In questa giornata Siamo qui riuniti tutti insieme perchè abbiamo scelto lasperanza sulla paura, obiettivi comuni sui conflitti e la discordia. Siamo qui oggiper dire la parola fine ai piccoli risentimenti, alle false promesse, allerecriminazioni e a dogma logorati che hanno strangolato che nostra politicatroppo a lungo.Oggi noi comunque restiamo una nazione giovane, ma, come recitano le SacreScritture, è venuto il momento di mettere da parte atteggiamenti immaturi, èvenuto il momento di riaffermare il nostro spirito di perseveranza, di utilizzarela parte migliore della nostra storia per portare avanti il dono prezioso, l'ideanobile e di trasmettere, generazione dopo generazione, che siamo tutti uguali,siamo tutti liberi, che tutti dobbiamo avere la possibilità di perseguire lafelicità.Nel riaffermare la grandezza della nostra nazione, noi comprendiamo che lagrandezza non è mai qualcosa che viene data gratuitamente, deve essereguadagnata. il nostro percorso non mai stato fatto di scorciatoie ocompromessi; non è un percorso per coloro che non hanno coraggio, per coloroche al lavoro preferiscono il tempo libero, coloro che perseguono la felicità solosotto forma di ricchezza e fama. Piuttosto sono stati coloro che hanno assuntodei rischi, i pragmatici, coloro che hanno fattivamente contribuito; alcuni diquesti celebri ma più spesso gli uomini e le donne che sono rimastinell'oscurità. uomini e donne che ci hanno portato lungo il percorso aspro versola prosperità e la libertà. Per noi, essi hanno raccolto in valigia ciò chepossedevano e hanno attraversato l'oceano in cerca di una nuova vita. Per noihanno sudato in fabbriche e si sono spinti ad ovest. Per noi hanno subito lafrusta e per noi hanno combattuto e sono morti in posti come Conquer eGettysburg, Normandia ed altri. Uomini e donne che volta dopo volta hannocombattuto e si sono sacrificati e hanno lavorato fino a logorare le maniaffinché noi possiamo vivere una vita migliore. Hanno capito che l'Americaavrebbe potuto essere più grande della somma delle nostre ambizioniindividuali, più grande a prescindere dalle differenze di nascita, ricchezza eceto. Questo è il percorso sul quale intendiamo procedere. L'America resta ilpaese più prosperoso e potente al mondo. I nostri lavoratori non sono menoproduttivi di quando la crisi ha avuto inizio, il nostro ingegno non meno capacee i nostri beni e servizi restano comunque necessari come lo erano unasettimana fa, un mese fa, un anno fa. La nostra capacità produttiva resta fortecome lo era prima. E' venuto il momento di smettere di restare immobili.Proteggere gli interessi di pochi e rimandare decisioni spiacevoli. Quelmomento è sicuramente finito. A cominciare da oggi dobbiamo rialzarci,rimboccarci le maniche e dare inizio alla fase di ricostruzione dell'America.Dovunque io guardi vedo lavoro da fare. Lo stato della nostra economiarichiede un'azione coraggiosa ed urgente. Ci daremo da fare e non solo percreare nuovi posti di lavoro ma anche per poter porre le fondamenta di unnuovo inizio. Costruiremo strade e ponti, le reti elettriche e le linee linee digitali
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