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impertinente provocazione. Del resto è sintomatico che perfino le pochedozzine di scritti, per lo più incidentali e poco pregnanti, dedicati alsignificato e allo scopo della storia militare (v. bibliografia) non sembranoaver coscienza di essere embrionali “epistemologie” di tale disciplina.
Storia generale e storia caporale
Oltre a varie ragioni futili, la ragione forte di tante resistenze èl’idea corrente, quasi lapalissiana, che la storia militare sia (o debbaessere) un settore specializzato della storia cosiddetta “generale”(
Gesamtgeschichte
). Lo affermava negli anni Trenta la nostra
Enciclopedia militare
, lo hanno ripetuto nella nostra generazione maestriinsigni come André Corvisier e, in riferimento incidentale alla questionedelle cattedre universitarie specifiche, anche Giorgio Rochat.E’ facile comprendere che tali definizioni riflettono l’intento pratico, storicamente e culturalmente determinato, di accreditare gli studistorico militari nell’ambito accademico, dove soltanto in epocarecentissima la scienza politica ha germogliato i primi corsi ancillari di“studi strategici”. Nondimeno in esse si manifesta la tassonomiasostanzialista e gerarchica degli studi storici alla quale si ispirano appuntogli ordinamenti accademici, quel che Fueter chiamava“
Schubladensystem
” (a proposito del
Siècle de Louis XIV
voltairriano,capostipite dell’“
histoire-tableau
”) e Febvre “
le système de la commode
”,nei cui cassetti collocare ordinatamente i vari settori e sottosettori dellarealtà e della relativa storiografia (politica, arte, diritto, economia, guerraed eserciti e così via).Il guaio è che il concetto di storia “generale” è del tutto privo disenso. Certamente esistono un “pensiero storico” e una “scienza storica”,vale a dire un atteggiamento culturale e un metodo comuni a tutte lediscipline storiche: è dunque corretto, anche se un po’ tautologico, definirela storia militare come “disciplina specialistica della scienza storica”,come ha fatto nel 1976 un gruppo di lavoro dell’ufficio storico della
Bundeswehr
(
MFA
) presieduto da H. Huerten. Ma “scienza storica” nonequivale affatto a “storia generale”. Forse piacerebbe chiudere la storia inun suo ghetto dilettevole quanto innnocuo e insignificante, ma per fortunail pensiero storico spunta dappertutto e la critica storica è onnivora.Ma non può esistere una storia che, per quanto vasta, complessa emagari “universale”, non sia in realtà specialistica, se non in relazioneall’oggetto almeno allo scopo. Lo sono anche la storia della storiografia equella, più penetrante e meno frequentata, del “pensiero storico” (nel sensodefinito da Santo Mazzarino). In realtà l’unica chiave in cui è possibileconcepire una storia “generale” è quella escatologica della storia sacra edella filosofia della storia, non a caso antagonizzate dalla relativastoriografia critica.In realtà il concetto di storia “generale” è il mero riflessodell’ordinamento accademico, dove le discipline storiche fondamentali
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