, L'ipotesi cibernetica

TIQQUN, L'ipotesi cibernetica

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Published by Maldoror Press

La traduzione dell’omonimo saggio apparso sul n. 2 della rivista Tiqqun (2001). Edizione italiana a cura di Guido Battisti. Copertina di Andrea Lecca. «L’ipotesi cibernetica, negli ultimi capitoli, suggerisce strategie di fuga, tecniche d’invisibilità, costituzione o scoperta di Zone di Opacità Offensive che rendano possibile sottrarsi all’occhio onnipresente del buon pastore, da cui si viene “benevolmente” identificati e presi in carico. In questo universo claustrofobico, equamente ripartito tra polizia e cittadini, è necessario non partecipare, disaffiliarsi senza gesti plateali, senza dichiarazioni tonitruanti. Ciò che l’Impero teme maggiormente è l’invisibilità, lo stato gassoso… E, sia detto una volta per tutte ai tanti cittadini connessi, impegnati a costruirsi e a divulgare profili: l’elemento che inceppa la macchina, che ci rende ingovernabili, è la nostra illeggibilità.», dalla nota introduttiva di G. Battisti. Maldoror Press, settembre 2012

La traduzione dell’omonimo saggio apparso sul n. 2 della rivista Tiqqun (2001). Edizione italiana a cura di Guido Battisti. Copertina di Andrea Lecca. «L’ipotesi cibernetica, negli ultimi capitoli, suggerisce strategie di fuga, tecniche d’invisibilità, costituzione o scoperta di Zone di Opacità Offensive che rendano possibile sottrarsi all’occhio onnipresente del buon pastore, da cui si viene “benevolmente” identificati e presi in carico. In questo universo claustrofobico, equamente ripartito tra polizia e cittadini, è necessario non partecipare, disaffiliarsi senza gesti plateali, senza dichiarazioni tonitruanti. Ciò che l’Impero teme maggiormente è l’invisibilità, lo stato gassoso… E, sia detto una volta per tutte ai tanti cittadini connessi, impegnati a costruirsi e a divulgare profili: l’elemento che inceppa la macchina, che ci rende ingovernabili, è la nostra illeggibilità.», dalla nota introduttiva di G. Battisti. Maldoror Press, settembre 2012

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Maldoror Press
 
TIQQUN
L’Hypothèse cybernétique
Testo pubblicato originariamente sul numero 2 dellarivista
Tiqqun
(ottobre 2001, pp. 40-83).Traduzione e nota introduttiva di
Guido Battisti
artwork di copertina:
Andrea Lecca
[ andrea.aaa.lecca@gmail.com ]
Maldoror Press
NOCOPYRIGHT
 settembre 2012
 
 I
N
OTA INTRODUTTIVA
 
Gli amici di Maldoror Press mi hanno chiesto di scrivere una nota introduttiva a
 L’ipotesi cibernetica
. Ci ho riflettuto sopra e – posto che sarebbe disonestospacciarmi per un “esperto”, come se le conoscenze sedimentate nel tempo nonriflettessero un piano assolutamente provvisorio e intriso di coinvolgimentopersonale – più che compilare un’algida introduzione, compiuta, coerente e“professionale”, preferisco tentare di descrivere quanto ho sin qui elaborato,cominciando col raccontare cosa è avvenuto
a me
prima che decidessi ditradurre questo testo.
 
Quando mi imbarcai in questa impresa mi sembrava che l’assenza di questolungo articolo per un pubblico italiano costituisse una grande lacuna che andavacolmata e che, visto che nessuno l’aveva ancora tradotto, toccava a me farmiavanti. Ma per spiegare perché mi sentissi impegnato in questo compito devopartire da un antefatto dell’ormai lontano 2003 quando, poggiato su un banconedi libreria, un libricino dalla confezione sobria ma allo stesso tempo provocanterichiamò la mia attenzione. Venni catturato dal titolo stravagante, dal nomecurioso dell’autore, dalla grafica austera e dall’immagine della levigata teenageringinocchiata, ritagliata in un’inquadratura che ne lasciava scorgere metà viso.Questo spudorato adescamento, con il suo carico di fascino costruito a tavolinoda tecnici che ben conoscono la pavloviana arte della pubblicità, con mefunzionò egregiamente, inducendomi a compiere il poco oneroso acquisto. Adispetto dell’iniziale rapporto mercenario cominciò così una storia d’amore chedura tutt’ora e che, diversamente da quanto spesso capita, non ha mai conosciutocali di intensità o tradimenti. Tutt’altro…
 
Il titolo della brochure era
 Elementi per una teoria della Jeune-Fille
e recava lafirma di
Tiqqun
, lo stesso nome, scoprii subito, che identificava una rivistafrancese pubblicata in due soli numeri nel 1999 e nel 2001.
 
Il libro rivelò il possesso di misteriose e terapeutiche virtù, come ricordavo aproposito di oggetti descritti in alcuni racconti che hanno accompagnato la miainfanzia: un anello, una lampada, una spada… Ancora adesso mi succede diriconoscere nel mio rapporto con le
cose
la persistenza di
 
un desiderioinespresso di
qualcosa che deve avvenire
in questa lunga
attesa
che mi sembracaratterizzare il tempo presente. L’aspettativa, è superfluo dirlo, è destinata arestare quasi sempre tradita. L’oggetto dell’occasionale incontro sembravaalludere esattamente a questo
qualcosa
.
 
Dal 2003, nel giro di un paio d’anni, vennero pubblicati in italiano anche
 Lacomunità terribile
(composto da tre articoli estratti da
Tiqqun 2
) e
Teoria del

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