3cavallo tra Otto e Novecento dai notissimi Max Jaehns (1837-1900), HansDelbruck (1848-1929) e
sir
Charles Oman (1860-1946)
ma anche daldimenticato Emil Daniels, antagonista di Delbruck
2
, nonché dai dioscuridell’esercito e della marina rooseveltiane - il tenente colonnello Theodor Ayrault Dodge (1842-1909) e il comandante Alfred Thayer Mahan(1840-1914) - iniziatori della scuola americana di storia militare comparata e previsionale il cui più tipico esponente fu il maggior generale John Frederick Fuller (1878-1966) ed è oggi continuata dal colonnello Trevor Nevitt Dupuy,direttore dell’
International Military and Defense Encyclopedia
in sei volumidella Brassey’s (1992)
3
.Ciò non toglie che anche nella storia militare (e, in misura ancor piùaccentuata, nel pensiero strategico) si è affacciata l’idea di discontinuitàevolutiva, sia nell’accezione idealista di “crisi militare”
4
, che sottolinea
francese Marie Henri François de Carrion Nisas (1767-1841). Successivamente apparverola
Geschichte des
Kriegswesens
(“Handbibliothek fuer Offiziere” Bd 1, Berlin, 1835-38) delgenerale prussiano Heinrich von Brandt (1789-1868), le
Vorlesungen ueber
Kriegsgeschichte
(2 voll, Stuttgart, 1856) del generale wurtemburghese Julius Friedrich Karlvon Hardegg (1810-75) e altre opere analoghe di G. von Berneck (
Grundriss des Geschichtedes
Kriegswesens
, Berlin 1854) ed E. de la Barre Duparcq (
Eléments
d’art et d’histoiremilitaire
, Paris, 1858;
Histoire de l’art de la guerre
, Paris, 1864). Spicca tra i “precursori”l’esule prussiano a Zurigo Friedrich Wilhelm Ruestow (1821-78), colonnello garibaldino nel1860 ma anche feroce critico di Garibaldi, corrispondente di Ferdinand Lassalle e GeorgHerwegh ma irriso da Marx ed Engels e ancor più dogmatico di Jomini. Fra le sue opere, la
Geschichte der
Infanterie
(2 voll., Gotha, 1857-58), le
Militaerischen Biographien
(Zurigo1858) e
Die Feldherrenkunst des 19. Jahrhunderts
(Zurigo, 1857; 1879 = trad. di Sarvin deLarclause,
L’Art militaire au XIXe siècle, stratégie, histoire
militaire
, Paris, librairie J.Dumaine, 1863, 2 voll.). Cfr. Carlo Moos, “Streiflichter auf Wilhelm Rustows Beziehungenzu Italien”, in
Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken
, 65,1985, pp. 342-404: Id., “Wilhelm Rustow, Garibaldi stratega e l’ambiente zurighese”, in
Garibaldi
generale della libertà
. Atti del Convegno internazionale (Roma 29-31 maggio1982), Ministero della Difesa - Comitato storico, Roma, USSME, 1984, pp. 235-294.
2
Geschichte des Kriegswesens
, 4 voll., Leipzig, 1910-11. Sulla
Strategiestreit
che opposeDelbrueck allo stato maggiore tedesco cfr. Antulio J. Echevarria II,
After Clausewitz:German Military Thinkers Before the Great War
, Lawrence, U. P. of Kansas, 2000, pp.183-88.
3
Cfr. Bruno Colson,
La culture stratégique américaine. L’influence de Jomini
,
FEDN
,Paris, Economica, 1993 (su Dodge interprete dell’influsso jominiano e teorico della battaglianapoleonica, v. pp. 186, 232, 280. Ingiustamente, nell’
IMADE
Dupuy cita Dodge una solavolta, nella voce “Attrition”, p. 324). Cfr. Christopher Bassford,
Clausewitz in English,
The Reception of
Clausewitz In Britain and America 1815-1945
, New York, Oxford U.P., 1994.Oltre a due studi sulla guerra civile americana e ai saggi su Gustavo Adolfo e Napoleone (in4 volumi), Dodge ne pubblicò altri tre su Alessandro, Annibale e Cesare (Boston, HoughtonMifflin Coy, 1890-92: rist. an. Da Capo Press, 1995-97). Anche Fuller si interessò di storiamilitare antica, con due saggi su Alessandro (1958) e Cesare (1965) riediti nel 1998 (Ware,Hertfordshire, Wordsworth Editions).
4
L’idea - iconoclasta ma geniale - di un rapporto quasi causale tra rinascimento civile ecrisi militare, suggerita dal titolo della prima edizione (
La crisi militare italiana nel Rinascimento
, 1934) del famoso saggio di Piero Pieri, “padre” della moderna storiografia
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