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 “
Coinvolgimi o fammi arrabbiare” 
Che cosa chiedono gli studenti di oggi?
di Marc Prensky
Tutti quelli che hanno insegnato di recente riconosceranno questi tretipi di studenti:1.
Gli studenti veramente automotivati.
 
quelli che tutti gliinsegnanti sognano di avere ( e gli unici a cui sappiamo comeinsegnare bene).2.
Gli studenti che fingono
.
Sono quelli che sebbene in cuor lorosentano che quello che gli viene insegnato ha poca o nessunarilevanza nelle loro vite, sono abbastanza lungimiranti da rendersiconto che il loro futuro potrebbe dipendere dai voti e dallecredenziali che ottengono. Così studiano i semplici fatti la notteprima dell'esame, per ottenere un voto sufficiente e diventare inqualche modo degli studenti che ce l'hanno fatta. Il loro motto: Abbiamo imparato a 'giocare al gioco della scuola' .3.
Gli studenti che “ci ignorano
”.
 
studenti sono convinti che lascuola sia completamente priva di interesse e completamenteirrilevante per la loro vita. In effetti trovano la scuola molto menointeressante della miriade di congegni che tengono in tasca e neiloro zaini. Questi ragazzi sono abituati ad avere qualcuno che chiedela loro attenzione: i loro gruppi musicali, i loro registi, le loro stardella TV, i progettisti dei loro giochi lavorano molto duramente perguadagnarsela. Quando quello che viene offerto non è coinvolgente,questi studenti pensano veramente di aver sprecato il loro tempo. Inun numero sempre crescente delle nostre scuole, questo gruppo èdiventato rapidamente maggioranza. Il motto di questo gruppo: “Coinvolgimi o fammi arrabbiare.” Mentre la nostra scuola e il nostro sistema educativo oggi riescono adoccuparsi abbastanza bene dei primi due gruppi, il terzo gruppo è unavera sfida. In effetti, oggi per gli educatori questo gruppo è
la
sfida.Questi studenti chiedono:”Coinvolgimi o fammi arrabbiare”. Ecredetemi, sono veramente arrabbiati.1
 
Ma perché? Questa è una domanda che ha bisogno di una buonarisposta.Quando ero un insegnante alle prime armi, alla fine degli annisessanta, nell'East Harlem a New York, le cose erano differenti. Sì,avevamo gli studenti obbligati a frequentare il college, quelli chevivevano la scuola come una pena da scontare e i nostri dropout. Ineffetti, troppi dropout. Certo, molti ragazzi non si sentivano coinvolti.Molti erano tossicodipendenti. Molti erano impegnanti nel cercare dicambiare la società, era un'epoca di grandi fermenti e cambiamenti,ma molti non lo erano.La grande differenza rispetto a oggi è questa: nel passato i ragazzi nonsi aspettavano di essere coinvolti da tutto quello che facevano. Nonc’erano video game, né Cd, né MP3, non c’era nessuno degli effettispeciali di oggi. Le vite di questi ragazzi erano molto meno ricche, enon solo per quanto riguarda il denaro: meno ricche in media, menoricche in opportunità creative per gli studenti fuori dalla scuola. Molti,se non la maggior parte, non hanno nemmeno saputo che cosasignificasse un reale coinvolgimento.Ma oggi tutti i ragazzi sanno cos'è. Tutti gli studenti a cui insegniamohanno nella loro vita qualcosa di veramente coinvolgente, qualcosa chefanno e in cui sono molto bravi, qualcosa che ha una componentecreativa e coinvolgente. Alcuni potrebbero scaricare canzoni, alcunifare rap, cantare su una base o fare il karaoke, alcuni potrebberogiocare con i video game, mixare delle canzoni o girare dei film ealcuni potrebbero praticare degli sport estremi che sono possibili conequipaggiamento e materiali del ventunesimo secolo. Ma tutti quantifanno qualcosa di coinvolgente.Un ragazzo intervistato per il convegno di Yahoo 2003 “Born to BeWired” ha detto: “Potrei non avere niente da fare e troverei qualcosasu internet”. Un altro ha commentato: “Ogni giorno dopo la scuolavado a casa e scarico musica, è tutto quello che faccio”. Un altro haaggiunto:“Su internet puoi giocare, puoi controllare la tua mail,puoi parlare con i tuoi amici, comprare delle cose e puoi cercare lecose che veramente ti piacciono. Oggi molti bambini di terzaelementare hanno diversi indirizzi di posta elettronica. I ragazzi di oggiche hanno il computer a casa, siedono davanti con un sacco difinestre aperte, mandando messaggi istantanei a tutti i loro amici.2
 
Oggi i ragazzi senza computer hanno solitamente una console pervideogiochi o un GameBoy. La vita per i ragazzi di oggi può esseremolte cose, anche molto stressante, ma sicuramente non manca ilcoinvolgimento.Tranne che a scuola.E lì la vita è così noiosa che i ragazzi, abituati all'altra, non riescono asopportarla. “Ma la scuola può essere coinvolgente” ribatteranno molti educatori. “Non vedo che cosa ci sia di molto più coinvolgente in quest'altra vita,a parte la grafica accattivante”. Per rispondere ho guardato i videogame e i giochi per computer più popolari ( cioè più venduti) sulmercato. Nel giugno 2004 erano:
City of Heroes
, un gioco di ruolo dagiocare in multiplayer on line,
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
,un gioco di azione per PlayStation 2 e
Rise of Nations
, un gioco distrategia in tempo reale per PC. Sulle loro confezioni e nei loro siti webquesti giochi promettono ai ragazzi che li comprano e ci giocano alcuneesperienze molto interessanti. “Cun posto dove tutti possiamoessere degli eroi.” “I Dissennatori stanno arrivando e questa voltaHarry Potter ha bisogno dei suoi amici.” “L'intero sviluppo della storiaumana è nelle tue mani.” Non è esattamente quello che promettiamo a scuola ai nostri ragazzi.E le descrizioni dei giochi? “ Crea i tuoi eroi.” “Battaglie emozionanti” Incontri imprevisti...”  “Vola...” “Esplora...” “Prendi nelle tue mani...” “Eccitante..“E' unasfida...” “Campione...”  “Accumula...” “Costruisci...” “Esegui...” “Ricerca...“Guida...” “Nonlavorare da solo...” Non sono esattamente le descrizioni delle classi e delle lezioni di oggi!E quel che più conta è che i giochi mantengono queste promesse. Senon lo facessero, non solo non sarebbero i più venduti, ma nonsarebbero venduti per niente.Ma a scuola i ragazzi non hanno la scelta “Non lo compro". Invece divenire spinti a scegliere quello che vogliono ("Duecento canali! Prodotticreati proprio per te!") e di vedere quello che li interessa ( "Collegati!Il mondo intero è a portata di mano!") e di creare la loro identitàpersonalizzata ( "Scarica la tua suoneria! Riempi il tuo Ipod con lamusica che preferisci!), come succede nel resto della loro vita, a scuoladevono mangiare quello che gli viene servito.E quello che gli viene servito è, nella maggior parte dei casi, materialestantio, insipido, quasi interamente proveniente dal passato.L'educazione di ieri per i ragazzi di domani.3
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