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Pista ciclabile ad ostacoli.Modello casalino“ad imbuto” con palo.
   F  o  t  o   S   i  g  n   &   D  e  s   i  g  n
GIUGNO 2008
 ANNO IV - Numero 7DICEMBRE 2008
UN A NNODILIBEOPENSIEO
8 Marzo con la signora Nannina
Marzo con la signora Nannina
 La giornalista Danila Paradisoe la signora Anna Filacaro: due generazioni a confronto
   F  o  t  o   F .   M  e   l  e
MARZO 2008
 
Piazza rivoltata
   F  o  t  o   M  a  s  s   i  m  o   T  e  r   l   i  z  z   i
 APRILE 2008LUGLIO 2008
UNA POLTRONSEMPRE PIU’ VUOT
   f  o  t  o  :   F .   M  e   l  e   2   0   0   8
Poltrona al tramonto.
SETTEMBRE 2008
Mmiez’ a na strada ’nfosa
 Viale Vittorio Veneto, (almeno lo era)
Quanto altro tempo ci vorrà perché il viale ridiventi carrozzabile? 10 metri al giorno per 1 annoe mezzo sarebbero stati più che sufficienti per rifare mezzo paese.Un altro primato di inefficienza amministrativa!
FEBBRAIO 2008
 
palinsesto
DICEMBRE 2008
2
IMPORTANTE!!!
Il Peperoncino Rossoè on-lineper leggerlo digitare
www.globeglotter.it 
 Anno IV - Numero 7 - DICEMBRE 2008
Direttore Responsabile
Nico Lorusso
Vice Direttore
Antonietta D’Introno
Segretaria di Redazione
Veronica Tarantino
Editore
Centro di Lettura “GlobeGlotter”
Registrazione
Iscr. Reg. Periodici Trib. Foggian. 414 del 31/03/2006
Distributore volontario
Gigino Monopoli
Fotografie
Autori vari
Impaginazione grafica
Mario di Bitonto
Stampa
Grafiche Del NegroVia Cairoli, 35 - Tel. 0883.631097Trinitapoli Fgdelnegrolina@virgilio.it
Direzione e Redazione
Via Staffa, 4 - Trinitapoli FgTel. 0883.634071 - Cell. 340.1206412info@globeglotter.it
Nubi all’orizzonte.
La cattiva prassi di affidarsi al primo piazzista che passa per cercaredi fare qualcosa di utile per Trinita- poli non inizia conl’esternalizzazione della Polizia Mu-nicipale ma fu già inauguratadall’amministrazione, l’anno scorso,con l’affidamento della fornitura egestione di impianti da adibire adinformazione e comunicazione pub- blicitaria alla Immagine & Promo-zione Srl.Allora il provvedimento sortì ildissenso da parte della componenteex diessina della stessa maggioranzache giudicò il provvedimento confu-so, controproducente per gli interessidel paese e sotto certi aspetti illegit-timo. Evidentemente quel primo cau-to monito non è bastato e oggi assi-stiamo a un dissenso che è arrivatoad esplicitarsi con pubblici manifesti.Per restare alla scorribanda dellaImmagine & Promozione Srl cuil’amministrazione si è prestata vadetto che in questo caso, dietrol’apparente enunciazione di serviziogratuito prestato al comune, il tuttosi traduce in un aggravio per cittadinie aziende locali che pagheranno oltreal diritto di affissione, anche l’affittodegli spazi pubblicitari ad esclusivoappannaggio della ditta che sarà an-che libera di stabilire il canone.È anche del tutto fuorviante econtraddittoria l’affermazione, con-tenuta nella convenzione, che gliimpianti installati sono forniti incomodato d’uso gratuito. Non si ca- pisce infatti perché sugli impiantidati in comodato d’uso al Comunedebba essere la ditta a riscuotere icanoni di affitto. Non va inoltre sottovalutato ilfatto che, benché si dica che le in-stallazioni sono sottoposte ad appro-vazione del Comune, si lasci di fattola pianificazione del numero, dellatipologia e dell’ubicazione alla ditta,il che contrasta con il Decreto Legi-slativo 15 novembre 1993, n. 507sulle pubbliche affissioni. Esso, in-fatti, impone ai comuni l’adozionedi un apposito regolamento che devedisciplinare tra l’altro “le modalitàdi effettuazione della pubblicità” e“determinare la tipologia e la quantitàdegli impianti pubblicitari, le moda-lità per ottenere il provvedimento per l'installazione, nonché i criteri per la realizzazione del piano gene-rale degli impianti”. Lo stesso rego-lamento deve altresì “stabilire laripartizione della superficie degliimpianti pubblici da destinare alleaffissioni di natura istituzionale, so-ciale o comunque prive di rilevanzaeconomica e quella da destinare alleaffissioni di natura commerciale,nonché la superficie degli impiantida attribuire a soggetti privati, co-munque diversi dal concessionariodel pubblico servizio, per l'effettuazione di affissioni dirette”.Si verifica così che mentre inaltre realtà, nell’esclusivo interessedei cittadini, si fa rigoroso uso dellenorme, avvalendosi anche della com-missione edilizia comunale per la pianificazione e il controllo degliimpianti da installare, a Trinitapolinoi siamo invasi da una selva di palie cartelloni buttati senza seguire al-cun criterio estetico e urbanistico.Questi episodi di governo, ormainon più isolati, dimostrano ciò cheaffermiamo da diverso tempo ina-scoltati e cioè che si amministri na-vigando a vista, senza una prospettivachiara e lasciando i cittadini vittimedell’improvvisazione. Vogliamo solosperare che i fermenti all’interno delPartito Democratico si trasforminoin una richiesta esplicita di voltare pagina nella prospettiva di nuovogoverno a sinistra di Trinitapoli, stan-te anche l’assenza e a volte la com- plicità della destra trinitapolese.
FRANCO CARULLI
La moltiplicazione dei pali
 Previsti 100 di questi pali per la pubblicità.Sarà sempre più difficile per un portatoredi handicapcircolare sui marciapiedi. Ma se ne nessunoli utilizza perchérimangono ancoralì impalati?
 
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cultura
DICEMBRE 2008
Marco Landriscina, Antonietta D’Introno, Tobia Falco, Francesco Mele e Francesca Sarcina.
Mostra fotografica
riScatto
ritratto sociale
Il nome di Piero Calamandrei,forse, non dirà molto agli studenti che protestano contro settantenni incarta- pecoriti che gli hanno rubato il pre-sente e gli vogliono togliere la speran-za di un futuro.Il suo nome, forse, non avrà signi-ficato per i ragazzi e le ragazze chevedono al vertice delle istituzioni,dell´economia, dell´informazione delloro Paese dei pregiudicati, dei servi,dei lacchè.Calamandrei, forse, non dirà nullaalla nostra gioventù che vede la Co-stituzione tradita dal Parlamento, mi-gliaia di caduti sul lavoro ogni anno,milioni di precari e il padre, o la ma-dre, licenziati.Calamandrei fu professore duranteil fascismo, uno dei pochi a non averené chiedere mai la tessera del partito.Fondò il Partito d´Azione e fu membrodella Consulta. La stessa che oggi èmerce di scambio tra lo psiconano eTopo Gigio. Nel 1950 fece un discorsosulla Scuola, parole che sembranodette oggi per la Scuola della P2.
L´ipotesi di Calamandrei.
 Facciamo l´ipotesi, così astratta-mente, che ci sia un partito al potere,un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Co- stituzione, ma la vuole violare in so- stanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l´aula in allog- giamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvatadittatura. Allora, che cosa fare per impa-dronirsi delle scuole e per trasformarele scuole di Stato in scuole di partito?Si accorge che le scuole di Stato han-no difetto di essere imparziali. C´èuna certa resistenza; in quelle scuolec´è sempre, perfino sotto il fascismoc´è stata. Allora il partito dominante segue un´altra strada (è tuttaun´ipotesi teorica, intendiamoci). Co-mincia a trascurare le scuole pubbli-che, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e cominciaa favorire le scuole private. Non tuttele scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tuttele cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a con- sigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari sidanno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a queicittadini che saranno disposti a man-dare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e siriesce meglio. Così la scuola privatadiventa una scuola privilegiata. Il  partito dominante, non potendo tra- sformare apertamente le scuole diStato in scuole di partito, manda inmalora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Atten- zione, amici, in questo convegno que- sto è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisognatener d´occhio i cuochi di questa bassacucina. L´operazionei fa in tre modi: ve l´ho già detto:rovinare le scuole di Stato. Lasciareche vadano in malora. Impoverire iloro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il control-lo sulle scuole private. Non control-larne la serietà. Lasciare che vi inse- gnino insegnanti che non hanno i titoliminimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Que- sto è il punto. Dare alle scuole privatedenaro pubblico." Piero Calamandrei
.(Discorso pronunciato da Piero Cala-mandrei al III congressodell´Associazione a Difesa della Scuo-la Nazionale, a Roma l´11 febbraio1950).Ogni evento, seppur "doloroso",ha un rovescio della medaglia; così,tutto il clima di "rivoluzione" in fattodi riforme scolastiche, di pro o controGelmini, di alzata di scudi in difesadi ideologie, più o meno, "sentite", ha permesso un po' a tutti di "tirar fuori",da una specie di vecchio calderone,il pensiero di tanti uomini e donne,che, nel corso del tempo, hanno fattosentire la loro voce in merito a que-stioni di "ordine pubblico". Presa per mano da tanta "euforia culturale",anche io ho una gran voglia di urlareil canto libero di chi crede ancora nelvalore dell´insegnamento, del veroinsegnamento, quello imbevuto di"pensiero e azione", adattato alle cir-costanze, reso nobile da una linguadocile e plasmata sul principio del"Rispetto”. L´uomo che parla ad un popolo non può dimenticare che lesue parole non sono "solo sue", chetali parole vanno calibrate e dolcemen-te adattate alla "folla" che lo ascolta.Un leader, per essere tale, deve "farsiumile tra gli umili", pastore e agnelloallo stesso tempo, ma soprattutto, nondeve dimenticare che imporre qualco-sa alle altrui coscienze, senza adeguatavolontà di bene, è una violenza e cometale viene percepita! Cito, a tal propo-sito una frase di Gandhi, a me moltocara: "La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappre-senta una buona guida per la condottaindividuale, l´imposizione di questacondotta a tutti sarebbeun´insopportabile interferenza nellalibertà di coscienza di ognuno". Uninsegnante non si perde nelle troppevane parole, guida con i "fatti", conla corretta azione "morale" insita nellasua stessa condotta di vita...porsi incattedra solo per "esibire" il proprio"EGO", è una ferita nel cuore dellastoria stessa, la quale, spesso, non ha pietà verso coloro che recitano unruolo per il quale non sono "portati"!
 ANTONELLA PEDICELLI
Docente di Filosofia - IISS StaffaTrinitapoli
Il canto libero
Di chi crede ancora nel valore dell’insegnamento
riScatto – ritratto sociale
puntai riflettori sul
mondo del lavorofemminile a Trinitapoli,
e lo famettendo in mostra
44 scatti raffi-guranti 130 donne
che rappresentanodiversi ruoli sociali e professionali.“L’esposizione - dice AntoniettaD’Introno, responsabile del Centro diLettura GlobeGlotter - ha l’ambizionedi ritrarre le donne lavoratrici diTrinitapoli, da sole o in gruppo, per riscattarle da un passato di silenzi ericonsegnarle ad un presente e ad unfuturo di parole come amare, lavorare,riposare, creare”.Il progetto - nato da un laboratoriodi fotografia organizzato dal
Centrodi Lettura GlobeGlotter
di Trini-tapoli e guidato dal fotografo Ales-sandro Cirillo – può essere intesoanche come la continuazione idealedi un'altra mostra realizzata venti annifa, sempre dal Centro GlobeGlotter:si trattava di una raccolta di foto re-cuperate dalle famiglie delle studen-tesse degli istituti superiori del terri-torio che raccontavale attività della vita privata e pubblicadelle donne.“La mostra – afferma AlessandroCirillo - ci pone difronte a immaginidel presente, a voltiche incontriamotutti i giorni. Sonovolti di donne qua-lunque, sono le no-stre mamme, lenostre fidanzate, le nostre amiche, lenostre sorelle. E sono donne che lavo-rano. Dunque una testimonianza silen-ziosa, appena sorridente, timida a vol-te, ma testimonianza di una presenza,di un impegno, di un’identità, di unaappartenenza”.
riScatto
– 
ritratto sociale
saràinaugurata
lunedi 22 dicembre, alleore 18.00
in via Cairoli a Trinitapoli,e vedrà l’intervento di
Silvia Godelli
,Assessore Regionale al Mediterraneo,
Luciana Bozzo
, docente di SociologiaUrbana presso il Politecnico di Bari,
Alessandro Cirillo
, fotografo free-lance e
Antonietta D’Introno
, Re-sponsabile del Centro di Lettura Glo- beGlotter di Trinitapoli.Il catalogo, curato da AlessandroCirillo e Clara Specchia, contiene testidi Antonietta D’Introno, AlessandroCirillo, Luciana Bozzo, Teresa Ciullie Rosa Tarantino.Hanno collaborato al progetto ri-Scatto: Francesca Sarcina, Marco Lan-driscina, Tobia Falco, Francesco Mele,Antonietta D’Introno e Rosa Taranti-no.La mostra rimarrà aperta, pressoil
 Pied a Terre
GlobeGlotter in ViaCairoli 23 a Trinitapoli,
fino all’11gennaio 2009
. Sarà visitabile tutti igiorni - ad eccezione del 31 dicembree del 1° gennaio -
dalle 18.00 alle21.00. Ingresso libero.
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