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Piano Fratianni-Rinaldi-Savona

Piano Fratianni-Rinaldi-Savona

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Published by Paolo Porsia
Piano per il Debito pubblico italiano
Piano per il Debito pubblico italiano

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11/30/2012

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1
Schema di consolidamento per rimodulazione del debitoitaliano
(Proposta Fratianni-Rinaldi-Savona)
Premessa
 
L’area euro è in profonda crisi da due anni durante i quali i mercati
finanziari hanno espresso un giudizio di non sostenibilità neiconfronti del debito pubblico dei Paesi membri a Sud di tale area,fra i quali l'Italia. La persistenza di uno spread elevato indica che si
è rotta l’unità monetaria dell’ 
area euro e che la BCE può porvirimedio solo perdendo il controllo della creazione di base monetaria,con le conseguenze ben note e temute dalla Bundesbank e pochealtre banche centrali
dell’ 
area euro. Tale giudizio riflette una seriedi eventi esterni e interni che hanno impedito un
’ 
effettivaconvergenza economica, monetaria, fiscale e politica auspicata dai
padri fondatori dell’Unione Europea. I vari
Trattati, soprattuttoquello di Maastricht, non hanno avuto la lungimiranza o la capacitàpolitica di allestire meccanismi compensativi che si sono mostratifondamentali in unioni monetarie, colme quella degli Stati Uniti, chehanno sopravvissuto al
la severa verifica del tempo. L’area euro è
paragonabile a un edificio costruito in zona sismica, ma senza inecessari criteri anti-sismici. Senza rafforzamenti adeguati tale areaè destinata a implodere forse sul piano monetario, certamente suquello produttivo-occupazionale.
L’Italia
, paese storicamente con alto debito pubblico e finanzepubbliche precarie, è particolarmente penalizzata dalla fragilità
dell’architettura dell’area euro. I
l nostro Paese non è mai riuscito amigliorare strutturalmente i parametri di convergenza del debitopubblico in rapporto al PIL. Hanno giocato a suo sfavore anche ilimiti previsti dal Trattato di Maastricht che hanno evirato glistrumenti a supporto degli investimenti a disposizione dei Governi,costretti in ogni caso a tenere alti i livelli di fiscalità. Gli stessiregolamenti e indirizzi di politica monetaria adottati dalla BCE, lungida compensarli, hanno amplificato i disagi finanziari in cui sonoormai precipitate le finanze pubbliche di mezza Europa.L'intransigenza tedesca nel non voler concedere compensazioni incambio dell'enorme vantaggio di cui sta godendo, perl'appartenenza a un
’ 
Unione monetaria che le permette dimantenere un tasso di cambio sottovalutato accumulando unsurplus di parte corrente della bilancia estera, da tempo superiore a
 
2
quello della Cina, ha determinato l'insostenibilità per alcuni Paesi di
rimanere nell’area euro.
Ne consegue che la Germania si va
accreditando verso i paesi dell’euroarea per cifre enormi: una
recente comunicazione della sua banca centrale colloca a 720 mlddi euro il suo credito Target 2
, una cifra che rasenta l’importo
delFondo salva-Stati.I paesi il cui debito sovrano è in crisi si trovano nella stessa
situazione in cui si è venuta a trovare l’Argentina per aver usato il
dollaro come valuta di riferimento del suo debito, ossia hanno difatto trasformato sia il debito pregresso che quello di nuovaaccensione
nell’equivalente di una
valuta estera.Il tutto si va tramutando in una caduta tendenziale del saggio dicrescita economica e della disoccupazione. In questo scenario ilnostro Paese è impossibilitato a invertire la tendenza se non conoperazioni straordinarie che prevedano drastiche riduzioni dellostock di debito pubblico o, in ultima istanza, qualche forma dirimodulazione dello stesso. Gli attuali tassi a cui il Tesoro ècostretto a finanziarsi, alterano artificiosamente anche i costidell'accesso al credito delle imprese italiane, riducendone il saggiodi profitto e estraniandole dalla competitività internazionale.La soluzione proposta è uno schema di rimodulazione dellecondizioni del debito pubblico che preveda sia un consolidamentotemporale, ossia una posticipazione delle scadenze, sia una diversadeterminazione degli interessi da corrispondere. Affinché producagli effetti positivi sperati, tale schema deve essere estremamentesemplice nella sua costruzione e applicazione e contestualmenteprevedere dei meccanismi di compensazione per mitigare i disagiprovocati dalla rimodulazione stessa, con particolare riguardo aglieffetti nei bilanci societari e le prevedibili integrazioni agli scarti neicontratti di mutui e finanziamento. Massima attenzione va rivolta alsistema bancario e assicurativo, essendo lo strumento dei titolipubblici il principale mezzo di garanzia previsto dai regolamenti edagli organi di controllo. Si ritiene che un
’ 
operazione di questaportata debba essere sostenuta contestualmente da una credibile ecodificata dismissione di porzioni di patrimonio pubblico disponibilee non strategico, al fine di abbattere in modo significativo lo stessostock del debito e che rilanci i meccanismi di crescita.
 
Il Governo sostiene ripetutamente che uno dei problemi chefrenano la crescita è la pressione fiscale elevata, ma che non èpossibile per ora ridurla. Sostiene anche, con il FMI, che nel 2013
l’economia italiana tornerà a crescere. Quale mig
liore scenario per
 
3
procedere alla rimodulazione del debito statale unitamente alla
cessione del patrimonio pubblico per dare una svolta all’andamento
della nostra economia con un impatto che, nel caso di attuazionedella nostra proposta, valutiamo minimo e di breve durata?
Schema per il consolidamento con rimodulazione del debito pubblico in essere
(da rendere esecutivo con decreto legge urgente)
x
 
Oggetto del provvedimento sono tutti i titoli pubblici emessidal Tesoro aventi la garanzia dello Stato così come previsto daEurostat e dal regolamento ESA 95.
x
 
Tutte le scadenze, previste dagli originari regolamentid'emissione dei titoli interessati al provvedimento, sonoposticipati di anni 7 (vedi punto 1) indipendentemente dallatipologia e dalla vita residua. I consulenti internazionali ai qualideve essere fatto ricorso studieranno se la nuova durata puòessere accettata dal mercato e sia sufficiente, non solo arealizzare le riforme italiane, ma a superare le esitazionieuropee nel costruire un
’ 
unione monetaria dotata di strumentianti-sisma.
x
 
Gli interessi da corrispondere, indipendentemente dallatipologia dei titoli (tasso fisso, variabile, indicizzati, BOT),saranno determinati annualmente, con pagamento semestrale,sulla base di due indicatori: il 100% del dato ufficiale del costodella vita italiano e il 20% del tasso di crescita del P.I.L.ufficiale italiano (vedi punto 2). I consulenti internazionalidiranno se è possibile proporre in alternativa la media dei tassitedeschi e francesi per titoli della stessa durata, che noipreferiamo perché
testimonierebbe l’indispensabilità diricondurre all’unità perduta il sistema monetario europeo; la
permanenza di uno spread indicherebbe infatti
l’impraticabilità
di continuare con una moneta unica, per i suoi effetti politicigravi derivanti dai divari di crescita nazionali.
x
 
Si attribuisce per ogni 1000 euro di valore nominaled'emissione di ciascun titolo oggetto del provvedimento, 250warrant da utilizzare nei successivi 7 anni e in qualsiasimomento, per
 “
opzionare
” 
beni e attività finanziarie messi adisposizione dallo Stato come alienabili (vedi punto 3). Iconsulenti internazionali indicheranno se basta una copertura

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