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cultura
DICEMBRE 2008
Marco Landriscina, Antonietta D’Introno, Tobia Falco, Francesco Mele e Francesca Sarcina.
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riScatto
ritratto sociale
Il nome di Piero Calamandrei,forse, non dirà molto agli studenti che protestano contro settantenni incarta- pecoriti che gli hanno rubato il pre-sente e gli vogliono togliere la speran-za di un futuro.Il suo nome, forse, non avrà signi-ficato per i ragazzi e le ragazze chevedono al vertice delle istituzioni,dell´economia, dell´informazione delloro Paese dei pregiudicati, dei servi,dei lacchè.Calamandrei, forse, non dirà nullaalla nostra gioventù che vede la Co-stituzione tradita dal Parlamento, mi-gliaia di caduti sul lavoro ogni anno,milioni di precari e il padre, o la ma-dre, licenziati.Calamandrei fu professore duranteil fascismo, uno dei pochi a non averené chiedere mai la tessera del partito.Fondò il Partito d´Azione e fu membrodella Consulta. La stessa che oggi èmerce di scambio tra lo psiconano eTopo Gigio. Nel 1950 fece un discorsosulla Scuola, parole che sembranodette oggi per la Scuola della P2.
L´ipotesi di Calamandrei.
Facciamo l´ipotesi, così astratta-mente, che ci sia un partito al potere,un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Co- stituzione, ma la vuole violare in so- stanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l´aula in allog- giamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvatadittatura. Allora, che cosa fare per impa-dronirsi delle scuole e per trasformarele scuole di Stato in scuole di partito?Si accorge che le scuole di Stato han-no difetto di essere imparziali. C´èuna certa resistenza; in quelle scuolec´è sempre, perfino sotto il fascismoc´è stata. Allora il partito dominante segue un´altra strada (è tuttaun´ipotesi teorica, intendiamoci). Co-mincia a trascurare le scuole pubbli-che, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e cominciaa favorire le scuole private. Non tuttele scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tuttele cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a con- sigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari sidanno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a queicittadini che saranno disposti a man-dare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e siriesce meglio. Così la scuola privatadiventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo tra- sformare apertamente le scuole diStato in scuole di partito, manda inmalora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Atten- zione, amici, in questo convegno que- sto è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisognatener d´occhio i cuochi di questa bassacucina. L´operazionei fa in tre modi: ve l´ho già detto:rovinare le scuole di Stato. Lasciareche vadano in malora. Impoverire iloro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il control-lo sulle scuole private. Non control-larne la serietà. Lasciare che vi inse- gnino insegnanti che non hanno i titoliminimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Que- sto è il punto. Dare alle scuole privatedenaro pubblico." Piero Calamandrei
.(Discorso pronunciato da Piero Cala-mandrei al III congressodell´Associazione a Difesa della Scuo-la Nazionale, a Roma l´11 febbraio1950).Ogni evento, seppur "doloroso",ha un rovescio della medaglia; così,tutto il clima di "rivoluzione" in fattodi riforme scolastiche, di pro o controGelmini, di alzata di scudi in difesadi ideologie, più o meno, "sentite", ha permesso un po' a tutti di "tirar fuori",da una specie di vecchio calderone,il pensiero di tanti uomini e donne,che, nel corso del tempo, hanno fattosentire la loro voce in merito a que-stioni di "ordine pubblico". Presa per mano da tanta "euforia culturale",anche io ho una gran voglia di urlareil canto libero di chi crede ancora nelvalore dell´insegnamento, del veroinsegnamento, quello imbevuto di"pensiero e azione", adattato alle cir-costanze, reso nobile da una linguadocile e plasmata sul principio del"Rispetto”. L´uomo che parla ad un popolo non può dimenticare che lesue parole non sono "solo sue", chetali parole vanno calibrate e dolcemen-te adattate alla "folla" che lo ascolta.Un leader, per essere tale, deve "farsiumile tra gli umili", pastore e agnelloallo stesso tempo, ma soprattutto, nondeve dimenticare che imporre qualco-sa alle altrui coscienze, senza adeguatavolontà di bene, è una violenza e cometale viene percepita! Cito, a tal propo-sito una frase di Gandhi, a me moltocara: "La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappre-senta una buona guida per la condottaindividuale, l´imposizione di questacondotta a tutti sarebbeun´insopportabile interferenza nellalibertà di coscienza di ognuno". Uninsegnante non si perde nelle troppevane parole, guida con i "fatti", conla corretta azione "morale" insita nellasua stessa condotta di vita...porsi incattedra solo per "esibire" il proprio"EGO", è una ferita nel cuore dellastoria stessa, la quale, spesso, non ha pietà verso coloro che recitano unruolo per il quale non sono "portati"!
ANTONELLA PEDICELLI
Docente di Filosofia - IISS StaffaTrinitapoli
Il canto libero
Di chi crede ancora nel valore dell’insegnamento
riScatto – ritratto sociale
puntai riflettori sul
mondo del lavorofemminile a Trinitapoli,
e lo famettendo in mostra
44 scatti raffi-guranti 130 donne
che rappresentanodiversi ruoli sociali e professionali.“L’esposizione - dice AntoniettaD’Introno, responsabile del Centro diLettura GlobeGlotter - ha l’ambizionedi ritrarre le donne lavoratrici diTrinitapoli, da sole o in gruppo, per riscattarle da un passato di silenzi ericonsegnarle ad un presente e ad unfuturo di parole come amare, lavorare,riposare, creare”.Il progetto - nato da un laboratoriodi fotografia organizzato dal
Centrodi Lettura GlobeGlotter
di Trini-tapoli e guidato dal fotografo Ales-sandro Cirillo – può essere intesoanche come la continuazione idealedi un'altra mostra realizzata venti annifa, sempre dal Centro GlobeGlotter:si trattava di una raccolta di foto re-cuperate dalle famiglie delle studen-tesse degli istituti superiori del terri-torio che raccontavale attività della vita privata e pubblicadelle donne.“La mostra – afferma AlessandroCirillo - ci pone difronte a immaginidel presente, a voltiche incontriamotutti i giorni. Sonovolti di donne qua-lunque, sono le no-stre mamme, lenostre fidanzate, le nostre amiche, lenostre sorelle. E sono donne che lavo-rano. Dunque una testimonianza silen-ziosa, appena sorridente, timida a vol-te, ma testimonianza di una presenza,di un impegno, di un’identità, di unaappartenenza”.
riScatto
–
ritratto sociale
saràinaugurata
lunedi 22 dicembre, alleore 18.00
in via Cairoli a Trinitapoli,e vedrà l’intervento di
Silvia Godelli
,Assessore Regionale al Mediterraneo,
Luciana Bozzo
, docente di SociologiaUrbana presso il Politecnico di Bari,
Alessandro Cirillo
, fotografo free-lance e
Antonietta D’Introno
, Re-sponsabile del Centro di Lettura Glo- beGlotter di Trinitapoli.Il catalogo, curato da AlessandroCirillo e Clara Specchia, contiene testidi Antonietta D’Introno, AlessandroCirillo, Luciana Bozzo, Teresa Ciullie Rosa Tarantino.Hanno collaborato al progetto ri-Scatto: Francesca Sarcina, Marco Lan-driscina, Tobia Falco, Francesco Mele,Antonietta D’Introno e Rosa Taranti-no.La mostra rimarrà aperta, pressoil
Pied a Terre
GlobeGlotter in ViaCairoli 23 a Trinitapoli,
fino all’11gennaio 2009
. Sarà visitabile tutti igiorni - ad eccezione del 31 dicembree del 1° gennaio -
dalle 18.00 alle21.00. Ingresso libero.
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